Ma che cos’è uno strumento educativo digitale responsabile?

Riprendo e traduco questo articolo di Emmanuel Zimmert in cui l’autore espone i principi su cui si basa La Digitale un progetto che sviluppa e distribuisce gratuitamente una raccolta di strumenti digitali e applicazioni libere e responsabili da utilizzare soprattutto nell’insegnamento/apprendimento in presenza e a distanza.

Ecco come vengono presentati gli obiettivi di La Digitale nella home page del sito:

  1. progetta e sviluppa strumenti e applicazioni digitali liberi e responsabili per insegnanti;
  2. accresce la consapevolezza delle buone pratiche e della sobrietà digitale in ambito educativo ;
  3. difende una tecnologia digitale educativa virtuosa e inclusiva lontana dalle grandi aziende guidate dalla corsa al profitto e dalla raccolta e vendita di dati.

Viste le premesse, penso che valga la pena provare gli strumenti liberi che Emmanuel Zimmert ha sviluppato e messo a disposizione gratuitamente.

Gli strumenti sviluppati da La Digitale

Qui sotto trovate la traduzione italiana del suo articolo che è distribuito con licenza Creative Commons BY-NC-SA.

A questo link potete ascoltare la lettura dell’articolo: https://funkwhale.it/library/tracks/1785/

Buona lettura e buon ascolto 🙂

Ma che cos’è uno strumento educativo digitale responsabile?

Prima di proporre alcune caratteristiche di uno strumento educativo digitale responsabile, è innanzitutto necessario ricordare quali sono i mezzi utilizzati dalle aziende di tecnologia educativa e digitale in generale per monetizzare i propri prodotti. 

  • Il modello a pagamento: l’applicazione o il servizio è disponibile dopo il pagamento (una tantum o ricorrente). 
  • Il modello freemium: l’applicazione o il servizio possono essere utilizzati gratuitamente con funzionalità o possibilità di creazione limitate. Tutte le funzionalità vengono sbloccate dopo il pagamento. Questo è un modello comunemente utilizzato dalle società edtech, in quanto consente agli utenti di avere un’idea del prodotto (e potenzialmente di creare una dipendenza) prima di passare alla cassa.
  • Il modello gratuito: è anche un modello comune, soprattutto tra i GAFAM. Tutte le funzionalità sono immediatamente disponibili gratuitamente. Il potenziale di monetizzazione, spesso sconosciuto agli utenti, sta altrove: nei dati che queste aziende potranno raccogliere, utilizzare, mixare, rivendere per generare pubblicità mirata, per stabilire abitudini di consumo, ecc.

Bisogna sempre tenere presente che l’obiettivo rimane principalmente commerciale: si tratta ovviamente di offrire contenuti e servizi di qualità, ma si tratta soprattutto e prima di tutto di vendere, con strategie di marketing più o meno eleganti.

Alcune caratteristiche di uno strumento educativo digitale responsabile

Per La Digitale , uno strumento educativo digitale responsabile è …

  • uno strumento con un modello economico chiaro e trasparente;
  • uno strumento senza pubblicità;
  • uno strumento con codice sorgente aperto e conforme ai valori del software libero;
  • uno strumento che pone la rilevanza educativa al centro della sua progettazione;
  • uno strumento di facile accesso (può essere utilizzato senza dover creare un account o con la creazione di un account senza un indirizzo email);
  • uno strumento che non raccoglie dati personali (o che indica molto chiaramente quali dati vengono utilizzati e per quale scopo);
  • uno strumento che non raccoglie dati statistici (o che utilizza strumenti gratuiti e self-hosted per farlo);
  • uno strumento che ottimizza (compressione delle immagini, ecc.) o limita l’uso dei media (il video è ancora il modo più efficace per presentare un concetto, una nozione?);
  • uno strumento con funzionalità mirate che non cerca di fare tutto, ma al contrario di fare una cosa e di farla bene;
  • uno strumento che non mostra un numero eccessivo di notifiche e che non è invadente;
  • uno strumento che è oggetto di una progettazione, concezione e sviluppo etico: caricamento rapido, codice ottimizzato, scelta delle tecnologie pertinenti, ecc. Su questo argomento, GreenIT.fr, con il supporto di oltre 50 collaboratori che sono membri del collettivo Conception Numérique Responsable, ha realizzato un manuale di 115 buone pratiche di web design ecocompatibile.

