Registrare un account uMap e creare una bella mappa

Ecco un’altra traduzione dalla raccolta di tutorial sull’uso di uMap pubblicata sul wiki di Carto Cité.

Procedendo nel lavoro mi sono accorto che oltre alla traduzione c’era bisogno anche di qualche adattamento: l’interfaccia di uMap ha nel frattempo subito qualche modifica, la versione italiana dell’interfaccia presenta diversi comandi ancora in inglese, alcuni sono invece tradotti in modo impreciso. Alcune “Note del traduttore”(N.d.t) in rosso segnalano alcuni passaggi critici e alcuni adattamenti. Per la versione italiana dell’interfaccia, cercherò di capire se e come è possibile aggiornarla.

Buon divertimento con uMap 🙂


Cosa impareremo

  • Usare un account per trovare le tue mappe
  • Cambiare la forma, il colore e il pittogramma di un marcatore
  • Creare e modificare una linea
  • Controllare la visualizzazione delle etichette

Andiamo per gradi

Nel tutorial precedente abbiamo imparato come creare una mappa anonima che contenga un marcatore. Ora creeremo una mappa più completa: la mappa delle nostre vacanze al Camping de la Plage Goulien sulla penisola di Crozon in Bretagna.

Invece di creare una mappa anonima, utilizzeremo un account per creare questa mappa.

1. Registra un account

uMap ti permette di associare le tue mappe a un account, questo ha due importanti vantaggi rispetto alla creazione di mappe anonime:

  • le mappe create con un account costituiscono un catalogo che consente un facile accesso alle tue carte
  • puoi modificare ogni mappa nel catalogo senza bisogno di conservare un link di modifica

Il software umap non gestisce direttamente gli account utente: la gestione degli account dipende dalla configurazione del software. Su http://umap.openstreetmap.fr , puoi utilizzare un account che hai aperto su un sito web di tua scelta: OpenStreetMap, Twitter, Github o Bitbucket. Se non hai un account su questi strumenti, ora è il momento di registrarti su www.openstreetmap.org: fai clic su Crea un account nell’angolo in alto a destra e segui le istruzioni – ti verrà chiesto un indirizzo email.

Creare mappa senza account

Clicca su Accedi / Registrati quindi sul pittogramma corrispondente all’account che vuoi utilizzare. Compare quindi la pagina di login del sito: inserisci username e password. La pagina successiva ti chiede di autorizzare l’applicazione uMap a utilizzare questo account: autorizza questo accesso. Troverai quindi la home page di uMap, in cui il link di connessione è stato sostituito dal link Le mie mappe che ti consente di accedere a tutte le mappe create con questo account.

Osserva l’URL nella barra degli indirizzi quando consulti il ​​catalogo delle tue mappe: contiene il nome del tuo account – per esempio http://umap.openstreetmap.fr/fr/user/cartocite/. Puoi usarlo per accedere al tuo catalogo di mappe, anche senza aver effettuato l’accesso al tuo account: puoi diffondere questo URL, i destinatari non potranno modificare le tue mappe.

Tutte le mappe che crei mentre sei connesso al tuo account vengono aggiunte al tuo catalogo.

2. Crea un bel marcatore

Iniziamo creando una mappa: assegnale un nome, definisci l’estensione e aggiungi un marcatore alla posizione del campeggio. Abbiamo visto nel tutorial precedente come eseguire queste operazioni.

Questo grande marcatore blu non è molto esplicito nel rappresentare un campeggio. Risolviamo il problema. Nel pannello laterale visibile quando viene selezionato un marcatore, il menu Shape properties consente di modificare l’aspetto del marcatore:

  • prop_formaColore : cliccando su definisci puoi scegliere un colore. Nota che puoi definire un colore con il o con il suo codice esadecimale, che puoi scegliere ad esempio con questo selettore di colori .

  • Forma dell’icona : La scelta predefinita corrisponde al marcatore corrente, le altre scelte sono Cerchio, Goccia e Palla.

  • Simbolo dell’icona : clicca su definisci per scegliere tra un centinaio di pittogrammi. Si noti che il pittogramma viene visualizzato solo per le forme dell’icona Predefinito e Goccia.

Ecco il marcatore ottenuto con le proprietà definite qui sopra:

marcatore campeggio

Modifica un marcatore

MOD_marcatorePer modificare un marcatore della mappa, ci sono diverse possibilità:

  • facendo clic sul marcatore è possibile visualizzare il pannello di modifica (penna) o eliminare il marcatore (cestino)

  • shift-click è una scorciatoia che visualizza direttamente il pannello di modifica

  • trascina e rilascia ti consente di spostare il marcatore sulla mappa

 

3. Crea una linea

Il primo giorno di vacanza andiamo con il kayak a Pointe de Dinan a ovest della spiaggia di Goulien. Tracciamo il percorso seguito.

min_linea Il pulsante Disegna una polilinea permette di disegnare punto per punto una linea composta da più segmenti. Cliccare di nuovo sull’ultimo punto disegnato per terminare la linea: sulla destra compare un pannello che permette di dare un nome e una descrizione alla linea, come per i marcatori.

Modifica una linea

In qualsiasi momento puoi selezionare una linea facendo doppio clic su di essa. Puoi quindi modificare le sue proprietà nel pannello laterale o modificare il suo percorso sulla mappa:

  • eliminare un punto dalla linea, indicata da un quadrato bianco, cliccandoci sopra
  • spostare un punto trascinandolo e rilasciandolo
  • inserire un punto cliccando sul quadrato grigio al centro di ogni segmento
  • allungare la linea con un Ctrl-Click quando il cursore è posizionato sul primo o sull’ultimo punto
  • tagliare la linea in due: fai clic con il pulsante destro del mouse su un punto, quindi scegli l’opzione Dividi linea (N.d.t: ? nella traduzione italiana non ho trovato questo comando)
mappa con esempio di tratteggio e indicazioni comandi

Proprietà della linea

prop_linea

Le proprietà di una linea consentono di definirne il colore e altri parametri che ne definiscono lo stile:

  • l’opacità varia da trasparente, a sinistra, a completamente opaca, a destra. Più spesso è il tratto più trasparente può essere.

  • lo spessore (peso) è definito in pixel, il suo valore predefinito è 3: trascina il cursore verso destra per un tratto più spesso (che sarà più facile da selezionare).

Le proprietà avanzate permettono di:

  • semplificare il tracciato, permette di ridurre il numero di punti per adattarlo al livello dello zoom. In generale è inutile semplificare un tracciato fatta a mano .

  • definire una linea tratteggiata attraverso una serie di cifre separate da virgole: lunghezza visibile (in pixel), lunghezza invisibile, lunghezza visibile, ecc. Lo spessore della linea deve essere preso in considerazione: più le linee sono spesse, maggiori devono essere gli intervalli.

Ecco lo stile di linea ottenuto con le proprietà indicate qui sopra:

4. Aggiungi etichette

Per aiutare a identificare i diversi elementi della nostra mappa, possiamo associarli a un’etichetta. La scheda etichettaInteraction options consente di controllare la visualizzazione di un’etichetta associata a ciascun elemento:

  • Mostra un’etichetta ne attiva la sua visualizzazione, e viene posizionata automaticamente

  • Direzione dell’etichetta permette di fissarne la posizione, a destra o a sinistra dell’elemento, o anche sopra o sotto

  • [Visualizza solo al passaggio del mouse è un’opzione interessante se la mappa è densa: la visualizzazione di tutte le etichette sovraccarica la mappa] (N.d.t: questa funzione è stata spostata all’interno dell’opzione “Mostra l’etichetta”, in italiano è tradotta come “in sovraimpressione”)

  • Etichette cliccabili  l’opzione permette di visualizzare la finestra del pop-up corrispondente anche se l’utente clicca sull’etichetta e non solo se clicca sulla forma dell’elemento.

