Come liberare il proprio libro dal copyright, sostenere il software libero e guadagnarci anche

Riprendo questo bell’articolo di Vincent Jousse sulla sua esperienza di autore, tra copyright e licenze libere.

Il testo originale si trova qui:
http://viserlalune.com/blog/pourquoi-jai-donne-2-ans-de-travail-et-combien-ca-ma-rapporte/
ed è distribuito con licenza Creative Commons BY

La responsabilità della traduzione è, come al solito, solo mia. Questo articolo si può leggere anche su Medium

Grazie a Vincent Jousse, per aver condiviso il suo libro e la sua esperienza 🙂

 

Ho scritto un libro. Due anni di lavoro e di riflessione per partorire un libro tecnico di 60 pagine su un editor di testo che porta il dolce nome di Vim .

Mi dirai che due anni per 60 pagine sono molti, e hai ragione. Dato che di fronte a questo tipo di impegni tendo a procrastinare, sono particolarmente orgoglioso di essere riuscito ad arrivare fino in fondo. Naturalmente, tutti questi sforzi dovevano essere ricompensati. Le persone che volevano imparare Vim leggendo la mia prosa avrebbero dovuto pagare 9,99 euro. Ogni lavoro merita un salario, non è vero?

Nell’aprile 2013 ho messo in vendita il mio libro, protetto come si deve dal copyright. Da aprile 2013 ad agosto 2014, ne ho vendute 90 copie, cioè 899,10 euro di “ricavi”. Come imprenditore di me stesso, tolgo circa il 26% di tasse/imposte e il 5% di costi per la piattaforma che ho usato per vendere il libro ( Payhip ), il che fa circa 620 euro nelle mie tasche. Non male per 90 copie vendute.

Sì, ma ecco che un problema ha cominciato ad emergere. Mi sono sforzato per due anni per scrivere qualcosa letto da 90 persone? Sul serio? Io, che scrivendo questo libro volevo rendere accessibile questo meraviglioso strumento chiamato Vim al maggior numero di persone, l’ho diffuso in 90 copie? In più, chi ne possiede una copia non ha il diritto di condividerla o di farne ciò che vuole, per paura di essere accusato di pirateria.

Allora mi sono posto questa domanda: “Chi sono io per decidere arbitrariamente di limitare l’accesso alla conoscenza contenuta nel libro solo a chi può pagare 9,99 euro? “ Dopo tutto, se ho potuto scrivere questo libro, è grazie a quelli prima di me che hanno deciso di donare il loro tempo. Si tratta di un libro basato su un software libero e sulle conoscenze che ho accumulato grazie alle persone che hanno scritto dei post sull’argomento.

Il fatto di aver assemblato tutto questo in un libro giustifica il fatto di limitare l’accesso, facendo pagare un prezzo fisso? Più ci pensavo e più mi rispondevo di no. Ho costruito le mie conoscenze su quelle degli altri e niente giustifica che io me ne appropri. Tutti devono essere in grado di godere di questo libro, che abbiano i soldi oppure no. Dovevo dunque renderlo disponibile anche senza soldi. Sì, ma avevo paura. Paura di che cosa? Paura che piratassero in massa il mio libro e che io non ci guadagnassi più niente! Se non avessi obbligato la gente a pagare, nessuno, avrebbe più pagato, no? Chi ha mai pagato uno shareware?

In realtà, non sapevo nulla e volevo sapere. Volevo sapere che cosa sarebbe successo se avessi chiesto alla gente di fissare loro il prezzo. A seconda della loro situazione e di ciò che il libro gli avrebbe dato, avrebbero deciso loro se pagare e con che cosa. Dalla semplice email di ringraziamento alla donazione di Bitcoin, passando per i classici euro, ognuno sarebbe stato libero di pagare come voleva. O anche di non pagare affatto. Stavo per vendere il mio libro a prezzo libero .

L’idea è quella di affermare che il libro non è gratuito, ma che si può pagare con qualcosa di diverso dagli euro. Per me, ognuno ha necessariamente qualcosa da offrire che non costa denaro: una e-mail, un sorriso, un grazie.

Nel farlo, ho anche deciso di distribuire il libro con licenza CC : ognuno può fare quello che vuole (per scopi commerciali e non) a patto che non si attribuisca la paternità del libro. E per questo, ho reso disponibile il codice sorgente su Github . Infine, ho deciso di ringraziare il mondo del software libero in generale, donando il 20% dei proventi del libro alla associazione di promozione del (software) libero Framasoft .