Uno strumento digitale responsabile considera anche l’utente responsabile e lo aiuta a implementare buone pratiche.

È sempre necessario essere inondati di notifiche per farci sapere in un flusso continuo cosa sta succedendo online, quello che qualcuno ha fatto o commentato, ecc.? Ovviamente si tratta di catturare il famoso tempo cerebrale disponibile.

È sempre necessario che il nostro telefono, questo caro amico, ci dica (ci detti?) cosa fare, dove andare in ogni momento? Non lo trovi “infantilizzante”? Stiamo ancora usando la nostra buona vecchia memoria umana?

Esempio di responsabilità e buona pratica: quando crei un nuovo contenuto con uno strumento La Digitale, è necessario recuperare e archiviare il collegamento a questo contenuto, perché non c’è altro modo per riottenere l’accesso a questo contenuto. Ciò richiede quindi organizzazione: il collegamento può essere aggiunto in una presentazione, nella cartella del corso o in un file di testo, ecc.

La discussione continua.

… 

Quello che Framasoft vuole fare insieme a te nel 2021. Quinta e ultima puntata

Ecco la quinta puntata della traduzione di Ce que Framasoft aimerait faire en 2021 grâce à vos dons. La traduzione di questo articolo è distribuita con licenza Creative Commons By-SA 4.0.

La quinta puntata della versione in podcast si può ascoltare qui: https://funkwhale.it/library/tracks/1145/

Contribuire all’emancipazione digitale degli utenti di Internet (continua)

Un primo passo verso il progetto cloud di Framasoft

Un anno fa vi abbiamo parlato del nostro progetto “Framasoft cloud, un servizio basato sul software Nextcloud che fornisce un facile accesso a una moltitudine di strumenti di collaborazione. Nel frattempo il mondo è cambiato e anche la nostra riflessione su questo progetto si è evoluta.

La crisi del COVID19 ha infatti imposto a gran parte della popolazione dei nuovi utilizzi del digitale in modo brutale e senza accompagnamento. Mentre passiamo sempre più tempo a “lavorare / collaborare / cooperare / scambiare / produrre” davanti a uno schermo, la maggior parte di noi non è molto a suo agio con queste pratiche digitali.  

Nextcloud resta un software libero in grado di soddisfare queste esigenze, soprattutto per un pubblico (associazioni, collettivi, ecc.) alla ricerca dell’emancipazione digitale. Nel 2021, vogliamo dedicare tempo ed energie alla creazione di strumenti per aumentare la consapevolezza e la comprensione di che cos’è (e cosa non è) Nextcloud, di quello che ci possiamo fare e come … per aumentare le tue capacità di organizzazione e collaborazione.

Illustrazione di David Revoy – Licenza: CC-By 4.0

Dedicare tempo del nostro cervello al progetto dell’Università Popolare UPLOAD

Questo progetto di una Università Popolare del Libero Aperta(Ouverte), Accessibile e Decentralizzata (UPLOAD) è stato immaginato durante la campagna di Contributopia, nell’ottobre 2017. Nel 2021 saremo ancora lontani dalla realizzazione di questo progetto, ma vogliamo iniziare a definirlo più concretamente.

L’obiettivo sarebbe quello di fornire agli utenti di Internet uno spazio che permetta loro di accedere a una grande quantità di conoscenze di cui si possono riappropriare (quindi con dei contenuti necessariamente con licenza libera) e che possono essere adattate a molti usi dell’educazione popolare e dell‘empowerment. .

C’è anche da pensare a come facilitare la vita dei mediatori e delle mediatrici in modo che l’appropriazione di questi contenuti possa essere animata, online e durante gli incontri in presenza.

