La Digitale: software educativo libero e responsabile

Riprendo e traduco praticamente per intero la home page di La Digitale, una raccolta di applicazioni e programmi liberi e responsabili creata dal formatore francese Emmanuel Zimmert.

La Digitale
software educativo libero e responsabile

In questa pagina troviamo una presentazione dei principi che stanno alla base di La Digitale e l’elenco degli strumenti realizzati dal suo infaticabile creatore.

Alla traduzione della home page aggiungo, perché mi ha particolarmente impressionato, l’elenco delle modifiche e delle nuove applicazioni che, più veloce del vento, Emmanuel Zimmert, ha realizzato tra febbraio e luglio di quest’anno. A lui, naturalmente, un grande ringraziamento per i suo lavoro.

La Digitale è sicuramente un esempio di buone pratiche da diffondere e sostenere.

Questo articolo è distribuito con licenza Creative Commons BY-NC-SA .

LA DIGITALE…

  1. progetta e sviluppa strumenti e applicazioni digitali libere e responsabili per gli insegnanti (di lingua).
  2. sensibilizza alle buone pratiche e alla sobrietà digitale in ambito educativo.
  3. difende una tecnologia digitale educativa virtuosa e inclusiva lontana dalle grandi aziende guidate dalla corsa al profitto e dalla raccolta e vendita dei dati.

STRUMENTI PER INSEGNANTI

La tecnologia digitale è una delle principali sfide per l’istruzione (e la società) nel 21° secolo.

Nella sua volontà di essere utile alla comunità educativa, La Digitale offre strumenti digitali responsabili ( Che cos’è uno strumento educativo digitale responsabile? ) e gratuiti per accompagnare il processo di insegnamento e apprendimento in presenza e a distanza.

La Digitale applicazioni online

Applicazioni online

DIGISCREEN
uno sfondo interattivo per la classe (interfaccia disponibile anche in italiano)
Scopri l’uso

DIGIPAD
per creare bacheche multimediali collaborative (interfaccia disponibile anche in italiano)
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DIGIDOC
per creare semplici documenti collaborativi (interfaccia disponibile anche in italiano)
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DIGIBUNCH
per creare raccolte (bouquet) di link
Scopri l’uso

DIGILINK
per generare link abbreviati
Scopri l’uso

DIGIPLAY
per guardare i video di YouTube senza distrazioni
Scopri l’uso

DIGITOOLS
una serie di strumenti di animazione semplici e utili
Scopri l’uso

DIGISTORM
per creare brainstorming, questionari, ecc.
Scopri l’uso

DIGICARD
per creare semplici composizioni grafiche
Scopri l’uso

DIGIWORD
per creare nuvole di parole (wordcloud)
Scopri l’uso

DIGIFACE
per creare avatar
Scopri l’uso

DIGIREAD
per semplificare la visualizzazione di pagine e articoli online
Scopri l’uso

DIGIBUZZER
per giocare intorno a un buzzer
Scopri l’uso

DIGIQUIZ
per leggere e condividere contenuti H5P online
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DIGIMIND
per creare semplici mappe mentali
Scopri l’uso

Software multipiattaforma

Software per Windows, macOS e GNU/Linux

LOGIQUIZ
per creare e riprodurre offline i contenuti di H5P
Scopri Scarica

LOGIMIX
per semplici modifiche di file audio
Scopri Scarica

LOGIKEY
per lavorare con software gratuito portatile su una chiavetta USB
Scopri Scarica

Software per Raspberry

Sistema operativo Raspberry Pi

EDUBOX
uno spazio di lavoro digitale offline
Scopri

DIGIBOX
tutti gli strumenti de La Digitale offline
Prossimamente ⏳

Modello economico

Lo sviluppo e l’hosting di questi strumenti si basa su un modello economico semplice. Gli strumenti sono messi a disposizione gratuitamente e senza limitazioni: le funzioni sono uguali per tutti. 

Un sistema di finanziamento partecipativo consente di coprire i costi di produzione. Se trovi utili questi strumenti, puoi sostenere il progetto per garantirne la duratao addirittura far crescere il tuo digitale 😉. 

Sostengo il progetto ❤️.

Il design di questo sito fa parte di un approccio etico e responsabile 💚. 

È fatto a mano al 100%, non raccoglie alcun dato e non utilizza alcun cookie.

È ospitato in Svizzera, presso Infomaniak , in data center alimentati al 100% da energia rinnovabile 🌍 e raffreddati dall’aria esterna, senza aria condizionata 🌬️.  

Un progetto libero e solidale realizzato da Emmanuel ZIMMERT // ez [at] ladigitale.dev

Supportato da AFT-RN

La Digitale su LinkedIn // La Digitale su Mastodon

[RÉSOLU] la guida al software libero per l’economia solidale è finalmente in italiano

A dicembre dello scorso anno avevo presentato [RÉSOLU], una guida all’uso del software libero, indirizzata soprattutto alle organizzazioni che lavorano nel campo dell’economia sociale e solidale: https://nilocram.wordpress.com/2020/12/07/resolu-software-libero-ed-economia-solidale/

La guida era stata realizzata da Framasoft in collaborazione con altre associazioni e pubblicata in francese, sia in formato cartaceo che in formato digitale, da Framabook: https://framabook.org/resolu/

RESOLU suFramabook

La guida mi era sembrata molto utile e interessante e per questo avevo provato a tradurne un estratto: https://nilocram.files.wordpress.com/2020/12/resolu_finale.pdf

Scrittura collaborativa con Etherpad

Concludevo il mio post scrivendo che sarebbe stato bello completare la traduzione in modo collaborativo.

Può sembrare incredibile, ma questa volta è successo davvero!

Gli amici dell’associazione LinuxTrent hanno deciso di raccogliere la sfida e di tradurre l’intera guida in italiano.
A un anno dalla pubblicazione dell’edizione francese, ecco finalmente anche la traduzione italiana.
Un grosso grazie a Ilario Quinson, Roberto Resoli, Danilo Spada, Daniele Zambelli che col loro lavoro hanno permesso la pubblicazione della guida in italiano. È stato un piacere dare anche il mio piccolo contributo.

La guida si può scaricare da questa pagina:

https://www.linuxtrent.it/linuxtrent-traduce-la-guida-resolu-di-framasoft/

È disponibile in formato .pdf e anche in formato .odt per chi volesse modificarla e riutilizzarla, magari migliorando l’impaginazione.

La traduzione italiana, come l’originale, è distribuita con Licenza Creative Commons BY-SA 3.0 International

LinuxTrent traduce la guida RESOLU di Framasoft

l titolo scelto per la guida, [RÉSOLU], da un lato è un acronimo che sta per Réseaux Éthiques et Solutions Ouvertes pour Libérer vos Usages (Reti etiche e soluzioni aperte per liberare i tuoi utilizzi), ma dall’altro significa “Risolto” e, scritto tra parentesi quadre, è l’espressione che si usa nei forum di discussione quando appunto si è trovata la soluzione ad un problema posto da un utente.