Quindi, riassumendo: rendo il mio libro scaricabile per tutti, lo distribuisco con una una licenza libera, rendo pubblico il suo codice sorgente e verso il 20% a un’associazione di pubblica utilità.

Mi ero abituato all’idea che potenzialmente avrei potuto anche non guadagnare più niente con il mio libro. Ma in primo luogo non l’avevo scritto per questo e in secondo luogo se questo era il prezzo da pagare per diffonderlo al maggior numero di persone, lo avrei pagato.

Eccoci alla fine di agosto 2014 e il libro è liberamente scaricabile da https://vimebook.com . L’accoglienza della comunità è stata molto positiva e il libro è stato scaricato molte volte da allora. Più precisamente, al momento in cui scrivo queste righe, è stato scaricato 1.619 volte contro le 90 volte prima di metterlo a prezzo libero. Circa 200 persone hanno fatto donazioni in euro, circa 30 persone in email e una in lolcat. Ho ricevuto 17 Flattr e qualche Bitcoin. Da un punto di vista puramente economico, ecco le cifre. Ho venduto per 1,829.69 euro in 9 mesi, per un donazione media di circa 9 euro (alcuni hanno donato 25 euro!), 366 euro vanno a Framasoft, circa 120 euro a Stripe (la piattaforma di pagamento online) e 475 euro in tasse. Alla fine, io guadagno circa 870 euro.

Prima del prezzo libero: 1 anno e mezzo, 90 download, € 9,99, donazioni all’associazione € 0, licenza non libera, denaro guadagnato: 621 €.

Dopo il prezzo libero: 8 mesi, 1619 download, prezzo medio € 9, donazioni all’ associazione € 366, licenza libera, denaro guadagnato: 870 €.

Distribuendo il mio libro a prezzo libero ho perciò: permesso a tutti di leggerlo, guadagnato più soldi, lavorato per una buona causa aiutando Framasoft. Alla fine, ho avuto tutto da guadagnare in questo modo, ma per questo, ho dovuto provare. Ho dovuto superare la paura di regalare il mio lavoro. Era necessario che io responsabilizzassi gli “acquirenti” e avessi fiducia in loro. E se alla fine tutto dipendesse dall’ arte di chiedere ?

E tu, cosa ne pensi del prezzo libero?

Metti un catalogo di ebook nella tua Piratebox

Devo ringraziare Thomas Fourmeaux che ha pubblicato sul blog Biblio Numericus un altro interessante articolo su come inserire un catalogo di ebook nella nostra PirateBox. Qui sotto trovate la traduzione.

calibre2opdsErano mesi che volevo inserire un catalogo nella PirateBox.  Avevo visto questa funzione nella PirateBox dell’amico @ruralsmart.
A furia di cercare, si finisce per trovare! Vi propongo un piccolo tutorial che spero possa rendervi più facile la vita !

Il grande vantaggio di inserire un catalogo nella PirateBox sta nel rendere più facile la ricerca dei libri, ma soprattutto di renderla esteticamente più gradevole.  Si può sempre dire che il lungo elenco di file presenti nella PirateBox favorisca la serendipità , ma in ogni caso è ancora abbastanza brutto …

Ma passiamo alle cose serie

Prima di tutto, cominciamo a scaricare Calibre e Calibre2opds. Una volta installati entrambi i programmi, apriamo Calibre . La prima cosa da fare è creare una biblioteca di libri digitali che alimenterà la chiavetta usb della PirateBox.

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Dopo aver cliccato su Cambia/crea biblioteca , compare una nuova finestra. Scegli la cartella che costituirà la tua biblioteca digitale PirateBox.  Hai tre opzioni, seleziona “Crea una biblioteca vuota alla nuova posizione “.

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Ora dovrai solo importare i tuoi  ebook nella biblioteca digitale:

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E otterrai questo:

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La biblioteca digitale è stata creata. È stato facile, vero? Possiamo cominciare a divertirci. Prima di procedere alla fase calibre2opds , assicurati che i metadati dei tuoi libri siano i più completi possibile. In effetti, più l’indicizzazione è precisa, più sarà facile per gli utenti accedere ai libri attraverso la loro ricerca. Se incontri delle difficoltà per i metadati , esistono dei tutorial sul web.