Per pensare allo strumento più adatto a questo scopo e al contributo che potremmo umilmente dare in questo ambito, dove tante belle iniziative non hanno aspettato noi per partire, Framasoft si dà un anno per fare un’analisi di quello che già esiste sull’argomento, per sviluppare la nostra riflessione sulla forma che potrebbe assumere questo dispositivo per essere il più efficace.

Illustrazione di David Revoy – Licenza: CC-By 4.0

Un anno per ritrovarci

Siamo onesti: noi stessi, leggendo questo enorme elenco, ci chiediamo come fare tutto. Ma a ben vedere, la maggior parte di queste azioni sono o la prosecuzione di progetti e partnership che abbiamo già avviato o le prime tracce per realizzare delle idee che già volevamo fare.  

Il 2020 è stato per noi (e possiamo immaginare che sia stato per tutti uguale) un anno speciale, in cui le priorità sono state stravolte, in cui ci siamo un po’ persi, in cui siamo stati sommersi .

Se dovessimo descrivere in una parola come immaginiamo il 2021 oggi quella parola sarebbe “ritrovarci”. Ritrovare le nostre tracce, ritrovarci fisicamente, ritrovarci attraverso le nostre azioni. Perché quello che non abbiamo mai perso è il senso di quello che facciamo, per voi e insieme a voi.  

Nel 2021, è verso questo significato dato alle nostre azioni, verso questi valori di emancipazione digitale, decentralizzazione dei poteri ed educazione popolare che vogliamo guidare la nostra barca.

Framasoft vive solo grazie alle tue donazioni, speriamo che vorrai seguirci e sostenerci ancora una volta in questa direzione.

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Quello che Framasoft vuole fare insieme a te nel 2021. Quarta puntata

Ecco la quarta puntata della traduzione di Ce que Framasoft aimerait faire en 2021 grâce à vos dons. La traduzione di questo articolo è distribuita con licenza Creative Commons By-SA 4.0.

La quarta puntata della versione in podcast si può ascoltare qui: https://funkwhale.it/library/tracks/1144/

Contribuire all’emancipazione digitale degli utenti di Internet

Non possiamo elencare qui tutte le azioni di educazione popolare a cui contribuiremo nel 2021.

Da un lato, perché alcune di queste azioni saranno ancora nella fase della riflessione e far funzionare l’intelligenza collettiva richiede tempo ed è complesso da pianificare.

Ad esempio, è possibile che nel 2021 assisteremo a un cambio radicale del paradigma e del funzionamento all’interno della casa editrice Framabook o che rifletteremo sui prossimi moduli del MOOC CHATONS … ma questo è ancora da stabilire con i gruppi interessati.

E anche perché un’altra parte di queste azioni si realizzano in base ai bisogni che nascono, alle volontà che si incontrano, ai planning che trovano un momento in comune, ecc. 

Ecco le linee principali che possiamo tracciare oggi e sarà molto divertente confrontare questa bozza con una valutazione più completa delle nostre azioni di educazione popolare alla fine del 2021.

Clicca sull’immagine per riprodurre il video

Ritrovarci, lontano dalle tastiere, questo ci manca! 

Ci auguriamo che nel 2021 le condizioni igienico-sanitarie ci consentano di riprendere i nostri interventi, workshop, convegni o tavole rotonde negli incontri in presenza. Certo, la salute viene prima di tutto! Il rispetto della nostra e della vostra salute sarà per noi una condizione essenziale prima di accettare qualsiasi intervento

Detto questo, rimaniamo fiduciosi che tutto questo sarà possibile perché … ci mancate! Per noi è fondamentale incontrare regolarmente pubblici diversi per condividere le nostre osservazioni sull’egemonia dei giganti del web e sul mondo che ci stanno preparando le imprese del Capitalismo di Sorveglianza. 

Nel frattempo continueremo i nostri interventi online, tanto vale dirvi che ne sono già previsti alcuni per la prima metà del 2021! 