Molte organizzazioni che promuovono i principi di solidarietà, di accessibilità e di condivisione, utilizzano poi dei software proprietari poco rispettosi di questi principi morali. Obiettivo principale di [RÉSOLU] è quello di accompagnare il processo di cambiamento che porti queste organizzazioni dell’economia sociale e solidale a rendere coerenti i principi che le ispirano con gli strumenti digitali che utilizzano: il software libero costituisce un’alternativa etica praticabile.

La guida è costituita da una serie di schede informative suddivise in tre sezioni: Collaborare, Comunicare, Organizzare che costituiscono gli ambiti fondamentali nell’azione di una struttura associativa, per ciascuno di essi vengono proposte delle soluzioni alternative ai programmi proprietari: software e applicazioni web liberi.

La scelta del software libero è una scelta etica

Naturalmente un grosso grazie a tutti gli autori e le autrici dell’edizione francese, a Framasoft e a tutte le associazioni che hanno permesso la pubblicazione della guida.

PER SAPERNE DI PIÙ

PER CHI VA DI FRETTA

I link diretti alla traduzione italiana

[RÈSOLU] Software libero ed economia solidale

Nel giugno scorso Framabook ha pubblicato una guida all’utilizzo del software libero rivolta soprattutto alle organizzazioni che lavorano nel campo dell’economia sociale e solidale.

Copertina Resolu

L’iniziativa promossa da Framasoft in collaborazione con l’associazione Picasoft (uno dei membri di Chatons) e con CEMÈA , una rete di associazioni attive in campo educativo, vuole accompagnare le associazioni che operano nel campo dell’economia sociale solidale nel percorso non sempre facile verso l’adozione di strumenti digitali liberi che siano coerenti con i valori etici che queste associazioni praticano e promuovono, molto spesso nel loro lavoro queste associazioni utilizzano dei software proprietari che sono in contrasto con i principi a cui esse si ispirano.

Il titolo scelto per la guida è [RÈSOLU] che da una parte è un acronimo che sta per Réseaux Éthiques et Solutions Ouvertes pour Libérer vos Usages (Reti etiche e soluzioni aperte per liberare i tuoi utilizzi), ma dall’altra, significa “Risolto” e scritto tra parentesi quadre è l’espressione che si usa nei forum di discussione quando appunto si è trovata la soluzione ad un problema posto da un utente.

La guida è costituita da una serie di schede informative suddivise in tre sezioni: Collaborare, Comunicare, Organizzare che costituiscono le funzioni fondamentali per l’azione di una struttura associativa, per ciascuno di questi tre ambiti vengono proposte delle soluzioni alternative: software e applicazioni web liberi.

schede Resolu

La guida è distribuita con licenza libera ed è disponibile in francese in formato PDF e cartaceo dal sito di Framabook e in formato web dal sito https://soyezresolu.org/ da cui si possono scaricare le diverse schede anche separatamente.

Per saperne di più si può vedere l’articolo di presentazione di [RÈSOLU] su Framablog:
https://framablog.org/2020/06/27/resolu-un-pas-de-plus-dans-contributopia/

Scheda Etherpad

Dal momento che condivido anch’io il percorso promosso da Framasoft verso una società della contribuzione (Contributopia) ho pensato di dare un piccolo contributo: qui sotto (pulsante Download) potete scaricare in formato PDF la traduzione italiana della prima parte della guida (l’introduzione e una parte della sezione Collaborare dedicata a Etherpad e a Nextcloud) e della pagina conclusiva.

Insomma, a mio parere, una guida molto utile e interessante che sarebbe bello tradurre in modo collaborativo.

Chi fosse interessato a riutilizzare il testo o a continuare la traduzione, può scaricare il file sorgente dell’intera guida (in formato .odt) da questo link: https://s.devol.it/guida_resolu

Buona lettura 🙂

Cosa puoi fare nel 2020 insieme a Framasoft

Riprendo e traduco da Framablog l’articolo Ce que Framasoft pourrait faire en 2020 grâce à vos dons.

L’articolo presenta  i progetti che Framasoft vuole realizzare il prossimo anno con l’aiuto (anche) economico dei suoi sostenitori.

Questa traduzione si può leggere anche nel Fediverse: https://fediverse.blog/~/Strafanici/framasoft-2020

Buona lettura 🙂

Titolo articolo Framablog

L’educazione popolare al digitale, Peertube, Mobilizon, un servizio “tutto in uno” … Per l’anno 2020, abbiamo ancora molti desideri … speriamo che tu ci dia i mezzi per realizzarli unendoti ai donatori e alle donatrici , e in ogni caso siamo felici di parlarti del piccolo programma che trovi qui.

Questo articolo fa parte dei ” Diari di viaggio di Contributopia ” . Da ottobre a dicembre 2019, faremo il punto sulle numerose azioni che intraprendiamo, che sono finanziate dalle tue donazioni (che possono portare a una riduzione fiscale per i contribuenti francesi). Se puoi, pensa a sostenerci .

A Framasoft non teniamo due piedi in una sola scarpa. Se, a volte, prendiamo delle strade traverse (la strada principale è così lunga …) è perché abbiamo un sacco di scatole con molti progetti dentro. Quali scegliere? È quel genere di problemi che per noi sono importanti quanto lo sviluppo delle strategie per realizzarli.

Dall’educazione popolare alle sfide del digitale

L’attività quotidiana di Framasoft, è fatta di numerosi interventi, seminari, conferenze, tavole rotonde … incontrare regolarmente pubblici differenti. Si tratta per noi di condividere le nostre osservazioni sull’egemonia dei giganti del Web e sul mondo che ci preparano le imprese del Capitalismo di Sorveglianza. Proponiamo anche dei percorsi di emancipazione digitale per andare verso una società della contribuzione piuttosto che dei consumi.

2 anni di esplorazione di Contributopia
La conferenza di presentazione dei Carnets de Contributopia  al Capitole du libre (novembre 2019) Clicca sull’immagine per vedere il video.

Stiamo anche lavorando con altre strutture e collettivi per facilitare l’adozione di pratiche digitali “più sane”. Individuare attori e attrici della mediazione al digitale libero , lavorare su degli strumenti pratici con delle organizzazioni che si occupano di educazione popolare o cooperative di formazione, queste sono alcune delle azioni che vogliamo proseguire nel 2020. Perché l’associazione Framasoft, con i suoi 35 membri, non può essere ovunque, e non ha nessuna desiderio di essere onnipresente! Ecco perché proviamo a condividere la nostra esperienza con persone che, quotidianamente animano delle azioni di educazione popolare e sono quanto più possibile, delle persone che cercano di riprendere il controllo sulla loro vita digitale.