Facciamo il punto

La nostra seconda mappa è già più interessante della prima e sappiamo ritrovarla facilmente. Abbiamo visto come creare, modellare e modificare I punti e le linee. Non ci siamo occupati qui dei poligoni, che rappresentano le superfici. Alcune caratteristiche specifiche dei poligoni meritano di essere approfondite, cosa che faremo nel tutorial Il caso dei poligoni .

Nel prossimo tutorial vedremo come possiamo personalizzare ulteriormente la nostra mappa (per il momento ancora in francese, un po’ di pazienza…).

Testo originale: https://wiki.cartocite.fr/doku.php?id=umap:3_-_j_utilise_un_compte_et_cree_une_belle_carte
Traduzione italiana: nilocram
Distribuito con licenza Creative Commons Attribution-Share Alike 4.0 Internazionale

Cosa puoi fare nel 2020 insieme a Framasoft

Riprendo e traduco da Framablog l’articolo Ce que Framasoft pourrait faire en 2020 grâce à vos dons.

L’articolo presenta  i progetti che Framasoft vuole realizzare il prossimo anno con l’aiuto (anche) economico dei suoi sostenitori.

Questa traduzione si può leggere anche nel Fediverse: https://fediverse.blog/~/Strafanici/framasoft-2020

Buona lettura 🙂

Titolo articolo Framablog

L’educazione popolare al digitale, Peertube, Mobilizon, un servizio “tutto in uno” … Per l’anno 2020, abbiamo ancora molti desideri … speriamo che tu ci dia i mezzi per realizzarli unendoti ai donatori e alle donatrici , e in ogni caso siamo felici di parlarti del piccolo programma che trovi qui.

Questo articolo fa parte dei ” Diari di viaggio di Contributopia ” . Da ottobre a dicembre 2019, faremo il punto sulle numerose azioni che intraprendiamo, che sono finanziate dalle tue donazioni (che possono portare a una riduzione fiscale per i contribuenti francesi). Se puoi, pensa a sostenerci .

A Framasoft non teniamo due piedi in una sola scarpa. Se, a volte, prendiamo delle strade traverse (la strada principale è così lunga …) è perché abbiamo un sacco di scatole con molti progetti dentro. Quali scegliere? È quel genere di problemi che per noi sono importanti quanto lo sviluppo delle strategie per realizzarli.

Dall’educazione popolare alle sfide del digitale

L’attività quotidiana di Framasoft, è fatta di numerosi interventi, seminari, conferenze, tavole rotonde … incontrare regolarmente pubblici differenti. Si tratta per noi di condividere le nostre osservazioni sull’egemonia dei giganti del Web e sul mondo che ci preparano le imprese del Capitalismo di Sorveglianza. Proponiamo anche dei percorsi di emancipazione digitale per andare verso una società della contribuzione piuttosto che dei consumi.

2 anni di esplorazione di Contributopia
La conferenza di presentazione dei Carnets de Contributopia  al Capitole du libre (novembre 2019) Clicca sull’immagine per vedere il video.

Stiamo anche lavorando con altre strutture e collettivi per facilitare l’adozione di pratiche digitali “più sane”. Individuare attori e attrici della mediazione al digitale libero , lavorare su degli strumenti pratici con delle organizzazioni che si occupano di educazione popolare o cooperative di formazione, queste sono alcune delle azioni che vogliamo proseguire nel 2020. Perché l’associazione Framasoft, con i suoi 35 membri, non può essere ovunque, e non ha nessuna desiderio di essere onnipresente! Ecco perché proviamo a condividere la nostra esperienza con persone che, quotidianamente animano delle azioni di educazione popolare e sono quanto più possibile, delle persone che cercano di riprendere il controllo sulla loro vita digitale.

Un altro grande progetto che ci aspetta nel 2020 è quello di preparare la chiusura di alcuni servizi che noi ospitiamo. Ricordiamo che ti verrà proposto l’accesso agli stessi servizi, ospitati da organizzazioni che condividono i nostrii stessi valori. Lo sappiamo, è spiacevole sapere che ci sarà un cambiamento, anche se lontano, in un panorama digitale in cui è difficile fidarsi e cambiare le proprie abitudini. Vogliamo lavorare in modo che le pagine Web che ti reindirizzano alla “stessa cosa, ma da un’altra parte” siano chiare e che ottengano la tua fiducia.

Ecco, ad esempio, cosa vedrai se provi ad accedere al nostro motore di ricerca Framabee chiuso di recente.

Per questo, vogliamo anche continuare a investire nel gruppo di host alternativi CHATONS . Vogliamo darti buone ragioni per fidarti dei membri di questo collettivo. Vogliamo che tu sappia perché puoi fornire loro i tuoi dati. Possiamo anche aiutare a chiarire qual è l’offerta di questo collettivo di fornitori di host, così puoi trovare il servizio o la struttura più adatta alle tue esigenze.

Offrire a Mobilizon la versione 1 che si merita

La mobilitazione di sforzi e risorse collettive è il miele della vita associativa e delle molteplici forme di interazione sociale. Questa è la ragione di Mobilizon . La nostra visione per questo progetto è chiara: offrire una piacevole alternativa agli eventi, ai gruppi o persino alle pagine di Facebook. Vorremmo creare uno strumento di emancipazione per le associazioni, gli attivisti, i cittadini … e tutti coloro che dipendono ancora da Facebook per organizzarsi insieme.

Attualmente è in versione beta, noi intendiamo sviluppare:

  • l’aspetto “federativo” di questo software entro la fine di dicembre;
  • le funzionalità delle pagine e dei gruppi (con messaggistica, moderazione, strumenti organizzativi) nel primo trimestre 2020;
  • le correzioni, i possibili ritardi e le rifiniture che stabilizzano e documentano il software, per la sua uscita prevista prima dell’estate del 2020 .

Perché tu possa seguire questi sviluppi in modo trasparente, gli aggiornamenti saranno regolarmente visibili sul sito dimostrativo test.mobilizon.org

Clicca sull’immagine per scoprire il sito dimostrativo di Mobilizon, ancora in versione beta.

La pubblicazione della prima versione stabile e utilizzabile pubblicamente di Mobilizon è un appuntamento da non perdere . Vogliamo accompagnarla con uno strumento che faciliti la comprensione di cos’è Mobilizon, come funziona, a cosa serve e a cosa non serve. Per arrivarci, vogliamo dedicare del tempo alla revisione completa del sito joinmobilizon.org , probabilmente sul modello del nuovissimo sito Web joinpeertube.org .

Finanziare le ambizioni di PeerTube

Al rilascio della versione 2 di PeerTube , abbiamo fatto il punto su questa alternativa gratuita e federata alle piattaforme video come YouTube. Se abbiamo appena passato un anno sviluppandolo con i nostri fondi, è perché crediamo nel potenziale di emancipazione di questa soluzione. Nel 2020, vogliamo trovarei mezzi per aumentare la popolarità di PeerTube. Per questo, avremo bisogno di materiali (video, illustrazioni, metafore …) che promuovano i vantaggi di uno strumento federato, e le funzionalità di PeerTube.

E se realizzassimo altri video educativi come quello realizzato da LILA …?

Abbiamo anche in programma, per il 2020, di promuovere una nuova raccolta di fondi che ci permetterà di finanziare la versione 3 di PeerTube. L’elenco delle funzionalità che questa raccolta finanzierà non è stato ancora definito, ma ci siamo segnati, grazie ai tuoi feedback (che puoi proporre qui, sul nostro forum ), alcune idee …

Questa è Sepia, la mascotte di PeerTube, di David Revoy (CC-By)

Innanzitutto pensiamo che PeerTube guadagnerebbe molto se rielaborassimo l’esperienza utente e l’interfaccia . Abbiamo individuato alcune lacune e alcune aree di miglioramento, ma pensiamo che sarebbe meglio usare professionisti del design per fare un bilancio e proporre delle soluzioni.