Promuovere le Metacarte sul digitale etico

Se (a causa della pandemia) il progetto ha avuto dei ritardi, le Metacarte sul digitale etico sono attualmente in fase di test con diverse comunità, anche in un workshop tenuto il 18 dicembre 2020.

Questo strumento destinato ai mediatori digitali in modo che possano facilmente sensibilizzare alle sfide delle tecnologie digitali e proporre alternative che rispettino gli utenti di Internet dovrebbe quindi vedere la luce nel corso del 2021.

Framasoft continuerà a sostenere questa bella iniziativa che non vediamo l’ora di veder nascere nel 2021! Per aiutare la produzione, noi (tra gli altri) abbiamo già ordinato delle copie del gioco e speriamo di essere in grado di distribuire questo essenziale dispositivo di animazione a mediatori e mediatrici sia volontari che professionisti. 

Il piano di lavoro per i prossimi mesi delle Metacarte sul digitale etico

Descrivere il Fediverso, in una tesi o in un disegno

Quando parliamo ad esempio di PeerTube o Mobilizon, possiamo vedere che i concetti di “software federato”, “istanze” e di federazione sono complessi da affrontare. Va detto che, negli ultimi vent’anni, le multinazionali digitali hanno ridotto il web a “un sito = una piattaforma = un servizio”, suggerendo alla maggioranza degli utenti di Internet che non ci sarebbero delle alternative.      

Nel 2021, vorremmo quindi lavorare per rendere questi concetti più accessibili a tutti. Ad esempio, abbiamo chiesto all’associazione LILA (che ha prodotto per noi il video animato What Is PeerTube?) di riprendere il lavoro per creare alcuni brevi video che spiegassero i concetti chiave

Parallelamente, stiamo contribuendo al finanziamento di una tesi di dottorato dal titolo « Configurations techno-éthiques pour les médias sociaux décentralisés et fédérés» avviata all’UTC nell’ottobre 2020 da Audrey Guélou. 

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Quello che Framasoft vuole fare insieme a te nel 2021. Terza puntata

Ecco la terza puntata della traduzione di Ce que Framasoft aimerait faire en 2021 grâce à vos dons. La traduzione di questo articolo è distribuita con licenza Creative Commons By-SA 4.0.

La terza puntata della versione in podcast si può ascoltare qui: https://funkwhale.it/library/tracks/1142/

Decentrare per non concentrare i poteri

I giganti del web sono un pugno di imprese che sono riuscite a farci passare più tempo possibile davanti ai nostri schermi, per decidere meglio cosa vi verrà visualizzato.

Più persone usano i loro strumenti, più potere hanno, più complicato è per ognuno di noi usare strumenti alternativi.

Lo vediamo anche al nostro livello (enorme per una piccola associazione ai sensi della legge 1901 , ma ridicolmente piccolo rispetto a Google, per esempio). Più uno dei nostri servizi viene utilizzato, più attrae usi problematici (moderazione, spam) e più questo pone problemi di squilibrio (e tanti casi di coscienza per il nostro team quando dobbiamo prendere delle decisioni!). 

La soluzione a questo problema è di offrire un numero sempre maggiore di hosting con servizi differenti. È una verità che dovremo sostenere per diversi anni: degooglizzarsi è bene, è già enorme, ma non basta. Questo è solo il primo passo per decentralizzare i propri usi digitali. 

Illustrazione di David Revoy – Licenza: CC-By 4.0

Offrire alternative a determinati servizi Framasoft

Framasoft continuerà nel 2021 a trasformare alcuni dei suoi servizi in portali verso questi stessi strumenti, ma installati presso altri provider di fiducia, molto spesso membri del collettivo CHATONS. Questo è già il caso dei servizi che abbiamo chiuso nel 2020: Framabee, Framanews e Framastory. 

Ecco, per esempio, la pagina delle alternative a Framanews.

 

A breve chiuderemo i servizi Framapic, Framavectoriel, Framaclic, MyFrama e la vecchia versione di Framindmap, per sostituirli con una pagina “Alternatives, simile a quella qui sopra. A metà del 2021, sarà il turno dei servizi Framasite, Framawiki, Framaboard, Framanotes, Framabin, Framabag e Framacalc di presentare delle alternative, come abbiamo spiegato in questo articolo.