Un altro grande progetto che ci aspetta nel 2020 è quello di preparare la chiusura di alcuni servizi che noi ospitiamo. Ricordiamo che ti verrà proposto l’accesso agli stessi servizi, ospitati da organizzazioni che condividono i nostrii stessi valori. Lo sappiamo, è spiacevole sapere che ci sarà un cambiamento, anche se lontano, in un panorama digitale in cui è difficile fidarsi e cambiare le proprie abitudini. Vogliamo lavorare in modo che le pagine Web che ti reindirizzano alla “stessa cosa, ma da un’altra parte” siano chiare e che ottengano la tua fiducia.

Ecco, ad esempio, cosa vedrai se provi ad accedere al nostro motore di ricerca Framabee chiuso di recente.

Per questo, vogliamo anche continuare a investire nel gruppo di host alternativi CHATONS . Vogliamo darti buone ragioni per fidarti dei membri di questo collettivo. Vogliamo che tu sappia perché puoi fornire loro i tuoi dati. Possiamo anche aiutare a chiarire qual è l’offerta di questo collettivo di fornitori di host, così puoi trovare il servizio o la struttura più adatta alle tue esigenze.

Offrire a Mobilizon la versione 1 che si merita

La mobilitazione di sforzi e risorse collettive è il miele della vita associativa e delle molteplici forme di interazione sociale. Questa è la ragione di Mobilizon . La nostra visione per questo progetto è chiara: offrire una piacevole alternativa agli eventi, ai gruppi o persino alle pagine di Facebook. Vorremmo creare uno strumento di emancipazione per le associazioni, gli attivisti, i cittadini … e tutti coloro che dipendono ancora da Facebook per organizzarsi insieme.

Attualmente è in versione beta, noi intendiamo sviluppare:

  • l’aspetto “federativo” di questo software entro la fine di dicembre;
  • le funzionalità delle pagine e dei gruppi (con messaggistica, moderazione, strumenti organizzativi) nel primo trimestre 2020;
  • le correzioni, i possibili ritardi e le rifiniture che stabilizzano e documentano il software, per la sua uscita prevista prima dell’estate del 2020 .

Perché tu possa seguire questi sviluppi in modo trasparente, gli aggiornamenti saranno regolarmente visibili sul sito dimostrativo test.mobilizon.org

Clicca sull’immagine per scoprire il sito dimostrativo di Mobilizon, ancora in versione beta.

La pubblicazione della prima versione stabile e utilizzabile pubblicamente di Mobilizon è un appuntamento da non perdere . Vogliamo accompagnarla con uno strumento che faciliti la comprensione di cos’è Mobilizon, come funziona, a cosa serve e a cosa non serve. Per arrivarci, vogliamo dedicare del tempo alla revisione completa del sito joinmobilizon.org , probabilmente sul modello del nuovissimo sito Web joinpeertube.org .

Finanziare le ambizioni di PeerTube

Al rilascio della versione 2 di PeerTube , abbiamo fatto il punto su questa alternativa gratuita e federata alle piattaforme video come YouTube. Se abbiamo appena passato un anno sviluppandolo con i nostri fondi, è perché crediamo nel potenziale di emancipazione di questa soluzione. Nel 2020, vogliamo trovarei mezzi per aumentare la popolarità di PeerTube. Per questo, avremo bisogno di materiali (video, illustrazioni, metafore …) che promuovano i vantaggi di uno strumento federato, e le funzionalità di PeerTube.

E se realizzassimo altri video educativi come quello realizzato da LILA …?

Abbiamo anche in programma, per il 2020, di promuovere una nuova raccolta di fondi che ci permetterà di finanziare la versione 3 di PeerTube. L’elenco delle funzionalità che questa raccolta finanzierà non è stato ancora definito, ma ci siamo segnati, grazie ai tuoi feedback (che puoi proporre qui, sul nostro forum ), alcune idee …

Questa è Sepia, la mascotte di PeerTube, di David Revoy (CC-By)

Innanzitutto pensiamo che PeerTube guadagnerebbe molto se rielaborassimo l’esperienza utente e l’interfaccia . Abbiamo individuato alcune lacune e alcune aree di miglioramento, ma pensiamo che sarebbe meglio usare professionisti del design per fare un bilancio e proporre delle soluzioni.

Inoltre, il nuovo lettore video (” HLS” , che è ancora sperimentale) offre prestazioni tali da consentire lo sviluppo di strumenti fino ad ora inimmaginabili per PeerTube. Ad esempio, PeerTube potrebbe offrire uno strumento “Video-Mix” (o di “montaggio”, per i cinefili),dove si crea una sequenza prendendo 30 secondi da un video, 12 da un altro e poi un minuto da un terzo …

Infine, la caratteristica che ci fa sognare (e ci viene chiesta regolarmente) è la trasmissione in diretta. Con lo streaming live, PeerTube non andrebbe a toccare solo il mercato di YouTube di Google, ma anche quello di Twitch di Amazon … Questo streaming live dovrebbe essere peer-to-peer, e questa è una grande sfida. tecnica!

Progetto cloud Framasoft: un account per soddisfare la maggior parte delle esigenze

Negli ultimi anni, il software Nextcloud si è notevolmente ampliato. Inizialmente, era una semplice alternativa a Dropbox o a Google Drive, per salvare e sincronizzare i file. Da allora, Nextcloud ha sviluppato molte applicazioni per facilitare la collaborazione.

Puoi sincronizzare i tuoi contatti ele tue agende, lavorare in collaborazione su file di testo o fogli di calcolo (con CollaboraOnline o OnlyOffice ), attivare videoconferenze o discussioni in chat, creare moduli di base, salvare i tuoi appunti, le immagini e i tuoi elenchi, condividere album fotografici, disegnare mappe mentali , visualizzare i tuoi feed RSS o le email …

Il progetto “Framasoft cloud” si baserebbe su questa soluzione: un singolo indirizzo, un singolo account da creare e tutti questi servizi sono a tua disposizione . Per limitare gli effetti della centralizzazione verso i nostri servizi, prevediamo di offrire pochissimo spazio (poche decine di megabyte), quanto basta per un’associazione che vuole collaborare su alcuni file. Il nostro obiettivo è farti scoprire questa soluzione, senza diffondere l’illusione che esistano risorse illimitate e gratuite (o che questo sia una cosa salutare).

Siamo molto orgogliosi di questo nome, facile da ricordare e trovare su Internet.

Per le persone che a un certo punto si sentissero strette, vorremmo davvero sviluppare uno strumento per migrare il loro account su un altro hosting Nextcloud . Nella nostra testa, sogniamo un “Il tuo account Framasoft cloud ti piace ma è troppo limitato? OK! clicca su questo pulsante per passare a questo o quell’hosting web alternativo “. Se potessimo avvicinarci a questa semplicità …

Aprire una nuova porta verso il mondo del libero, sì, ma anche verso la decentralizzazione!