Inoltre, il nuovo lettore video (” HLS” , che è ancora sperimentale) offre prestazioni tali da consentire lo sviluppo di strumenti fino ad ora inimmaginabili per PeerTube. Ad esempio, PeerTube potrebbe offrire uno strumento “Video-Mix” (o di “montaggio”, per i cinefili),dove si crea una sequenza prendendo 30 secondi da un video, 12 da un altro e poi un minuto da un terzo …

Infine, la caratteristica che ci fa sognare (e ci viene chiesta regolarmente) è la trasmissione in diretta. Con lo streaming live, PeerTube non andrebbe a toccare solo il mercato di YouTube di Google, ma anche quello di Twitch di Amazon … Questo streaming live dovrebbe essere peer-to-peer, e questa è una grande sfida. tecnica!

Progetto cloud Framasoft: un account per soddisfare la maggior parte delle esigenze

Negli ultimi anni, il software Nextcloud si è notevolmente ampliato. Inizialmente, era una semplice alternativa a Dropbox o a Google Drive, per salvare e sincronizzare i file. Da allora, Nextcloud ha sviluppato molte applicazioni per facilitare la collaborazione.

Puoi sincronizzare i tuoi contatti ele tue agende, lavorare in collaborazione su file di testo o fogli di calcolo (con CollaboraOnline o OnlyOffice ), attivare videoconferenze o discussioni in chat, creare moduli di base, salvare i tuoi appunti, le immagini e i tuoi elenchi, condividere album fotografici, disegnare mappe mentali , visualizzare i tuoi feed RSS o le email …

Il progetto “Framasoft cloud” si baserebbe su questa soluzione: un singolo indirizzo, un singolo account da creare e tutti questi servizi sono a tua disposizione . Per limitare gli effetti della centralizzazione verso i nostri servizi, prevediamo di offrire pochissimo spazio (poche decine di megabyte), quanto basta per un’associazione che vuole collaborare su alcuni file. Il nostro obiettivo è farti scoprire questa soluzione, senza diffondere l’illusione che esistano risorse illimitate e gratuite (o che questo sia una cosa salutare).

Siamo molto orgogliosi di questo nome, facile da ricordare e trovare su Internet.

Per le persone che a un certo punto si sentissero strette, vorremmo davvero sviluppare uno strumento per migrare il loro account su un altro hosting Nextcloud . Nella nostra testa, sogniamo un “Il tuo account Framasoft cloud ti piace ma è troppo limitato? OK! clicca su questo pulsante per passare a questo o quell’hosting web alternativo “. Se potessimo avvicinarci a questa semplicità …

Aprire una nuova porta verso il mondo del libero, sì, ma anche verso la decentralizzazione!

Per l’autunno 2020 vogliamo, trovare il modo di accogliere tutte le persone, le associazioni che desiderano avere accesso a tale soluzione e che si accontentano di uno spazio di archiviazione spartano. Ci rendiamo conto che può significare accogliere decine di migliaia di persone. E naturalmente questo rappresenta un costo tecnico e umano, e quindi anche finanziario, molto importante. Ma se ci dai i mezzi, crediamo che possa rappresentare una grande porta di accesso almondo del Libero per tutte quelle persone che sono sempre più consapevoli dei pericoli rappresentati da GAFAM .

Il percorso è lungo, perciò liberiamo la strada

Se abbiamo annunciato la volontà di ” Deframasoftizzare Internet ” e voltare pagina rispetto al passato, è stato proprio per fare spazio a dei progetti futuri. Quest’anno 2020 sarà per noi un anno in cui vorremmo proseguire le nostre azioni più emancipatorie (educazione popolare, Mobilizon …), aprendo nuove porte al mondo del libero e all’autogestione (PeerTube v3, “cloud Framasoft” …). Noi ne abbiamo la volontà, dobbiamo sapere se tu ci darai i mezzi.

Fai clic per scoprire cosa abbiamo fatto, cosa faremo e ostienici se lo desideri.

Se abbiamo tanta libertà e indipendenza nelle nostre azioni, è perché alcune e alcuni di voi ci fanno una donazione (e quello che è meglio, una donazione regolare) e che tutte queste donazioni stanno finanziando il nostro bilancio annuale. Poiché l’associazione Framasoft è riconosciuta di interesse generale , va ricordato che per i contribuenti francesi, una donazione di € 100 a Framasoft costa, dopo la detrazione fiscale, € 34 … anche con la detrazione alla fonte . 😉

Anche quest’anno non vogliamo usare i meccanismi della colpevolizzazione o l’economia dell’attenzione per “manipolarti” e convincerti a una donazione. Pensiamo che sia sufficiente dirti concretamente: questo è quello che abbiamo fatto, questo è quello che vogliamo fare . Sta a te decidere se questo ti ispira e se è un’opportunità per contribuire alle nostre azioni con una donazione (per chi può) o condividendo il nostro appello alla donazione (per tutti!).

Ci fidiamo di te

Visita la pagina dei Diari di viaggio di Contributopia per scoprire altri articoli, altre azioni che abbiamo realizzato grazie alle tue donazioni. Se quello che hai appena letto ti piace, considera la possibilità di sostenere la nostra associazione , che vive solo delle tue donazioni. Poiché Framasoft è riconosciuta di interesse generale, una donazione di € 100 da un contribuente francese, dopo la detrazione, ammonterà a € 34.

Illustrazione dell’intestazione: CC-di David Revoy

 

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La schiavitù 2.0 e come evitarla. Una guida pratica per cyborg.

 

Aral Balkan

Aral Balkan

L’articolo originale di Aral Balkan  (Slavery 2.0 and how to avoid it: a practical guide for cyborgs) è stato pubblicato sulla rivista tedesca Kulturstiftung des Bundes
(Fondazione per la cultura della Repubblica federale tedesca) e in traduzione francese su Framablog.
Per la versione in italiano ho utilizzato in alcui punti anche le traduzioni francese e tedesca.

Un ringraziamento (naturalmente) all’autore e a Framalang il gruppo di traduttori di Framasoft.

 

 

Per questo articolo ho realizzato anche una versione audio che potete ascoltare dal link qui sotto:
https://frama.link/cyborg_Balkan

Buona lettura e buon ascolto 🙂

 

 

Molto probabilmente sei un cyborg e nemmeno lo sai.

Hai uno smartphone?

Sei un cyborg.

Usi un computer? O vai su Internet?

Cyborg!

Più in generale, se oggi usi una tecnologia digitale e connessa in rete, sei un cyborg. Non devi impiantarti dei microchip. Non devi assomigliare a Robocop. Sei un cyborg perché estendi le tue capacità biologiche usando la tecnologia.

Leggendo questa definizione, potresti fermarti e pensare: “Ma aspetta, gli esseri umani lo hanno fatto per un tempo molto più lungo di quello  in cui la tecnologia digitale è esistita”. E avresti ragione.

Eravamo cyborg molto prima che il primo bug entrasse nella prima valvola del primo computer mainframe.

L’uomo delle caverne che brandiva una lancia e accendeva il fuoco era il cyborg originale. Galileo che guardava nei cieli con il suo cannocchiale era sia un uomo del Rinascimento che un cyborg. Quando la mattina ti metti le lenti a contatto, sei un cyborg.

Nel corso della nostra storia come specie, la tecnologia ha migliorato i nostri sensi. Ci ha offerto maggiore padronanza e controllo sia delle nostre vite che del mondo che ci circonda. Allo stesso modo, la tecnologia è stata usata per opprimerci e sfruttarci – come potrà affermare chiunque abbia mai osservato la canna del fucile del suo oppressore.

