Pensa fuori dagli schemi, prova la LibraryBox!

Dal blog  footnotes*  di Renaud Aïoutz ho tradotto questo articolo che presenta in modo dettagliato un progetto di utilizzo della PirateBox in biblioteca. Penso che il testo offra diverse indicazioni e spunti di riflessione a chi volesse ripetere l’esperienza in una biblioteca italiana.

I contenuti del blog footnotes*  sono distribuiti con CC BY licenza Creative Commons Attribution 3.0 France.

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Il plug digitale di Lezoux

Il plug digitale di Lezoux: la cabina per il download dei file.

All’inizio c’era la PirateBox, sviluppata e resa popolare dal professor David Darts  dell’Università di New York.

Di cosa si tratta? E’ semplice: immagina che arrivando in un certo posto  il tuo tablet, smartphone o computer ti dica che c’è un segnale wi-fi aperto, il cui nome non assomiglia a quello delle solite reti…  Il tuo dispositivo si connette a una rete che si chiama PirateBox o qualcosa di simile e allora, per parafrasare Jack London, “sui muri della PirateBox, ho visto un mondo apparire all’orizzonte.”

E’ a partire da questo entusiasmo che Jason Griffey, capo del Dipartimento IT della Biblioteca dell’Università del Tennessee ha avuto l’idea di adattare la  PirateBox al suo contesto. Naturalmente rispettando lo spirito del progetto (FLOSS   per “Free, Libre e Open Source Software”), ha pubblicato sul suo sito web tutti gli ingredienti e la ricetta necessaria per costruire una LibraryBox.

Ora immagina che mettendoti al solito posto della tua biblioteca   il dispositivo rilevi questo segnale strano e penetrante. Da utente modello che segue tutti i consigli dei suoi bibliotecari preferiti, tu ti  connetti  e, attraverso una interfaccia molto semplice che si apre nel browser del tuo dispositivo,  accedi a un catalogo di contenuti digitali.

biblioboxNaturalmente in questo caso si tratta di contenuti liberi o di pubblico dominio  che la biblioteca ha selezionato per te e che puoi scaricare liberamente. E’ proprio qui che ritroviamo la questione dei  beni comuni e soprattutto l’ottavo  e il decimo punto del manifesto ( N.d.T. qui il riferimento è a Le manifeste de SavoirsCom1 che si occupa appunto di beni comuni).

In effetti, la biblioteca, strumento delle politiche pubbliche sul territorio, promuove  il pubblico dominio e la conoscenza condivisa. Facendo questo sul  suo territorio di competenza  la biblioteca si comporta come un attore che sostiene la creazione e lo sviluppo dei beni comuni. Ebook, musica, video …   sia attraverso il ricco patrimonio ben vivo del pubblico dominio o attraverso la straordinaria, ma spesso poco conosciuta diversità e qualità dei contenuti  distribuiti con  licenze libere , la biblioteca svolge un ruolo di mediazione digitale. Tra i numerosi esempi, possiamo citare quello dell’eccellente sito di musica  ZikLibrenbib .

E’ proprio  su quest’ ultimo punto del ruolo di mediazione delle biblioteche che l’esperimento condotto a Lezoux nel Puy-de-Dôme dalla  Médiathèque départementale (MD63) , in collaborazione con la regione Auvergne, ci fornisce delle indicazioni preziose. Perché, come ci  ricorda il punto 10 del manifesto (Le manifeste de SavoirsCom1):”Più che l’accesso, l’obiettivo importante è l’accompagnamento all’acquisizione di  una cultura digitale. Il collettivo sostiene la creazione e lo sviluppo di (terzi) luoghi (biblioteche, centri culturali, FabLab, ecc.) come spazi comuni  largamente aperti  e flessibili, dove  si possano dispiegare delle pratiche collettive. Si tratta di incrociare gli approcci degli attori con quelli degli utenti e di aprire i servizi pubblici a beneficio delle politiche dell’istruzione pubblica, della cultura e dello sviluppo economico. ”

Cabina per il download dei file

Il plug digitale: la cabina per il download dei file

Dal giugno scorso e fino alla fine dell’anno, siamo impegnati nel progetto di  “ Territoire en résidence  “ grazie all’équipe di La 27e Région, che ha fatto della “progettazione dei servizi ” un motore di innovazione sociale e di coinvolgimento degli abitanti nelle politiche pubbliche. Si tratta di costruire con la popolazione una “visione desiderabile” della futura mediateca intercomunale  e contribuire così a un rinnovamento delle politiche pubbliche. Elisa, Blandine, Damien e Adrian hanno proposto alla mediateca dipartimentale del Puy-de-Dôme, responsabile del progetto nel cantiere di questa futura installazione, di sperimentare con gli abitanti una serie di servizi innovativi che possano poi essere sviluppati o meno dalla vicina mediateca di Lezoux.