Per l’autunno 2020 vogliamo, trovare il modo di accogliere tutte le persone, le associazioni che desiderano avere accesso a tale soluzione e che si accontentano di uno spazio di archiviazione spartano. Ci rendiamo conto che può significare accogliere decine di migliaia di persone. E naturalmente questo rappresenta un costo tecnico e umano, e quindi anche finanziario, molto importante. Ma se ci dai i mezzi, crediamo che possa rappresentare una grande porta di accesso almondo del Libero per tutte quelle persone che sono sempre più consapevoli dei pericoli rappresentati da GAFAM .

Il percorso è lungo, perciò liberiamo la strada

Se abbiamo annunciato la volontà di ” Deframasoftizzare Internet ” e voltare pagina rispetto al passato, è stato proprio per fare spazio a dei progetti futuri. Quest’anno 2020 sarà per noi un anno in cui vorremmo proseguire le nostre azioni più emancipatorie (educazione popolare, Mobilizon …), aprendo nuove porte al mondo del libero e all’autogestione (PeerTube v3, “cloud Framasoft” …). Noi ne abbiamo la volontà, dobbiamo sapere se tu ci darai i mezzi.

Fai clic per scoprire cosa abbiamo fatto, cosa faremo e ostienici se lo desideri.

Se abbiamo tanta libertà e indipendenza nelle nostre azioni, è perché alcune e alcuni di voi ci fanno una donazione (e quello che è meglio, una donazione regolare) e che tutte queste donazioni stanno finanziando il nostro bilancio annuale. Poiché l’associazione Framasoft è riconosciuta di interesse generale , va ricordato che per i contribuenti francesi, una donazione di € 100 a Framasoft costa, dopo la detrazione fiscale, € 34 … anche con la detrazione alla fonte . 😉

Anche quest’anno non vogliamo usare i meccanismi della colpevolizzazione o l’economia dell’attenzione per “manipolarti” e convincerti a una donazione. Pensiamo che sia sufficiente dirti concretamente: questo è quello che abbiamo fatto, questo è quello che vogliamo fare . Sta a te decidere se questo ti ispira e se è un’opportunità per contribuire alle nostre azioni con una donazione (per chi può) o condividendo il nostro appello alla donazione (per tutti!).

Ci fidiamo di te

Visita la pagina dei Diari di viaggio di Contributopia per scoprire altri articoli, altre azioni che abbiamo realizzato grazie alle tue donazioni. Se quello che hai appena letto ti piace, considera la possibilità di sostenere la nostra associazione , che vive solo delle tue donazioni. Poiché Framasoft è riconosciuta di interesse generale, una donazione di € 100 da un contribuente francese, dopo la detrazione, ammonterà a € 34.

Illustrazione dell’intestazione: CC-di David Revoy

 

SOSTIENI FRAMASOFT

Mobilizon: insieme si va più lontano!

Framasoft ha lanciato la campagna per finanziare Mobilizon,  un software libero, decentralizzato e federato per sostituire gli eventi di Facebook e non solo.

In soli cinque giorni la raccolta di fondi ha già  superato i 20000 euro che costituivano il primo obiettivo di una campagna di crowdfunding che punta a raccogliere 50000 euro entro il 10 luglio 2019.
Fino ad ora i donatori sono stati  oltre 500. Chapeau!

Home page della campagna di finanziamento per Mobilizon

Anche noi possiamo dare una mano a finanziare Mobilizon, basta andare nel sito

https://joinmobilizon.org/en/

e fare una donazione.

Per festeggiare il  raggiungimento del primo obiettivo della campagna, ho completato la traduzione/adattamento in italiano della pagina che presenta tutti, ma proprio tutti i servizi liberi offerti da Framasoft.
Si puo scaricare  dal link   che trovate qui sotto:

Servizi_framasoft

Servizi liberi di Framasoft

Il documento, in formato pdf,  ci può servire a conoscere meglio tutti i servizi liberi di Framasoft e ci  dà qualche altra buona ragione, se ce ne fosse ancora bisogno, per aiutarli nel finanziare lo sviluppo di Mobilizon.

Come dice il motto della campagna, insieme si va più lontano 🙂

Cambiare il mondo, un byte alla volta

Seguo Framasoft da tanto tempo e ho tradotto parecchi dei loro articoli (alcuni anche sul vecchio Framalibre), ma fra quelli che ho tradotto questo  è l’articolo che condivido di più.

In questi tempi difficili, scalda il cuore leggere che c’è  qualcuno che non solo promuove il software libero e si preoccupa  della nostre libertà digitali,  ma vuole ancora trasformare questa  società.

Ecco, questa traduzione  non significa solo  la mia adesione e il mio sostegno al progetto di Framasoft, ma vuol essere un invito a tutte e tutti, anche al di qua delle Alpi (per i francesi i transalpini siamo noi) a contribuire e a sostenere economicamente Framasoft.

Buona lettura e buona contribuzione 🙂

titolo dell'articolo in francese

 

 

 

Anche quest’anno, come i precedenti, Framasoft fa appello alla tua generosità per proseguire con le sue iniziative

Da 14 anni: promuovere il software e la cultura liberi

L’associazione Framasoft ha 14 anni. Durante i nostri primi 10 anni di esistenza, abbiamo creato l’ annuario francofono  del software libero, aperto una casa editrice pubblicando solo libri con licenze libere, risposto a innumerevoli domande intorno al libero, partecipato a diverse centinaia di eventi in Francia o all’estero, promosso il software libero su DVD e chiavetta USB, ha accompagnato la comprensione della cultura libera, o meglio delle culture libere, attraverso questo blog, ha tradotto oltre 1000 articoli e diversi libri, conferenze e molte altre cose ancora!

Da 4 anni: decentralizzare Internet

Nel 2014, l’associazione ha preso una svolta nel tentativo di sensibilizzare non solo sulla questione del software libero, ma anche sul problema della centralizzazione di Internet. Decostruendo i tipi di dominio esercitati dal GAFAM (dominio tecnico, economico, ma anche politico e culturale), abbiamo per diversi anni mostrato come l’iperpotenza di questi attori metta in atto una forma di dominio feudale.

E visto che indicare col dito non ha mai portato molto lontano, è stato necessario iniziare un percorso dimostrando che il software libero era una risposta credibile per liberarsi dalle catene di Google, Facebook e co. In 3 anni, abbiamo organizzato più di 30 servizi alternativi, liberi, etici, decentralizzati e solidali. Oggi questi servizi accolgono 400.000 persone al mese. Senza spiarti. Senza rivendere i tuoi dati. Senza pubblicità.  Senza un business plan di crescita perpetua.