‘La tecnologia’, secondo la prima legge della tecnologia di Melvin Kranzberg, ‘non è né buona né cattiva e neanche neutrale. ‘

Quindi, che cosa decide se la tecnologia contribuisce al nostro benessere, ai diritti umani e alla democrazia o se li deteriora? Cosa distingue la buona tecnologia dalla cattiva tecnologia? E visto che ci siamo, cosa distingue il telescopio di Galileo e le lenti a contatto da Google e Facebook? E perché è importante se consideriamo o no noi stessi come dei cyborg ?

Tutti dobbiamo cercare di capire le risposte a queste domande. Altrimenti il prezzo per non averlo fatto potrebbe essere davvero molto alto. Queste non sono domande solo sulla tecnologia. Sono domande fondamentali su ciò che significa essere umani nell’era del digitale e delle connessioniin rete. Il modo in cui scegliamo di rispondere a queste domande ha conseguenze fondamentali per il nostro benessere, sia personale che sociale. Le risposte che scegliamo determineranno il carattere delle nostre società e, a lungo termine, potrebbero anche avere un impatto sulla sopravvivenza della nostra specie.

La proprietà e il controllo sulla persona nell’era del digitale e della connessione in rete

Immagina un mondo in cui alla nascita ti viene assegnato un dispositivo che ti guarda e ti ascolta e ti segue da quel momento in poi. Può anche leggere la tua mente.

Nel corso degli anni, questo dispositivo registra ogni tuo pensiero, ogni parola, ogni movimento e ogni interazione. Invia tutte queste informazioni su di te a un potente computer mainframe di proprietà di una multinazionale. Lì, questi aspetti della tua persona sono raccolti usando algoritmi per creare una simulazione di te. La multinazionale usa la tua simulazione come un sostituto digitale, un avatar, per manipolare il tuo comportamento.

Il tuo avatar ha un valore inestimabile. È tutto ciò che ti rende ciò che sei (a parte il tuo corpo fisico). La multinazionale comprende che non è necessario avere il tuo corpo fisico per possederti. I detrattori chiamano questo sistema Schiavitù 2.0.

Durante tutto il giorno, la multinazionale sottopone il tuo avatar a dei questionari. Cosa ti piace? Cosa ti rende felice? Cosa ti rende triste? Di cosa hai paura? Chi ami? Che cosa hai intenzione di fare questo pomeriggio? Usa le informazioni che ricava dai questionari per farti fare ciò che vuole. Forse per comprare un vestito nuovo o votare per un certo politico.

La multinazionale è politica. Deve continuare a sopravvivere, crescere e prosperare. Non può essere ostacolata dalle normative. Quindi deve influenzare il discorso politico. Per fortuna, a tutti i politici di oggi è stato assegnato lo stesso dispositivo che è stato assegnato a te alla nascita. Quindi la multinazionale possiede anche i loro avatar. Questo rende molto più facile per la multinazionale ottenere il suo scopo.

Detto questo, la multinazionale non è onnisciente. Può ancora commettere degli errori. Potrebbe dedurre in modo errato – in base ai tuoi pensieri, parole e azioni – che sei un terrorista quando non lo sei. Quando la società ha ragione, il tuo avatar diventa uno strumento inestimabile per manipolare il tuo comportamento. E quando si sbaglia, potrebbe farti finire in prigione. In ogni caso, sei tu quello che perde.

Sembra una distopia fantascientifica cyberpunk, vero?

Sostituisci “la multinazionale” con “Silicon Valley”. Sostituisci il potente computer mainframe con “The Cloud” (la nuvola). Sostituisci “il dispositivo” con “il tuo smartphone e il tuo assistente vocale domestico e la tua smart city e il tuo smart questo, quello e quell’altro”.

Benvenuto sulla Terra, più o meno ai nostri giorni.

Versione tedesca dell'articolo

La versione tedesca dell’articolo nella rivista Kulturstiftung des Bundes

Capitalismo di sorveglianza

Viviamo in un mondo in cui una manciata di multinazionali ha un  accesso illimitato e continuo ai dettagli più intimi delle nostre vite. I loro dispositivi guardano, ascoltano e seguono le nostre persone, nelle nostre case, sul Web e (sempre più) sui nostri marciapiedi e sulle nostre strade. Questi non sono strumenti che possediamo e controlliamo. Sono gli occhi e le orecchie del sistema socio-tecnologico-economico che Shoshana Zuboff chiama “capitalismo di sorveglianza”.

Proprio come nella nostra distopia cyberpunk immaginaria, i “robber barons” (letteralmente: i magnati ladri) della Silicon Valley non si accontentano di guardare e ascoltare. Ad esempio, Facebook ha annunciato alla sua conferenza degli sviluppatori nel 2017 che avevano 60 ingegneri impegnati a leggere letteralmente la tua mente 1 .

In precedenza, ho chiesto che cosa distingue il telescopio di Galileo e le lenti a contatto dalle merci di Facebook, Google e altri capitalisti della sorveglianza. Capire la risposta a questa domanda è cruciale per comprendere fino a che punto il concetto stesso di persona sia minacciato dal capitalismo di sorveglianza.

Quando Galileo ha usato il suo telescopio, solo lui ha visto quello che stava vedendo e solo lui sapeva cosa stava guardando. Lo stesso vale per quando metti le lenti. Se Galileo avesse comprato il suo telescopio da Facebook, Facebook, Inc., avrebbe registrato tutto ciò che vedeva. Allo stesso modo, se compri le tue lenti a contatto da Google,arriveranno con fotocamera incorporate e Alphabet, Inc., vedrà ciò che stai vedendo. (Google non produce ancora queste lenti, ma ne ha un brevetto 2.Nel frattempo, se sei impaziente, Snapchat fa occhiali con fotocamere incorporate.)

Quando usi una matita per scrivere nel tuo diario, né la matita né il tuo diario sanno cosa hai scritto. Quando scrivi i tuoi pensieri in un documento Google, Google conosce ogni parola.

Quando invii una lettera a un amico per posta ordinaria, l’ufficio postale non sa cosa hai scritto. È un crimine per chiunque altro aprire la busta. Quando invii al tuo amico un messaggio istantaneo su Facebook Messenger, Facebook legge ogni parola.

Quando accedi a Google Play Services su un telefono Android, ogni tua mossa e interazione vengono registrate meticolosamente, inviate a Google, archiviate per sempre, analizzate e utilizzate contro di te davanti al tribunale del capitalismo di sorveglianza.

Prima eravamo abituati a leggere i giornali. Oggi sono i giornali che ci leggono. Mentre guardi YouTube, anche YouTube ti guarda.

Ti sei fatto un’idea.

A meno che noi (come individui) possiediamo e controlliamo la nostra tecnologia, “smart” è un eufemismo per “sorveglianza”. Uno smart phone è un dispositivo di tracciamento, una casa “smart”è una cella per gli interrogatori e una città “smart” è un panopticon.

Google, Facebook e altri capitalisti di sorveglianza sono degli allevamenti industriali per esseri umani. Fanno i loro miliardi allevandoti per i tuoi dati e sfruttando questa conoscenza intima della tua vita per manipolare il tuo comportamento.

Sono scanner per esseri umani. Esistono per digitalizzarti, per possedere quella copia digitale e usarla come avatar per diventare ancora più grandi e potenti.

Dobbiamo capire che queste multinazionali non sono anomalie. Sono la norma. Sono la corrente dominante. La corrente principale della tecnologia oggi è uno straripamento tossico del capitalismo clientelare americano che minaccia di inghiottire l’intero pianeta. Qui in Europa non siamo al riparo dalle sue ricadute.