Calibre2opds

Promemoria: devi aver scaricato e installato calibre2opds Per avviare il programma  non cercare un file .exe. Non c’è, devi lanciare il file ” Rungi “. Calibre2opds si apre ed è pronto a costruire il tuo catalogo. Ma attenzione! Devi selezionare il tipo giusto di pubblicazione! Il programma offre 3 modalità di pubblicazione che a mio parere non sono particolarmente facili da distinguere. Hai tre icone: Calibre, una sorta di scatola nera e un ereader (un Nook ).  Queste tre icone sono cliccabili, clicca sulla scatola nera , che si trova nel mezzo . Questa scelta è molto importante perché è questo tipo di pubblicazione che ci permetterà di generare e utilizzare il catalogo sulla PirateBox.  (Questa è la scoperta che ho fatto ieri e che ha cambiato la mia vita, spero che sarà lo stesso anche per te!).

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Poi dovrai indicare a calibre2opds dove andare a cercare la tua biblioteca digitale. Si tratta del campo “Cartella della banca dati”.

È inoltre necessario completare il campo “Cartella di destinazione ” . Questa è la cartella in cui il catalogo verrà generato con tutti i file ( ebook , copertine …) . È necessario selezionare la chiavetta USB.  Ma attenzione, è necessario creare una cartella dedicata sulla chiavetta,  altrimenti il programma cancellerà tutto ciò che vi si trova! Per capire meglio, guarda l’immagine qui sotto :

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Una volta completato questo passaggio bisogna cliccare su “Opzioni di creazione del catalogo” . Ci sono alcuni settaggi da definire. Occorre assicurarsi che la casella “Non generare un catalogo HTML” sia deselezionata, altrimenti non si avrà il catalogo necessario per la PirateBox. Ci sono altre opzioni più o meno utili , ma non le ho ancora testate. Ogni cosa a suo tempo 😉

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Adesso sei pronto a creare il tuo catalogo. Clicca su “Genera i cataloghi”, viene visualizzata una nuova finestra con un messaggio inquietante . Niente panico, se hai creato la cartella sulla tua chiavetta usb, non c’è problema! Se questo non è il caso, hai sempre la possibilità di tornare indietro. Clicca su sì. Il catalogo ci mette più o meno tempo a crearsi a seconda della quantità di libri e al peso dei file che hai nella tua biblioteca digitale.

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Bravo, il tuo catalogo è stato creato! Ancora uno sforzo, abbiamo quasi finito.

WinSCP

Che bello abbiamo il nostro catalogo sulla nostra chiavetta usb, ma ora dobbiamo implementarlo nella nostra CommonsBox ( non male il nome, vero? ). Per raggiungere questo obiettivo, useremo di nuovo WinSCP, lo avevamo già usato per personalizzare la PirateBox. Perché il tuo catalogo possa essere interrogato quando gli utenti si connettono alla PirateBox  deve essere messo nella cartella “Shared”. In questo modo avrai i tuoi ebook e il tuo catalogo come nell’immagine qui sotto :

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Stiamo facendo progressi, ma non è ancora finita.  Allo stato attuale, l’utente non trova subito il catalogo. Ci sono diversi modi per portare l’utente al catalogo. Il modo più semplice è quello di richiamare la pagina del catalogo dalla home page della PirateBox. Per questo è necessario modificare il file index.html che si trova in /opt/PirateBox/www /

puoi aggiungere, per esempio, la riga seguente : ” <p> Per consultare <a href = ” /Shared /Ebook / _catalog / index.html ” > il catalogo degli ebook clicca qui < / a> < / p > ” .  Salva le modifiche al file e avrai il piacere di vedere questo :

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Adesso il tuo catalogo è inserito nella PirateBox e in più col responsive design! Naturalmente, è possibile modificare alcuni aspetti del catalogo, in base alle proprie esigenze/gusti. In teoria , un catalogo calibre2opds genera link per ogni ebook verso Wikipedia, Google, Amazon … Ma poiché la PirateBox è scollegata da internet, è inutile mantenere questa caratteristica.

Per finire, il mio modo di procedere forse non è il più ortodosso, sono consapevole dei miei limiti . Se qualcuno ha un metodo più appropriato , non esiti a condividerlo! Tuttavia, questo ha il vantaggio di permettermi di superare uno dei limiti che ho riscontrato nella PirateBox e di rispondere a un mio bisogno . C’è sicuramente un modo per integrare meglio il catalogo, ma lo vedremo in un secondo momento 🙂