A volte Framasoft si sposta all’aperto.   Perché c’è un mondo al di là dei computer …

Ma Framasoft è un gruppo di amici, non una#startupnation . E non volevamo diventare il “Google del libero”. Così, nel 2016, abbiamo promosso il collettivo CHATONS, per assicurarci la resistenza del nostro percorso, ma anche per “lasciare spazio” alla sperimentazione, all’artigianato, all’ingegno, all’entusiasmo, alle opinioni divergenti dalle nostre. Oggi, circa sessanta “chatons” vivono la loro vita, al loro ritmo, in completa indipendenza.

Un anno fa: pensare oltre il codice libero

Un anno fa, abbiamo continuato la nostra svolta facendo tre osservazioni:

  1. L’open source sta andando molto bene. Ma il software libero (cioè opensource + valori etici), soffre di una mancanza di contributi esterni.
  2. Degoglizzare non è abbastanza! Il software libero non è fine a se stesso, ma un mezzo (necessario ma non sufficiente) per trasformare la società.
  3. C’è un insieme di strutture e persone che condividono i nostri valori, che potrebbero aver bisogno di strumenti per realizzare il tipo di mondo che sogniamo . È con loro che dobbiamo lavorare prioritariamente .
È una vittoria per i valori del software libero equipaggiare un dispositivo come il drone militare MQ-8C Fire Scout?
Noi non la pensiamo così.
Immagine
Public domain – Wikimedia

Alla luce di questi risultati, la nostra tabella di marcia di Contributopia mira a proporre delle soluzioni. In 3 anni (ci piacciono i piani triennali), Framasoft ha l’ambizione di partecipare a cambiare la situazione.

Da un lato evidenziando la debolezza dei contributi e cercando di fornire risposte differenti . Ad esempio abbassando le barriere alla contribuzione .  O, un altro esempio, generalizzando le pratiche di apertura alle comunità non-dev.

D’altra parte, creando progetti che non sono solo alternative ai servizi GAFAM (con mezzi sproporzionati), ma anche progetti impegnati e militanti che saranno strumenti al servizio di coloro che vogliono cambiare il mondo. Siamo infatti convinti che un mondo in cui il software libero fosse onnipresente, ma dove il riscaldamento globale, la disgregazione sociale, il collasso, la precarietà continuassero a trascinarci nella loro spirale mortale, non avrebbe alcun significato per noi. Amiamo il software libero, ma amiamo ancora di più gli esseri umani. E vogliamo agire in un mondo in cui la nostra lotta per la libertà e i beni comuni sia coerente con le nostre aspirazioni per un mondo più giusto e sostenibile.

Oggi: pubblicare Peertube e costruire alleanze

Oggi, l’associazione Framasoft è orgogliosa di annunciare il rilascio della versione 1.0 di PeerTube, la nostra alternativa gratuita e federata a YouTube. Se vuoi saperne di più su PeerTube, va bene: abbiamo appena pubblicato un articolo completo su questo argomento!

Non è la prima volta che Framasoft si trova nella posizione di editore di software libero, ma è la prima volta che rilasciamo software di tale ambizione (e di tale complessità). Per questo, l’anno scorso abbiamo fatto la scommessa di assumere uno sviluppatore a tempo pieno, per accompagnare PeerTube dalla versione alpha (ottobre 2017) alla versione beta (marzo 2018), quindi alla versione 1.0 (ottobre 2018).

Il crowdfunding di questa estate comprendeva un obiettivo che ci impegnava a prolungare il contratto di Chocobozzz, lo sviluppatore di PeerTube, per garantire che lo sviluppo non si sarebbe fermato alla versione 1.0,  inevitabilmente perfettibile. Purtroppo questo obiettivo non è stato raggiunto, il che ha proiettato un’ombra sul futuro di PeerTube alla fine del contratto Chocobozzz.

Mantenere la sua individualità pur essendo collegato ad altri, questa è la forza della federazione PeerTube .
Il nostro articolo completo su PeerTube

Tuttavia, abbiamo una grande notizia da dare! Anche se l’obiettivo dl crowdfunding non è stato raggiunto, l’associazione Framasoft ha deciso di assumere in modo permanente Chocobozzz (CDI) per sostenere PeerTube e dargli il tempo e i mezzi per costruire una comunità forte e autonoma. . Ciò rappresenta un investimento significativo per la nostra associazione, ma crediamo fortemente non solo nel software PeerTube, ma anche e soprattutto nei valori che rappresenta (libertà, decentralizzazione, federazione, emancipazione, indipendenza). Per non parlare delle competenze dello stesso Chocobozzz che porta la sua esperienza al team tecnico  anche in altri settori.

Speriamo che le tue donazioni confermino che approvi la nostra scelta.

Da qui alla fine dell’anno: annunciare nuovi progetti … e una campagna di donazioni

Come avrai notato (o non ancora!), Abbiamo completamente modificato la nostra home page ” framasoft.org “. Da una pagina del portale piuttosto istituzionale, che descriveva in modo esaustivo “Cos’è Framasoft?” Ci siamo concentrati su “Che cosa fa Framasoft?”  Evidenziando alcuni elementi chiave. In effetti, l’associazione gestisce più di cinquanta progetti in parallelo e presentare subito la “Framagalassia” sembrava meno rilevante di “mostrare” delle azioni selezionate, lasciando la possibilità di tirare il filo per scoprire tutte le nostre iniziative.

Ricordiamo brevemente che Framasoft non è una multinazionale, ma una micro-associazione di 35 membri e 8 dipendenti (ben presto 9: ci sono ancora alcuni giorni per candidarsi !). Noi siamo all’origine della campagna ” Dégooglisons Internet ” (più di 30 servizi online ) …   Ma non solo! Alcuni magari scopriranno l’esistenza della nostra casa editrice Framabook o del nostro storico progetto Framalibre . Vogliamo mettere in evidenza il progetto più importante di quest’anno 2018: PeerTube . Altri progetti a breve termine sono annunciati su questa pagina (in modalità teasing ), inserendosi nella nostra tabella di marcia di Contributopia .

Framasoft non è una multinazionale, ma una micro-associazione

Infine, ti invitiamo a fare una donazione per sostenere queste iniziative. Perché è anche un’occasione per ricordare che l’associazione vive quasi solo delle tue donazioni! Questa scelta forte, volontaria e consapevole, ci dà la nostra più grande forza: la nostra indipendenza. Sia nella scelta dei progetti, nel calendario delle nostre azioni, nella selezione dei nostri partner, nei nostri discorsi e giudizi pubblici, siamo indipendenti, liberi e non soggetti a determinate convenzioni che ci imporrebbero il sistema delle sovvenzioni o del clientelismo con i ministeri o con qualche altra istituzione.