I nostri politici si lasciano rapidamente sedurre dai i milioni che queste multinazionali spendono per le lobby di Bruxelles. Sono ingannati dalla saggezza della Singularity University (non è un’università). Nel frattempo, le nostre scuole si riempiono di Chromebook per i nostri figli. Le nostre tasse vengono abbassate, in modo che i capitalisti di sorveglianza non siano indebitamente ostacolati nel caso volessero ordinare un’altra Guinness. E i nostri policymaker, istituzionalmente corrotti, sono troppo impegnati nell’organizzare conferenze sulla protezione dei dati progettate da Google e Facebook per proteggere i nostri interessi. Lo so, perché l’anno scorso sono intervenuto ad una di queste. L’oratore di Facebook aveva appena lasciato il suo impiegoo presso l’ufficio francese per la protezione dei dati, rinomato per la bellezza e l’efficienza delle sue porte girevoli.

Qualcosa deve cambiare.

E sono sempre più convinto che se questo cambiamento dovesse avvenire, deve partire dall’Europa.

Silicon Valley non risolverà il problema che ha creato. Soprattutto perché le aziende come Google e Facebook non vedono come un problema fare miliardi di profitti. Il capitalismo di sorveglianza non è messo in crisi dai propri criteri di successo. Funziona perfettamente per aziende come Google e Facebook. Si diverono andando in banca mentre ridono in faccia ai legislatori le cui multe ridicole superano a malapena un paio di giorni di entrate.
È stato detto che “punibile con la multa” significa “legale per i ricchi” 3. Questo è doppiamente vero quando si tratta di regolamentare società multinazionali da miliardi di dollari.

Allo stesso modo, il venture capital (il capitale di rischio)non investirà in soluzioni che distruggerebbero il modello di business immensamente redditizio che ha contribuito a finanziare.

Quindi, quando vedi iniziative come il cosiddetto Center for Human Technology con investitori di venture capital ed ex dipendenti di Google alla guida, fatti qualche domanda. E magari tieniti qualche altra domanda per le organizzazioni che pretendono di creare alternative etiche pur essendo finanziate da capitalisti di sorveglianza. Mozilla, ad esempio, prende centinaia di milioni di dollari da Google ogni anno 4. In totale ha ricevuto da loro più di un miliardo di dollari. Sei contento di affidare a loro la costruzione di alternative etiche?
Se vogliamo tracciare un percorso diverso in Europa, dobbiamo finanziare e costruire la tecnologia in modo diverso. Dobbiamo avere il coraggio di allontanarci dai nostri amici di olre Atlantico. Dobbiamo avere la fiducia in noi stessi per dire alla Silicon Valley e ai loro lobbisti che non stiamo comprando ciò che stanno vendendo.

E dobbiamo basare tutto questo su solide basi legali riguardo ai diritti umani. Ho detto “diritti umani?” Intendevo i diritti dei cyborg.

I diritti dei cyborg sono diritti umani

Siamo di fronte a una crisi delle leggi sui diritti umani che ci riporta a ciò che intendiamo per “umano”.

Tradizionalmente, riconduciamo i limiti della persona umana ai nostri confini biologici. Inoltre, abbiamo un sistema legale e giudiziario che tende a proteggere l’integrità di quei limiti e quindi la dignità della persona umana. Chiamiamo questo sistema le leggi sui diritti dell’uomo.

Purtroppo, questa definizione della persona non è più adeguata per proteggerci pienamente nell’era digitale e della connessione in rete.

In questa nuova era, estendiamo le nostre capacità biologiche utilizzando tecnologie digitali e di rete. Estendiamo le nostre menti e noi stessi usando la tecnologia moderna. Pertanto, dobbiamo estendere la nostra comprensione dei confini della persona umana per includere le tecnologie con le quali estendiamo noi stessi. Estendendo la definizione della persona umana, possiamo garantire che le leggi sui diritti umani coprano e quindi proteggano la sua totalità nell’era del digitale e della connessione in rete.

cyberGirl

« Cyborg-gal-avi » di Pandora Popstar/Lainy Voom, licenza CC BY-NC-SA 2.0

Come cyborg, siamo esseri frammentati . Alcune arti di noi vivono sui nostri telefoni, altre su un server in qualche luogo, altre ancora su un computer. L’integrità della persona umana nell’era del digitale e della connessione in rete è la somma totale dell’integrità di quei frammenti.
Quindi i diritti dei cyborg sono i diritti umani applicati alla persona cibernetica. Ciò di cui non abbiamo bisogno è un insieme separato – probabilmente più ridotto – di “diritti digitali”. Ecco perché la Dichiarazione Universale dei Diritti dei Cyborg5 non è un documento autonomo, ma un’aggiunta alla Dichiarazione universale dei diritti umani.
Se la protezione costituzionale dei diritti dei cyborg è un obiettivo necessario a lungo termine, non dobbiamo però aspettare cambiamenti costituzionali prima di agire. Possiamo e dobbiamo iniziare a proteggerci creando alternative etiche alle tendenze dominanti della tecnologia.

Una tecnologia etica

Una tecnologia etica 6 è uno strumento che possiedi e controlli. È uno strumento progettato per rendere la tua vita più gentile e più facile. È uno strumento che aumenta le tue capacità e migliora la tua vita. È uno strumento che agisce solo in favore dei tuoi interessi e mai contro.

Viceversa, una tecnologia non etica è uno strumento posseduto e controllato da multinazionali e governi. Promuove i loro interessi a spese dei tuoi. È una trappola scintillante progettata per catturare la tua attenzione, renderti dipendente, tracciare ogni tua mossa e profilarti. È un allevamento industriale travestito da parco giochi.

La tecnologia non etica è dannosa per i nostri diritti umani, per il benessere e per la democrazia.

Piantare semi migliori

La tecnologia etica non cresce sugli alberi; occorre finanziarla. Ed è importante come la si finanzia.

La tecnologia non etica è finanziata dal venture capital (capitale di rischio). Il venture capital non investe in un business, investe nella vendita del business. Investe anche in imprese molto rischiose. Un investitore in venture capital nella Silicon Valley investirà, diciamo, 5 milioni di dollari in 10 diverse startup, sapendo che 9 di esse falliranno. Quindi lui (di solito è un lui), ha bisogno di quella decima per essere un “unicorno” da un miliardo di dollari, così da poter ottenere da cinque a dieci volte i suoi soldi. (Non è nemmeno suo il denaro, appartiene ai suoi clienti.) L’unico modello di business conosciuto che  nella tecnologia produce questo tipo di crescita è l’allevamento delle persone (people farming). La schiavitù ha pagato bene. Anche la schiavitù 2.0 paga bene.

Non dovremmo sorprenderci del fatto che un sistema che valorizza sopra ogni altra cosa una crescita simile a quella del cancro abbia prodotto tumori come Google e Facebook. Ciò che sorprende è che sembriamo festeggiare i tumori invece di curare il paziente. E ancora più sconcertante, sembriamo ostinatamente determinati ad infettarci con la stessa malattia qui in Europa.

Non dovremmo farlo.

Finanziamo alternative etiche.

A partire dai beni comuni.

Per il bene comune

Sì, questo significa con le nostre tasse. È un po’ la funzione per cui esistono (costruire infrastrutture condivise per il bene comune,  che promuovano il benessere delle persone e delle nostre società). Se la parola “tasse” ti spaventa o suona troppo antiquata, sostituiscila con “crowdfunding obbligatorio” o “filantropia democratizzata”.

Finanziare la tecnologia etica dai beni comuni non significa che i governi possano costruire, possedere o controllare le nostre tecnologie. Né significa che nazionalizziamo società come Google e Facebook. Suddividiamole in parti più piccole. Certo. Regolamentiamole. Naturalmente. Facciamo tutto quello che limiti il più possibile i loro abusi. Ma l’unica cosa peggiore di un panopticon nelle mani di una multinazionale è un panopticon sotto il controllo statale (non che queste due cose si escludano a vicenda).

Non sostituiamo un “grande fratello” con un altro.