E’ soprattutto grazie a Damien Roffat e Adrien Demay  che la BiblioBox di Lezoux è nata la settimana scorsa. Convinti fin dall’inizio che il passaggio ai file digitali potesse rinnovare profondamente non solo i servizi di una mediateca (questo è ovvio), ma anche il modo in cui  noi BDP [biblioteche dipartimentali di prestito] accompagniamo le biblioteche della rete dipartimentale. In effetti tutta la logistica generata dalla gestione del documento “fisico”, dalla sua ricezione alla distribuzione attraverso il bibliobus, passando per la sua collocazione a magazzino, la sua restituzione o la sua eliminazione, potrebbe essere radicalmente rivista se la fonte fosse digitale  in partenza.

E non si tratta di abbandonare gli spazi fisici delle biblioteche, dove si intrecciano delle relazioni sociali essenziali per la diffusione delle conoscenze e  delle competenze. Non si tratta neanche di abbandonare l’oggetto libro di carta, perché un file digitale può benissimo essere “rimaterializzato” in una forma adeguata al contesto e all’esigenza specifica (Testo integrale o estratto? Rilegatura di qualità o libro riciclabile? In grande formato  o tascabile? …).

Ma perché queste indicazioni offerte dall’esistenza  e dall’integrazione dei file digitali nel  “catalogo della biblioteca” diventassero un giorno  dei servizi standard della mediateca intercomunale di Lezoux, era prioritario costruirne un prototipo e testarlo per un lungo periodo con la popolazione .

Le istruzioni per l'uso della Bibliobox

Le istruzioni per l’uso della Bibliobox

A partire da una Librarybox preparata dall’équipe di  La Fonderie (grazie a Hay Loïc per il suo aiuto) seguendo il procedimento descritto da Jason Griffey, ci siamo lanciati con Damien, Adrien e la mia collega Laurence nel caricamento e nella configurazione finale della BiblioBox, ma anche nella costruzione e valorizzazione dei suoi contenuti. Sarebbe stato inutile e controproducente  voler ricreare una forma di enciclopedismo dei contenuti, sul modello del web. Invece di partecipare a  questa gara senza fine, persa fin dall’inizio, abbiamo scelto di fare un lavoro di selezione e valorizzazione dei contenuti del dominio pubblico e dei contenuti liberi collegati a una tematica. Nella misura in cui stavamo lavorando alla definizione di una futura iniziativa pubblica partecipata e se possibile innovativa abbiamo scelto il tema dell’utopia: utopia sociale, tecnologica, artistica …

E’ in questa prospettiva che per cominciare abbiamo installato nella chiavetta USB collegata alla bibliobox una ventina di ebook, una ventina di album e di film collegati alla nostra tematica. L’esercizio è stato a volte acrobatico, ma è l’esperienza che conta … Questi titoli sono disponibili in due modi: sia attraverso la rete Wi-Fi generata dalla LibraryBox sia attraverso la porta  USB di un vecchio computer con Ubuntu che permette solo il download dei file.

Per gli ebook, disponibili in formato epub e PDF, abbiamo utilizzato Calibre che  permette di gestirli in maniera semplice, mentre l’ottimo Calibre2opds  permette l’esportazione del catalogo (pagine html e file ebook ) e dei file necessari per la navigazione tra queste risorse (perché in Wi-Fi o attraverso una USB, è il browser che permette la loro individuazione e  il loro download). Al di là di questo accesso, abbiamo pensato che fosse importante contrassegnare materialmente le risorse sulla cabina per il download (chiamata “plug digitale”) con dei numeri corrispondenti alle risorse descritte.

E’ ancora un po’ presto per trarre delle conclusioni generali, ma questo è quello che possiamo già dire.

  • Abbiamo visto diverse volte le persone fermarsi e provare a scaricare dalla cabina i file proposti (anche se erano già disponibili online da un’altra parte). Sì, per fortuna Metropolis di Fritz Lang interessa sempre!

  • Questa è l’occasione per spiegare gli aspetti tecnici e giuridici dello scambio non commerciale di file digitali.

  • Questa è un’opportunità per creare un’emulazione tra i bibliotecari e  il pubblico nel reperimento e nella promozione dei contenuti digitali.

  • Per i bibliotecari, la selezione e la valorizzazione di questi contenuti li invita a prendere coscienza della forza e dell’importanza dei beni comuni della conoscenza, in continuità con il progetto del nostro gruppo.
Alcuni dei file disponibili

Alcuni dei file disponibili

L’esperienza perciò  continuerà cercando di migliorare il modello  tecnico e il catalogo proposto e di immaginare altri servizi intorno a questo plug digitale (Stampa a richiesta /Print on Demand? Catalogazione collaborativa? Traduzioni collaborative di vecchi film non sottotitolati e perché no con la collaborazione dii  insegnanti di lingue e dei loro studenti? …).

Continua …

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