Ci sono migliaia di donatori che convalidano le nostre iniziative con il loro sostegno finanziario. Quello che abbiamo fatto ti è piaciuto? Pensi che stiamo andando nella giusta direzione? Allora, se ne hai voglia e i mezzi, ti invitiamo a fare una donazione . È attraverso questo gesto che saremo in grado di pagare gli stipendi dei dipendenti dell’associazione, pagare i server che ospitano i tuoi servizi preferiti o continuare a intervenire in luoghi o di fronte a un pubblico che ha mezzi finanziari limitati (interveniamo più volentieri alla MJC che davanti all’Assemblea nazionale, ed è una scelta consapevole). Ricorda che i nostri conti sono pubblici e convalidati da un revisore indipendente.

Nel 2019: proporre strumenti per la società della contribuzione

Alla fine del 2018, parleremo del progetto di punta che desideriamo sviluppare durante il 2019, nome in codice Mobilizon . Inizialmente pensato come una semplice alternativa a Meetup.com (o agli eventi di Facebook, se preferisci), oggi abbiamo la volontà di portare questo software molto più avanti per renderlo un vero strumento di mobilitazione per quelle e quelli che vorrebbero muoversi per cambiare il mondo e organizzarsi in 2 o in 100.000, senza passare attraverso sistemi sicuramente efficaci, ma anche pesanti, centralizzati e irrispettosi della privacy (sì, stiamo parlando di Facebook).

Ovviamente, questo software sarà gratuito, ma anche federato (come Mastodon o PeerTube), per evitare di fare di una struttura (Framasoft o un’altra), un punto di accesso centralizzato, e quindi una potenziale debolezza del sistema. Vi daremo più notizie tra qualche settimana, restate sintonizzati!

Evitare di fare di una struttura (Framasoft o altra), un punto di accesso centralizzato

Altri progetti sono previsti per il 2019:

  • l’uscita di Framapetitions (apparentemente molto attesa);
  • la pubblicazione progressiva del MOOC CHATONS (corso online gratuito e aperto a tutte e tutti), in collaborazione con la Ligue de l’Enseignement/1} e molti altri. Questo MOOC, speriamo, consentirà a coloro che desiderano comprendere i problemi della concentrazione degli attori su Internet e quindi gli obiettivi della decentralizzazione. Ma fornirà anche preziose informazioni in termini di organizzazione (creazione di un’associazione, modello economico, gestione degli utenti, gestione della comunità, …) nonché in termini tecnici (quale infrastruttura tecnica? Come renderla sicura? Come gestire i backup, ecc.) ;
  • naturalmente, molti altri progetti online (non sveliamo tutto adesso, ma la nostra tabella di marcia fornisce già dei buoni indizi)

Insomma, non staremo con le mani in mano!

Nei prossimi anni: dedicarsi sempre più a un’educazione popolare e alle alleanze

Abbiamo l’abitudine di presentare Framasoft come “una rete a geometria variabile”. È certo in ogni caso che l’associazione è in perpetua trasformazione. Ci piace lo status associativo ( la legge del 1901 ci sembra una delle più belle del mondo, niente di meno!), E abbiamo fatto la scelta di rimanere in modalità “associazione di amici” e di rifiutare – in ogni caso fino a ‘nuovo ordine – una trasformazione aziendale / SCOP / SCIC o altro. Ma anche se scegliamo di non essere dei super-eroi/eroine e di mantenere l’associazione in dimensioni ragionevoli (meno di 10 dipendenti), ciò non significa che non possiamo fare di più!

Il secondo anno di Contributopia
Illustrazione di David Revoy – Licenza: CC-By 4.0

Per questo, nello stesso modo in cui proponiamo di mettere i nostri strumenti “al servizio di coloro che vogliono cambiare il mondo”, stiamo costruendo ponti con molte strutture che non hanno alcun rapporto diretto con il mondo.del libero, ma con cui condividiamo un certo numero di valori e obiettivi.

Quindi, anche se gli oggetti della loro militanza o i loro mezzi di azione non sono gli stessi, miriamo a mettere i progetti, le risorse e le capacità di Framasoft al servizio di associazioni che lavorano in ambienti diversi come quelli dell’educazione all’ambiente, l’economia sociale e solidale, la transizione alla cittadinanza, la discriminazione e l’oppressione, la precarietà, il giornalismo civico, la difesa delle libertà fondamentali, ecc. Insomma, mettere le nostre competenze al servizio di coloro che lottano per un mondo più giusto e sostenibile, in modo che possano farlo con strumenti coerenti con i loro valori e adattabili ai loro bisogni.

Da soli si va più veloci, insieme andiamo più lontano. Pensiamo che sia giunto il momento di fare insieme.

Framasoft è un’associazione di educazione popolare (chi ha distrutto “l’educazione politica”?), E non abbiamo più intenzione di promuovere o fare della cultura “libera” “nel vuoto”. Alcuni anni fa abbiamo menzionato l’impossibilità cronica e strutturale di uno scambio equilibrato con le istituzioni pubbliche nazionali. Tuttavia, avvicinandosi alle esistenti reti di educazione popolare (alcune hanno più di cento anni), le nostre posizioni di sostenitori del libero e di sostenitori dei beni comuni sono state accolte molto bene. Tant’è che oggi abbiamo molti progetti in corso con queste reti, che moltiplicheranno l’impatto delle nostre azioni e che – si spera – consentiranno alla comunità del software libero di non rivolgersi solo a un’élite di persone che conoscono il codice e sanno come navigare nella giungla delle licenze .

Da soli si va più veloci, insieme andiamo più lontano. Pensiamo che sia giunto il momento di fare insieme.

Abbiamo bisogno di te!

Una delle scommesse che facciamo per questa campagna è “informare senza eccessiva sollecitazione”. E l’equilibrio non è proprio semplice da trovare. Siamo infatti ben consapevoli del fatto che in questo momento tutte le associazioni vi tendono la mano e fanno appello alla vostra generosità.

Non vogliamo creare dei “dark patterns” che denunciamo altrove . Potremmo giocare la carta dell’umorismo (se sei rilassato, sei più capace di fare donazioni), quello della gamificazione (se si mette un indicatore di livello con un obiettivo di donazioni, sei più incline partecipare), quello del ricatto emotivo (“Dona, altrimenti …”), ecc.

La scommessa che vogliamo fare, che tu conosca Framasoft o no, è quella di prendersi il tempo per spiegare chi siamo, cosa abbiamo fatto, cosa stiamo facendo e dove vogliamo portarvi, parleremo alla vostra intelligenza e non ai vostri istinti . Sarai in grado di scegliere in modo informato se le nostre azioni meritano di essere sostenute.