Investiamo invece in molte piccole organizzazioni indipendenti senza fini di lucro e assegniamo loro il compito di costruire alternative etiche. E allo stesso tempo facciamole competere tra loro. Prendiamo dalla Silicon Valley ciò che sappiamo funzionare (piccole organizzazioni che lavorano in modo iterativo,che entrano in competizione e che falliscono rapidamente) e rimuoviamo ciò che è dannoso: il venture capital , la crescita esponenziale e il ritiro di capitali.

Invece delle start-up, creiamo in Europa delle stayup .

Invece di aziende usa e getta che o falliscono rapidamente o diventano tumori maligni, finanziamo organizzazioni che o falliscono rapidamente o diventano fornitori sostenibili di bene sociale.

Quando diversi anni fa presentai questo piano al Parlamento europeo, le mie parole caddero nel vuoto. Non è ancora troppo tardi per provarci. Ma ogni giorno che ritardiamo, il capitalismo di sorveglianza diventa sempre più radicato nel tessuto delle nostre vite.

Dobbiamo superare questo fallimento dell’immaginazione e basare la nostra infrastruttura tecnologica su quei principi che sono il meglio dell’umanità: diritti umani, giustizia sociale e democrazia.

Oggi l’UE si comporta come un dipartimento di ricerca e sviluppo gratuito per la Silicon Valley. Finanziamo le startup, che, se hanno successo, vengono vendute alle aziende della Silicon Valley. Se falliscono, il contribuente europeo paga il conto. Questa è una follia.

La Comunità Europea deve smettere di finanziare le startup e investire invece in stayup. Investire 5 milioni di euro in dieci stayup in ogni area in cui vogliamo delle alternative etiche. A differenza di una startup, quando le stayup hanno successo, non se ne vanno. Non possono essere acquistate da Google o Facebook. Restano organizzazioni europee sostenibili e no-profitche lavorano per fornire la tecnologia come un bene sociale.

Inoltre, i finanziamenti per un stayup devono essere accompagnati da una specifica rigorosa del carattere della tecnologia che realizzerà. I beni realizzati con fondi pubblici devono essere dei beni pubblici. La Free Software Foundation Europe sta attualmente sensibilizzando in tal senso con la campagna “denaro pubblico, codice sorgente pubblico” (public money, public code). Tuttavia dobbiamo andare oltre l’ “open source” per stabilire che la tecnologia creata dalle stayup  deve essere non solo pubblica  ma anche impossibile da rinchiudere. Per il software e l’hardware, questo significa usare licenze che sono copyleft . Una licenza copyleft garantisce che se si costruisce su una tecnologia pubblica, è necessario condividere allo stesso modo . Le licenze “condividi allo stesso modo” (share-alike) sono essenziali perché i nostri sforzi non diventino un eufemismo per indicare le privatizzazioni e per evitare una tragedia dei beni comuni. Le multinazionali con enormi risorse finanziarie non devono essere in grado di prendersi ciò che creiamo con fondi pubblici, investirci sopra i loro milioni e non condividere il valore che vi hanno aggiunto.

Infine, dobbiamo stabilire che le tecnologie create da delle stayup sono peer to peer. I tuoi dati devono rimanere sui dispositivi che tu possiedi e controlli. E quando comunichi, devi comunicare direttamente (senza un “uomo nel mezzo” come Google o Facebook). Laddove non è tecnicamente possibile, qualsiasi dato privato controllato da una terza parte (ad esempio un host web) deve essere crittografato end-to-end e solo tu devi avere l’unica chiave.

Anche senza investimenti statisticamente rilevanti nella tecnologia etica, ci sono già piccoli gruppi che lavorano su alternative.  Mastodon 7 , un’alternativa a Twitter, etica e federata è stata creata da una persona poco più che ventenne. Alcune persone hanno collaborato per creare un progetto chiamato Dat 8 che potrebbe essere la base di una rete decentralizzata. Da oltre dieci anni, dei volontari gestiscono un sistema di nomi di dominio non commerciale alternativo chiamato OpenNIC 9 che potrebbe permettere a ciascuno di avere il proprio spazio sul Web …

Se anche senza alcun supporto questi semi stanno iniziando a germogliare, immagina cosa potremmo ottenere se iniziassimo ad annaffiarli e a piantarne di nuovi. Investendo nelle stayup, possiamo avviare un cambiamento fondamentale verso la tecnologia etica in Europa. Possiamo iniziare a costruire un ponte da dove siamo verso dove vogliamo andare. Da un mondo in cui le multinazionali ci possiedono attraverso gli avatar a uno in cui apparteniamo solo a noi stessi. Da un mondo in cui stiamo diventando di nuovo una proprietà a uno in cui rimaniamo delle persone. Dal capitalismo di sorveglianza al potere dei peer (peerocracy).

Mobilizon: insieme si va più lontano!

Framasoft ha lanciato la campagna per finanziare Mobilizon,  un software libero, decentralizzato e federato per sostituire gli eventi di Facebook e non solo.

In soli cinque giorni la raccolta di fondi ha già  superato i 20000 euro che costituivano il primo obiettivo di una campagna di crowdfunding che punta a raccogliere 50000 euro entro il 10 luglio 2019.
Fino ad ora i donatori sono stati  oltre 500. Chapeau!

Home page della campagna di finanziamento per Mobilizon

Anche noi possiamo dare una mano a finanziare Mobilizon, basta andare nel sito

https://joinmobilizon.org/en/

e fare una donazione.

Per festeggiare il  raggiungimento del primo obiettivo della campagna, ho completato la traduzione/adattamento in italiano della pagina che presenta tutti, ma proprio tutti i servizi liberi offerti da Framasoft.
Si puo scaricare  dal link   che trovate qui sotto:

Servizi_framasoft

Servizi liberi di Framasoft

Il documento, in formato pdf,  ci può servire a conoscere meglio tutti i servizi liberi di Framasoft e ci  dà qualche altra buona ragione, se ce ne fosse ancora bisogno, per aiutarli nel finanziare lo sviluppo di Mobilizon.

Come dice il motto della campagna, insieme si va più lontano 🙂

MobiliZon: riprendiamo il controllo su ciò che ci unisce

Come promesso, le renne di Babbo Natale hanno portato sotto l’albero la traduzione italiana  dell’articolo che presenta  un altro progetto di Framasoft: MobiliZon, “uno strumento, conviviale, emancipatore ed etico per riunirsi, organizzarsi, mobilitarsi”.

Un’altra ragione per sostenere Framasoft!

Buona lettura 🙂

Il testo originale si trova qui: https://framablog.org/2018/12/11/mobilizon-reprendre-le-pouvoir-sur-ce-qui-nous-rassemble/

Vogliamo costruire gli strumenti che i giganti del Web non possono e non vogliono creare. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno del tuo aiuto .

Pensare fuori dai sentieri battuti dagli azionisti

Povero MeetUp! Povero Facebook con i suoi  eventi e i suoi gruppi! Riesci a immaginare quanto sia difficile essere una delle più grandi capitalizzazioni di borsa al mondo? No, ma il fatto è che gli azionisti non sono mai contenti, quindi questi dividendi bisogna strapparli coi denti !

I nostri poveri piccoli giganti del web sono obbligati  a creare strumenti che ti danno un controllo minimo sulle tue comunità (familiari, professionali, militanti, ecc.). Perché in fondo, i centri di interesse che condividi con gli altri sono i loro affari! I nostri poveri venditori di ore di cervello disponibili sono troppo impegnati a rinchiuderti nelle loro piattaforme in cui tutto ciò che fai sarà utilizzato contro di te. Perché un profilo pubblicitario completo si vende più caro e questo conta nelle loro azioni …

E noi, pretenziosi internauti, vorremmo che ci creassero anche uno strumento completo, etico e pratico per riunirci …? Ma chiediamo troppo a questi miliardari del marketing digitale!

Visto che siamo a Framasoft, abbiamo pensato che stavamo per togliergli una spina dal piede.  Sì, ci vuole uno strumento per organizzare quei momenti in cui ci riuniamo, che sia per divertimento o per cambiare il mondo. Quindi accettiamo la sfida e ci rimbocchiamo le maniche.