Inoltre, durante l’anno limiteremo l’uso di alcuni servizi. Pertanto, presto non sarà più possibile abbreviare nuovi link tramite Frama.link, ma gli URL già abbreviati continueranno a funzionare. Chiuderemo anche le registrazioni su Framasphère e Framapiaf (ma se hai già un account, non cambierà nulla per te).

Invece, contrariamente a quanto indicato nel nostro calendario delle chiusure, non crediamo che quest’anno limiteremo il servizio Framalistes. Le alternative (anche sotto altri software liberi) sono rare, ed è un servizio tanto più utilizzato in tempi di distanziamento sociale. Abbiamo deciso di non limitare questo servizio mentre troviamo una soluzione sostenibile.

Più in generale, all’inizio del 2021, ripenseremo ai nostri piani per “deframasoftizzare Internet. Senza mettere in discussione l’approccio, sono passati più di due anni da quando abbiamo iniziato a immaginare questo calendario. Da allora, il mondo è cambiato molto, anche il panorama del software libero: è ora di fare un piccolo aggiornamento!  

Illustrazione di David Revoy – Licenza: CC-By 4.0

Sostenere gli CHATONS, il collettivo di host alternativi trasparenti, aperti, neutrali e solidali

Nel 2021, vogliamo anche continuare a investire nel coordinamento del collettivo di fornitori di host alternativi CHATONS .

Il numero delle strutture associate al collettivo cresce ogni anno e cresce il numero di servizi alternativi che queste strutture offrono. Questo è il motivo per cui il collettivo prevede nel 2021 di rivedere il proprio sito Web in modo da poter trovare ancora più facilmente il servizio o la struttura che meglio soddisfa le tue esigenze.

I lavori per ridisegnare “la litière”, il wiki del collettivo , sono attualmente in corso e dovrebbero presto dare accesso a tutta la documentazione prodotta dal collettivo.

CHATONS prevede infine di dotarsi di una nuova interfaccia che permetterà a tutti gli utenti di Internet di conoscere le attività realizzate dalle 76 strutture che lo compongono.

Una cesta piena di CHATONS (gattini) perché sappiamo che vi piacciono

Contribuire agli strumenti digitali degli altri

È sempre molto piacevole contribuire a progetti realizzati da altre strutture. Nel 2021 continueremo a sostenere lo sviluppo di strumenti proposti da altre strutture e a cui abbiamo già contribuito.

Te lo abbiamo presentato nel 2019, Bénévalibre è un software gratuito che ti permette di contare le ore di volontariato all’interno di un’associazione. Se la logica di ” contabilizzare tutto ” non fa veramente parte dei nostri valori, ci sembra comunque evidente che una tale esigenza non debba dipendere da software proprietari.  

Questo è anche il motivo per cui gli amici del gruppo LibreAssociation de l’April hanno guidato questo sviluppo e noi li abbiamo sostenuti. Dal momento che la versione 1 di Bénévalibre risale al settembre 2019, ora l’esperienza e l’utilizzo del software permettono di stabilire come contribuirvi e migliorarlo nel 2021.

L’associazione Resistance to Advertising Aggression lavora sul ruolo della pubblicità nella nostra società: non è il luogo dove ci immagineremmo di trovare degli sviluppatori che creano un software. Invece, RAP aveva bisogno di un software per utilizzare petizioni online, quindi l’hanno sviluppato!  

C’è un grande bisogno di liberare gli strumenti delle petizioni dai meccanismi del capitalismo di sorveglianza. Nel 2021 il nostro sostegno al software Pytitions sarà logistico, ma anche finanziario, nella speranza di farlo avanzare più velocemente verso una versione per il pubblico.