“Se vuoi costruire una barca, non raccogliere i tuoi uomini e le tue donne per dare loro degli ordini, per spiegare ogni dettaglio, per dirgli dove trovare ogni cosa. Se vuoi costruire una barca, fai nascere nel cuore dei tuoi uomini e delle tue donne il desiderio del mare “. – Antoine de Saint-Exupery

Speriamo che la lettura di questo articolo ti abbia dato la voglia di co-costruire con noi la Framasoft di domani e la voglia di imbarcarti assieme a noi.

Fare una donazione per sostenere le iniziative di Framasoft

Come liberare il proprio libro dal copyright, sostenere il software libero e guadagnarci anche

Riprendo questo bell’articolo di Vincent Jousse sulla sua esperienza di autore, tra copyright e licenze libere.

Il testo originale si trova qui:
http://viserlalune.com/blog/pourquoi-jai-donne-2-ans-de-travail-et-combien-ca-ma-rapporte/
ed è distribuito con licenza Creative Commons BY

La responsabilità della traduzione è, come al solito, solo mia. Questo articolo si può leggere anche su Medium

Grazie a Vincent Jousse, per aver condiviso il suo libro e la sua esperienza 🙂

 

Ho scritto un libro. Due anni di lavoro e di riflessione per partorire un libro tecnico di 60 pagine su un editor di testo che porta il dolce nome di Vim .

Mi dirai che due anni per 60 pagine sono molti, e hai ragione. Dato che di fronte a questo tipo di impegni tendo a procrastinare, sono particolarmente orgoglioso di essere riuscito ad arrivare fino in fondo. Naturalmente, tutti questi sforzi dovevano essere ricompensati. Le persone che volevano imparare Vim leggendo la mia prosa avrebbero dovuto pagare 9,99 euro. Ogni lavoro merita un salario, non è vero?

Nell’aprile 2013 ho messo in vendita il mio libro, protetto come si deve dal copyright. Da aprile 2013 ad agosto 2014, ne ho vendute 90 copie, cioè 899,10 euro di “ricavi”. Come imprenditore di me stesso, tolgo circa il 26% di tasse/imposte e il 5% di costi per la piattaforma che ho usato per vendere il libro ( Payhip ), il che fa circa 620 euro nelle mie tasche. Non male per 90 copie vendute.

Sì, ma ecco che un problema ha cominciato ad emergere. Mi sono sforzato per due anni per scrivere qualcosa letto da 90 persone? Sul serio? Io, che scrivendo questo libro volevo rendere accessibile questo meraviglioso strumento chiamato Vim al maggior numero di persone, l’ho diffuso in 90 copie? In più, chi ne possiede una copia non ha il diritto di condividerla o di farne ciò che vuole, per paura di essere accusato di pirateria.

Allora mi sono posto questa domanda: “Chi sono io per decidere arbitrariamente di limitare l’accesso alla conoscenza contenuta nel libro solo a chi può pagare 9,99 euro? “ Dopo tutto, se ho potuto scrivere questo libro, è grazie a quelli prima di me che hanno deciso di donare il loro tempo. Si tratta di un libro basato su un software libero e sulle conoscenze che ho accumulato grazie alle persone che hanno scritto dei post sull’argomento.

Il fatto di aver assemblato tutto questo in un libro giustifica il fatto di limitare l’accesso, facendo pagare un prezzo fisso? Più ci pensavo e più mi rispondevo di no. Ho costruito le mie conoscenze su quelle degli altri e niente giustifica che io me ne appropri. Tutti devono essere in grado di godere di questo libro, che abbiano i soldi oppure no. Dovevo dunque renderlo disponibile anche senza soldi. Sì, ma avevo paura. Paura di che cosa? Paura che piratassero in massa il mio libro e che io non ci guadagnassi più niente! Se non avessi obbligato la gente a pagare, nessuno, avrebbe più pagato, no? Chi ha mai pagato uno shareware?

In realtà, non sapevo nulla e volevo sapere. Volevo sapere che cosa sarebbe successo se avessi chiesto alla gente di fissare loro il prezzo. A seconda della loro situazione e di ciò che il libro gli avrebbe dato, avrebbero deciso loro se pagare e con che cosa. Dalla semplice email di ringraziamento alla donazione di Bitcoin, passando per i classici euro, ognuno sarebbe stato libero di pagare come voleva. O anche di non pagare affatto. Stavo per vendere il mio libro a prezzo libero .

L’idea è quella di affermare che il libro non è gratuito, ma che si può pagare con qualcosa di diverso dagli euro. Per me, ognuno ha necessariamente qualcosa da offrire che non costa denaro: una e-mail, un sorriso, un grazie.

Nel farlo, ho anche deciso di distribuire il libro con licenza CC : ognuno può fare quello che vuole (per scopi commerciali e non) a patto che non si attribuisca la paternità del libro. E per questo, ho reso disponibile il codice sorgente su Github . Infine, ho deciso di ringraziare il mondo del software libero in generale, donando il 20% dei proventi del libro alla associazione di promozione del (software) libero Framasoft .

Quindi, riassumendo: rendo il mio libro scaricabile per tutti, lo distribuisco con una una licenza libera, rendo pubblico il suo codice sorgente e verso il 20% a un’associazione di pubblica utilità.

Mi ero abituato all’idea che potenzialmente avrei potuto anche non guadagnare più niente con il mio libro. Ma in primo luogo non l’avevo scritto per questo e in secondo luogo se questo era il prezzo da pagare per diffonderlo al maggior numero di persone, lo avrei pagato.

Eccoci alla fine di agosto 2014 e il libro è liberamente scaricabile da https://vimebook.com . L’accoglienza della comunità è stata molto positiva e il libro è stato scaricato molte volte da allora. Più precisamente, al momento in cui scrivo queste righe, è stato scaricato 1.619 volte contro le 90 volte prima di metterlo a prezzo libero. Circa 200 persone hanno fatto donazioni in euro, circa 30 persone in email e una in lolcat. Ho ricevuto 17 Flattr e qualche Bitcoin. Da un punto di vista puramente economico, ecco le cifre. Ho venduto per 1,829.69 euro in 9 mesi, per un donazione media di circa 9 euro (alcuni hanno donato 25 euro!), 366 euro vanno a Framasoft, circa 120 euro a Stripe (la piattaforma di pagamento online) e 475 euro in tasse. Alla fine, io guadagno circa 870 euro.

Prima del prezzo libero: 1 anno e mezzo, 90 download, € 9,99, donazioni all’associazione € 0, licenza non libera, denaro guadagnato: 621 €.

Dopo il prezzo libero: 8 mesi, 1619 download, prezzo medio € 9, donazioni all’ associazione € 366, licenza libera, denaro guadagnato: 870 €.