Non cambieremo il mondo da Facebook

Al lancio della tabella di marcia di Contributopia, abbiamo annunciato un’alternativa a Meetup, nome in codice Framameet. Inizialmente, abbiamo davvero immaginato uno strumento che potesse essere usato per riunirci per il compleanno del più giovane,  per l’assemblea della nostra associazione o  per l’incontro del club di Aikido … Uno strumento che imitasse gruppi ed eventi di Facebook, ma in versione libera, rispettosa della nostra sfera privata.

Poi, abbiamo visto come le “Climate Marches” sono state organizzate su Facebook e come questo strumento ha limitato le persone che volevano organizzarsi per partecipare a questi eventi. Faremo davvero clic su “Sono interessato” se sappiamo che i nostri colleghi, i nostri amici d’infanzia e la nostra famiglia lontana possono vedere e criticare il nostro comportamento? Quale possibilità avranno le organizzazioni di inviare informazioni ai partecipanti quando tutti sono bloccati nei muri di Facebook dove l’Algoritmo decide cosa vedrai e cosa non vedrai?

“Le società del capitalismo di sorveglianza non sono capaci di produrre lo strumento che sogniamo, perché non possono trarne profitto. È un’opportunità per fare meglio di loro, facendo in modo diverso.”

Siamo stati contattati da persone delle manifestazioni #OnVautMieuxQueÇa e contro la legge sul lavoro, le “Nuits Debout”, le Marce per il clima e i Gilet gialli … e lavoriamo regolarmente con Alternatiba, l’associazione Résistance à l’Agression Publicitaire, il movimento Colibris o i CEMÉA (tra gli altri): la maggior parte di queste persone faticano a trovare strumenti per strutturare le proprie azioni di mobilitazione, senza perdere il controllo della loro comunità, del collegamento che si è creato.

Gruppo dei gilet gialli su Facebook: " Qualunque sia l'esito del movimento, il databasel''opinione' che rimarrà nelle mani di Facebook è una bomba democratica a scoppio ritardato...E finora non abbiamo assolutamente alcuna garanzia che non sarà venduto a pezzi o al miglior offerente / i."

Clicca sull’immagine per leggere l’articolo di Olivier Ertzschied « Après avoir liké, les Gilets Jaunes iront-ils voter ? »

Ma “chi più può, può anche meno”: se progettiamo uno strumento che può aiutare un movimento cittadino ad organizzarsi, a emanciparsi … questo strumento può essere utilizzato anche per gestire il compleanno a sorpresa dello zio Pino!

Quello che MeetUp ci rifiuta, lo troveremo in MobiliZon

Progettare il software MobiliZon (perché questo sarà il suo nome), è riprendersi il potere che ci è stato tolto dalle piattaforme centralizzate dei giganti del web. Togliere il potere ai GAFAM per rimetterlo nelle mani di … noi, persone, umani, Ci ispireremo all’avventura di PeerTube e pensiamo a un software davvero emancipatore:

  • Sarà un software libero : la direzione che Framasoft gli dà non è adatta a te? Avrai il potere di portarlo su un’altra strada.
  • Come Mastodon o PeerTube , sarà una piattaforma federata (tramite ActivityPub ). Avrai il potere di scegliere chi ospita i tuoi dati senza isolarti dal resto della federazione, i “fediverse”.
  • L’effetto “doppio arcobaleno” della federazione è che con MobiliZon darai al tuo evento il potere di interagire con i toot di Mastodon , i video di PeerTube,  la musica di FunkWhale
  • Vuoi separare le riunioni familiari dalle tue attività associative o dalle tue mobilitazioni militanti? Avrai il potere di creare identità multiple dallo stesso account , come tante maschere social.
  • Vuoi creare eventi davvero pubblici? Darai il potere di cliccare su “Io partecipo” senza dover creare un account .
  • Devi collegare il tuo evento a strumenti esterni, ad esempio (a caso) a un Framapad? Avrai il potere di integrare strumenti esterni nella tua comunità di MobiliZon .
disegno di MobiliZon di Devid Revoy

La strada è lunga, ma Mobilitiamoci (MobiliZon nous) perché la strada sia libera!

Abbiamo lavorato per gettare le basi del progetto, che presentiamo oggi su JoinMobilizon.org .  Al di là delle basi tecniche e del software, vogliamo pensare all’esperienza utente dell’applicazione che alla fine le persone avranno in mano. E che, inoltre, deve essere accessibile e comprensibile dai neofiti.

Vogliamo sperimentare un nuovo modo di fare le cose, lavorando con persone che lo fanno per professione (i designer, parleremo molto presto di Marie-Cécile e Geoffrey!) per operare insieme al servizio di cause che vogliono il bene della società.

Lo sviluppo avverrà per tappe e iterazioni, come nel caso di PeerTube, in modo da consegnare rapidamente (fine 2019) una versione funzionale che sia il più vicino possibile alle aspirazioni di coloro che hanno bisogno di questo strumento per mobilitarsi.

Questa è la nostra dichiarazione di intenti. La domanda è: ci sosterrai?

Perché per avanzare verso la realizzazione di MobiliZon e prolungare tutti i nostri progetti, non ci sono segreti: abbiamo bisogno di donazioni. Donazioni che, lo ricordiamo, rimangono fiscalmente deducibili (per i contribuenti francesi) .

Per la nostra campagna di donazioni quest’anno, abbiamo scelto di non utilizzare strumenti invasivi per motivarti (come la barra delle donazioni che vogliamo vedere riempirsi). Abbiamo voluto rimanere sobri ma potrebbe anche non essere  una grande festa: potremmo avere problemi ad aggiungere MobiliZon nel nostro budget 2019 …

Quindi, se MobiliZon ti fa sognare tanto quanto noi, e se puoi, prendi in considerazione la possibilità di sostenere Framasoft .

Fai una donazione per sostenere i progetti di Framasoft

Framatube: aiutaci a rompere l’egemonia di YouTube

Da Framablog traduco  questo articolo che presenta una proposta per costruire un’alternativa, nel metodo e nella tecnologia, a YouTube. Se non è una rivoluzione, è un cammino verso il cambiamento.
Sono contento di accompagnare Framasoft in questo cammino, anche con il mio piccolo contributo finanziario.
La traduzione è un invito a tutti i sostenitori del software libero a camminare insieme verso quella che a Framasoft hanno chiamato Contributopia. Qualche informazione (in italiano) sulle attività di Framasoft.

Buon cammino e buona lettura 🙂

 

Questa è una rivoluzione. OK, l’espressione ci è stata confiscata da un famoso venditore di mele, ma in questo caso, è l’espressione adatta. E se insieme ci potessimo liberare dall’egemonia di YouTube trasformando il modo di vedere e diffondere i video?
A Framasoft, crediamo che sia possibile … ma non accadrà senza di voi.

YouTube è un orco che costa caro

YouTube è in primo luogo un simbolo. Quello delle piattaforme (Dailymotion, Vimeo, Facebook Film …) che centralizzano le nostre creazioni video per offrire i nostri dati e il tempo disponibile del nostro cervello alle multinazionali che hanno pagato questi siti di hosting.

Certo bisogna dire che attirare i nostri video e le nostre attenzioni costa terribilmente caro a questi orchi del web. I file video pesano molto e loro quindi hanno bisogno di finanziare continuamente l’aggiunta di hard disk neile loro server farm. Senza contare che, visto che questi video sono centralizzati e quindi inviati dalle stesse macchine , hanno bisogno di aumentare la dimensione e la velocità del canale che trasporta questo flusso di dati, il che, ancora una volta, si traduce in termini di denaro, o meglio di (spazio disco?).

