L’apprendimento nell’era digitale

 

Questo post è una mia traduzione dell’articolo di  Jeff Tavernier Apprendre à l’ère numérique
I contenuti del blog di Jeff  Tavernier sono distribuiti con licenza Creative Commons-BY-NC-SA

Dopo aver definito i contorni di un modello di pedagogia aperto e ibrido, vi propongo oggi di esplorare le grandi fratture che l’era digitale ha prodotto sull’apprendimento.

Imparare prima del digitale significava muoversi in:

  • UN QUADRO SPAZIO-TEMPORALE STRUTTURATO: l’apprendimento è caratterizzato dall’ unità di tempo e di luogo come nella scuola, è influenzato dal modello industriale del XIX secolo. Questa tesi si basa sulla storia dei modelli educativi occidentali che si strutturano con l’affermazione  di una società industrializzata e democratica. Ken Robinson ne spiega le profonde conseguenze nella conferenza dal titolo ” Changing education paradigms . “
  • UN RAPPORTO COL SAPERE CENTRALIZZATO : l’autorità del sapere è nelle mani dell’insegnante che detiene la verità e la trasmette. La sua autorità dipende dalla sua competenza e dalla riconoscenza che gli si porta. Il libro e il manuale ne sono i prodotti. Questa idea si basa su un secolare modello di apprendimento che è emerso in epoca medievale con le grandi università europee sotto l’egida della Chiesa cristiana. Serge Tisseron ne spiega le conseguenze sui nostri modelli culturali in questa puntata di La place de la toile .
  • UN PENSIERO LINEARE: il pensiero è organizzato in un modello lineare e sequenziale secondo un modello ereditato dalle dimostrazioni antiche . L’apprendimento è strutturato, programmato e comunicato. Lo studente deve gestire il flusso che si riversa su di lui.
  • DEI RIFERIMENTI TEORICI FRAMMENTATI: ci si basa su quadri teorici differenti e a volte opposti per costruire l’apprendimento.

L’apprendimento nell’era digitale significa ormai muoversi in …:

  • UN QUADRO SPAZIO-TEMPORALE ANDATO IN PEZZI: l’apprendimento può essere fatto in qualsiasi luogo e in qualsiasi momento attraverso dispositivi mobili e reti di telecomunicazione, si può perciò pensare a un apprendimento flessibile. Per convincersene, si può rileggere l’ormai famoso pamphlet di Michel Serres che evoca questi “pollicini” .[N.d.t: Si riferisce ai giovani dell’era digitale, chiamati così per la velocità con cui scrivono SMS usando il pollice]
  • UN RAPPORTO POLICENTRICO COL SAPERE: oggi è necessario riunire autorità disperse o anche in concorrenza. Si naviga tra molteplici autorità fondate sulla raccomandazione. Schermi e motori di ricerca ne sono i prodotti.
  • UN PENSIERO RETICOLARE: il pensiero si costruisce in reti e arborescenze per affrontare la complessità del mondo secondo l’influenza della sistemica. L’apprendimento deve confrontarsi con l’imprevisto e l’alterità. Il discente deve gestire il flusso che lui attraversa. Per andare oltre, possiamo fare affidamento sul pensiero sistemico che si manifesta nell’opera La Méthode di Edgar Morin, ma anche negli scritti del prospettivista Joel de Rosnay .
  • DEI RIFERIMENTI TEORICI GLOBALI E INTEGRATI: ci si basa su modelli teorici che si collegano per costruire un ecosistema che promuova quella che Philippe Carré definisce “l’apprenance” [N.d.t. Un insieme durevole di misure che promuovono l’azione dell’apprendere intutte le situazioni formali e informali]

 

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