Distribuendo il mio libro a prezzo libero ho perciò: permesso a tutti di leggerlo, guadagnato più soldi, lavorato per una buona causa aiutando Framasoft. Alla fine, ho avuto tutto da guadagnare in questo modo, ma per questo, ho dovuto provare. Ho dovuto superare la paura di regalare il mio lavoro. Era necessario che io responsabilizzassi gli “acquirenti” e avessi fiducia in loro. E se alla fine tutto dipendesse dall’ arte di chiedere ?

E tu, cosa ne pensi del prezzo libero?

Metti un catalogo di ebook nella tua Piratebox

Devo ringraziare Thomas Fourmeaux che ha pubblicato sul blog Biblio Numericus un altro interessante articolo su come inserire un catalogo di ebook nella nostra PirateBox. Qui sotto trovate la traduzione.

calibre2opdsErano mesi che volevo inserire un catalogo nella PirateBox.  Avevo visto questa funzione nella PirateBox dell’amico @ruralsmart.
A furia di cercare, si finisce per trovare! Vi propongo un piccolo tutorial che spero possa rendervi più facile la vita !

Il grande vantaggio di inserire un catalogo nella PirateBox sta nel rendere più facile la ricerca dei libri, ma soprattutto di renderla esteticamente più gradevole.  Si può sempre dire che il lungo elenco di file presenti nella PirateBox favorisca la serendipità , ma in ogni caso è ancora abbastanza brutto …

Ma passiamo alle cose serie

Prima di tutto, cominciamo a scaricare Calibre e Calibre2opds. Una volta installati entrambi i programmi, apriamo Calibre . La prima cosa da fare è creare una biblioteca di libri digitali che alimenterà la chiavetta usb della PirateBox.

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Dopo aver cliccato su Cambia/crea biblioteca , compare una nuova finestra. Scegli la cartella che costituirà la tua biblioteca digitale PirateBox.  Hai tre opzioni, seleziona “Crea una biblioteca vuota alla nuova posizione “.

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Ora dovrai solo importare i tuoi  ebook nella biblioteca digitale:

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E otterrai questo:

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La biblioteca digitale è stata creata. È stato facile, vero? Possiamo cominciare a divertirci. Prima di procedere alla fase calibre2opds , assicurati che i metadati dei tuoi libri siano i più completi possibile. In effetti, più l’indicizzazione è precisa, più sarà facile per gli utenti accedere ai libri attraverso la loro ricerca. Se incontri delle difficoltà per i metadati , esistono dei tutorial sul web.

Calibre2opds

Promemoria: devi aver scaricato e installato calibre2opds Per avviare il programma  non cercare un file .exe. Non c’è, devi lanciare il file ” Rungi “. Calibre2opds si apre ed è pronto a costruire il tuo catalogo. Ma attenzione! Devi selezionare il tipo giusto di pubblicazione! Il programma offre 3 modalità di pubblicazione che a mio parere non sono particolarmente facili da distinguere. Hai tre icone: Calibre, una sorta di scatola nera e un ereader (un Nook ).  Queste tre icone sono cliccabili, clicca sulla scatola nera , che si trova nel mezzo . Questa scelta è molto importante perché è questo tipo di pubblicazione che ci permetterà di generare e utilizzare il catalogo sulla PirateBox.  (Questa è la scoperta che ho fatto ieri e che ha cambiato la mia vita, spero che sarà lo stesso anche per te!).

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Poi dovrai indicare a calibre2opds dove andare a cercare la tua biblioteca digitale. Si tratta del campo “Cartella della banca dati”.

È inoltre necessario completare il campo “Cartella di destinazione ” . Questa è la cartella in cui il catalogo verrà generato con tutti i file ( ebook , copertine …) . È necessario selezionare la chiavetta USB.  Ma attenzione, è necessario creare una cartella dedicata sulla chiavetta,  altrimenti il programma cancellerà tutto ciò che vi si trova! Per capire meglio, guarda l’immagine qui sotto :

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Una volta completato questo passaggio bisogna cliccare su “Opzioni di creazione del catalogo” . Ci sono alcuni settaggi da definire. Occorre assicurarsi che la casella “Non generare un catalogo HTML” sia deselezionata, altrimenti non si avrà il catalogo necessario per la PirateBox. Ci sono altre opzioni più o meno utili , ma non le ho ancora testate. Ogni cosa a suo tempo 😉

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Adesso sei pronto a creare il tuo catalogo. Clicca su “Genera i cataloghi”, viene visualizzata una nuova finestra con un messaggio inquietante . Niente panico, se hai creato la cartella sulla tua chiavetta usb, non c’è problema! Se questo non è il caso, hai sempre la possibilità di tornare indietro. Clicca su sì. Il catalogo ci mette più o meno tempo a crearsi a seconda della quantità di libri e al peso dei file che hai nella tua biblioteca digitale.

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Bravo, il tuo catalogo è stato creato! Ancora uno sforzo, abbiamo quasi finito.

WinSCP

Che bello abbiamo il nostro catalogo sulla nostra chiavetta usb, ma ora dobbiamo implementarlo nella nostra CommonsBox ( non male il nome, vero? ). Per raggiungere questo obiettivo, useremo di nuovo WinSCP, lo avevamo già usato per personalizzare la PirateBox. Perché il tuo catalogo possa essere interrogato quando gli utenti si connettono alla PirateBox  deve essere messo nella cartella “Shared”. In questo modo avrai i tuoi ebook e il tuo catalogo come nell’immagine qui sotto :

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Stiamo facendo progressi, ma non è ancora finita.  Allo stato attuale, l’utente non trova subito il catalogo. Ci sono diversi modi per portare l’utente al catalogo. Il modo più semplice è quello di richiamare la pagina del catalogo dalla home page della PirateBox. Per questo è necessario modificare il file index.html che si trova in /opt/PirateBox/www /

puoi aggiungere, per esempio, la riga seguente : ” <p> Per consultare <a href = ” /Shared /Ebook / _catalog / index.html ” > il catalogo degli ebook clicca qui < / a> < / p > ” .  Salva le modifiche al file e avrai il piacere di vedere questo :

Questo slideshow richiede JavaScript.

Adesso il tuo catalogo è inserito nella PirateBox e in più col responsive design! Naturalmente, è possibile modificare alcuni aspetti del catalogo, in base alle proprie esigenze/gusti. In teoria , un catalogo calibre2opds genera link per ogni ebook verso Wikipedia, Google, Amazon … Ma poiché la PirateBox è scollegata da internet, è inutile mantenere questa caratteristica.

Per finire, il mio modo di procedere forse non è il più ortodosso, sono consapevole dei miei limiti . Se qualcuno ha un metodo più appropriato , non esiti a condividerlo! Tuttavia, questo ha il vantaggio di permettermi di superare uno dei limiti che ho riscontrato nella PirateBox e di rispondere a un mio bisogno . C’è sicuramente un modo per integrare meglio il catalogo, ma lo vedremo in un secondo momento 🙂