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Tecnicamente e finanziariamente, centralizzare i video è probabilmente il metodo meno efficace, degno dell’epoca del Minitel. Se, invece, il tuo obiettivo è quello di diventare l’unico canale televisivo del Minitel 2.0 (quindi di un’Internet governata dalle piattaforme) … Se il tuo obiettivo è quello di avere il potere di influenzare i contenuti e le abitudini del mondo intero … e se il tuo obiettivo è quello di raccogliere informazioni preziose sui nostri interessi, le nostre creazioni e i nostri scambi … ecco allora diventa decisamente redditizio!

Nelle nostre vite, YouTube è salito al livello di Facebook: un male necessario, un sito che si ama odiare, un servizio ” di cui mi piacerebbe fare a meno, ma …”. Tanto che, se solo degli ” Unicorni ” (delle aziende miliardarie) possono permettersi il successo di tali piattaforme, molti altri cercano di imitare il loro funzionamento , perfino nel mondo del software libero. Come se noi non riuscissimo più nemmeno a immaginare come fare in modo diverso …

Non voglio che voi lo spingiate o lo scuotiate [il tiranno], ma solo che non lo sosteniate più e lo vedrete, come un grande colosso a cui hanno sottratto il suo piedistallo, affondare sotto il suo stesso peso e rompersi.
Etienne La Boétie, Discorso sulla servitù volontaria, 1574

Riappropriamoci dei mezzi di diffusione

Avremmo potuto proporvi un Framatube che centralizza i video liberi e dei sostenitori del software libero sui nostri server, basati su dei software liberi come Mediadrop , Mediagoblin o MediaSPIP , che sono molto efficaci quando si tratta di ospitare la propria videoteca personale. Ma in caso di successo, e quindi di fronte a un gran numero di video e di visualizzazioni, noi avremmo dovuto pagarne il caro prezzo: ora (abbiamo fatto dei calcoli) siamo 350.000 volte più poveri di Google-Alphabet a cui appartiene YouTube. Noi non vogliamo usare i loro metodi, e questo è un bene: non ne abbiamo i mezzi.

Il software libero ha invece la capacità di pensare fuori da questo Google-way-of-life. L’interesse principale di Google, il suo capitale, sono i nostri dati. Questo è precisamente quello che gli impedisce di utilizzare soluzioni differenti e innovative. Una vera innovazione sarebbe quella di utilizzare, per esempio, tecniche di diffusione vecchie quasi quanto Internet e che sono state già sperimentate: la federazione deglii host e il peer-to-peer, per esempio.

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Con le federazioni, l’unione fa la forza, e la forza è con noi!

La federazione è nota grazie alle email (e ne abbiamo parlato presentando Mastodon l’alternativa libera a Twitter ). Il fatto che l’e-mail di Camille sia gestita dalla sua azienda e che la casella di posta di Dominique sia fornita dalla sua università non impedisce loro di comunicare, al contrario!

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La visualizzazione in peer to peer, per distribuire meglio i flussi nella rete
(promessa: non sporca.)

Il peer-to-peer, lo conosciamo attraverso eMule, i Torrent o più recentemente Pop-corn Time: è quando il computer di ogni persona che riceve un file (come ad esempio il video che viene visualizzato da un player sul tuo schermo) lo invia allo stesso tempo ad altre persone. Questo permette semplicemente di distribuire il flusso delle informazioni e di alleggerire il traffico in rete.

Con PeerTube, liberiamoci dalle catene di YouTube

PeerTube è un software libero che rende più democratico l’hosting dei video con la creazione di una rete di host, in cui la visualizzazione dei video è condivisa in diretta tra gli utenti, in peer to peer. Il suo sviluppatore, Chocobozzz , ci lavora gratuitamente da due anni nel suo tempo libero.

A Framasoft durante la campagna Dégooglisons Internet, ci siamo spesso scervellati sul modo migliore per creare un’alternativa a YouTube, che liberasse allo stesso tempo gli internauti, i realizzatori di video e gli host, senza penalizzare il comfort di ciascuno. Quando abbiamo avuto notizia di PeerTube siamo rimasti stupiti: il suo progetto, anche se ancora in fase di sviluppo, lascia intravedere un software che potrebbe cambiare tutto.

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Noi, ad un certo punto, avremo bisogno di contributi per la progettazione di PeerTube.

Allo spettatore, andare su uno degli hosting di PeerTube  permetterà di vedere e interagire con i video di questo host, ma anche di tutti gli “host amici” (principio di federazione). Un realizzatore di video avrà la libertà di scegliere tra diversi tipi di hosting, ognuno con i suoi interessi, le sue condizioni generali,, le sue regole di moderazione o di monetizzazione. Una donna che gestisca un host (un giorno vicino si dirà forse una PeerTuber?) non avrà bisogno di ospitare tutti i video del mondo per attirare un vasto pubblico, e non avrà più paura che un video visto massicciamente possa far crollare il suo server.

Dal mese di ottobre 2017, abbiamo accolto Chocobozzz nella squadra dei nostri dipendenti per finanziare il suo tempo di lavoro sul software PeerTube e accelerare il suo sviluppo accompagnandolo come meglio possiamo . L’obiettivo? Rilasciare una versione beta di PeerTube (utilizzabile pubblicamente) nel marzo 2018, come parte della nostra campagna Contributopia .

I primi modi di contribuire a PeerTube

Chiaramente PeerTube non sarà (non subito) così bello, funzionale e fornito come YouTube del 2017 (che utilizza da 10 anni i mezzi di Google, una delle aziende più ricche del mondo). Ma le caratteristiche, presenti o già previste, fanno venire l’acquolina in bocca … e per saperne di più, si possono già fare tutte le domande su PeerTube nel nostro forum . Queste domande ci aiuteranno a capire meglio le tue aspettative su un progetto del genere, e di pubblicare prossimamente una FAQ su questo blog.

Un altro modo per contribuire da subito a questo progetto, è con il tuo denaro, attraverso una donazione a Framasoft che inoltre è sempre defiscalizzabile al 66% per i contribuenti francesi (così una donazione di 100 € costa, dopo le imposte 34 €). E inoltre, è un modo per devolvere una piccola parte dei tuoi contributi pubblici a questi beni comuni che sono i software liberi, di cui PeerTube è un esempio.

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Non è il software che è libero, sei tu, siamo noi!

Perché, anche se il software libero viene distribuito gratuitamente, non è gratuito: è generalmente finanziato alla fonte. Qui ti offriamo un’esperienza di crowdfunding molto interessante. Non si tratta di fare un crowdfunding in modalità “Se paghi a sufficienza, allora si fa”. “Abbiamo già assunto Chocobozzz, e porteremo PeerTube almeno fino alla sua versione beta.

Sapendo questo, e se credi veramente in questo progetto così come  ci crediamo noi, vuoi partecipare a questo sforzo, che è anche uno sforzo finanziario?

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Lo stato delle donazioni al momento in cui pubblichiamo questo articolo.

Cerchiamo di essere trasparenti: Framasoft vive solo per mezzo delle vostre donazioni, e attualmente ci mancano 90.000 euro per far quadrare il nostro bilancio per il 2018. Noi lo esporremo sul sito presentando il progetto PeerTube: di questa somma, circa 30.000 € saranno utilizzati per coprire i costi relativi allo sviluppo di PeerTube , 30.000 € per mantenere e migliorare i 32 servizi di Dégooglisons Internet e 30.000 € per realizzare gli impegni del primo anno di Contributopia .

Naturalmente, tutto questo non è così netto e definito: se non riusciamo a raggiungere questo obiettivo, ci limiteremo a rivedere al ribasso tutte le nostre attività (e a preoccuparci seriamente nel 2018). Tuttavia, non vogliamo essere allarmisti, perché abbiamo fiducia in voi. Sappiamo che è possibile contribuire, insieme, a realizzare i mondi e i progetti di Contributopia .

 

Per approfondire