Illustrazione di David Revoy – Licenza: CC-By 4.0

FINE TERZA PUNTATA

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Quello che Framasoft vuole fare insieme a te nel 2021. Seconda puntata

Ecco la seconda puntata della traduzione di Ce que Framasoft aimerait faire en 2021 grâce à vos dons. La traduzione di questo articolo è distribuita con licenza Creative Commons By-SA 4.0.

La seconda puntata della versione in podcast si può ascoltare qui: https://funkwhale.it/library/tracks/1141/

Prenderci più tempo per sviluppare degli strumenti etici (continua)

Consolidare PeerTube verso la sua versione 4

Come ti abbiamo detto in più occasioni, abbiamo in programma di rilasciare la versione 3 di PeerTube che incorpora lo streaming video live e peer-to-peer nel gennaio 2021. Tuttavia, questo “live” sarà inizialmente minimalista (nessuno strumento di chat, niente commenti ecc.) E sarà sicuramente necessario svilupparlo, aggiungere strumenti. Stiamo quindi valutando gli aggiornamenti in base ai tuoi feedback, sia per quanto riguarda l’interfaccia sia per questa funzionalità principale.  

Illustrazione di David Revoy – Licenza: CC-By 4.0

Nel 2020, la nostra designer associata, Marie-Cécile Godwin, ha condotto diverse interviste con video maker, amministratori di istanze e utenti di Internet che desideravano guardare video in posti diversi dalle piattaforme dei giganti del web. Queste interviste hanno confermato le nostre impressioni: imbattersi in un software federato (PeerTube) quando ti aspetti di trovare una piattaforma video (“alla YouTube”), è fonte di confusione!    

Google e i suoi colleghi di ufficio ci hanno abituati male ed è difficile per gli internauti comprendere i principi del web decentralizzato e della federazione… Nel 2021 vorremmo quindi riuscire a facilitare questa comprensione.

Stiamo valutando diverse modifiche significative all’interfaccia, ad esempio inserendo elementi informativi. Vorremmo che gli utenti di Internet che visitano ExampleTube siano in grado di vedere facilmente se un particolare video è ospitato da ExampleTube o se si trova sugli hard disk di un’istanza federata con ExampleTube. Essere in grado di identificare la provenienza di un video a colpo d’occhio può cambiare tutto, sia per lo spettatore, il video maker o l’amministratore che ospita l’istanza.

Vorremmo anche migliorare la possibilità di ricercare dei contenuti ospitati da un’istanza, sia che si tratti di video o di canali. Il nostro motore di ricerca SepiaSearch è uno strumento meraviglioso per trovare video, ma devi sapere cosa stai cercando.

Per le persone che vogliono solo navigare, al momento c’è solo questa pagina JoinPeertube che offre una selezione di video, canali e istanze. Vorremmo quindi creare uno strumento per gli amministratori ad esempio per mettere in evidenza o addirittura consigliare determinati contenuti. Potremmo anche consentire ai video maker di personalizzare ulteriormente i loro canali PeerTube mettendo in evidenza un video, riorganizzando le loro playlist, aggiungendo un banner o raccomandando altri canali.

Clicca per scoprire SepiaSearch

Sviluppare il Mobilizon che ti servirà

Pubblicando la prima versione di Mobilizon alla fine di ottobre, abbiamo dimostrato che ora è possibile per chi vuole riunirsi, mobilitarsi e organizzarsi, utilizzare uno strumento libero e federato. Non vediamo l’ora di migliorare Mobilizon nel 2021.

Vorremmo, ad esempio, tenere conto di diversi feedback che ci sono stati forniti nelle ultime settimane, predisponendo un sistema per vedere facilmente l’attività di un evento a cui ci siamo iscritti, o i nuovi contenuti pubblicati nel gruppi a cui partecipiamo.

Ma non vogliamo inondarti di notifiche o offrirti una pallida copia del feed di news offerto da Facebook e altri. Sarebbe totalmente contrario allo spirito di sobrietà attenzionale che abbiamo voluto per questo strumento. Ci prenderemo quindi il tempo necessario per immaginare il sistema più adatto e per questo stiamo continuando a lavorare con Marie-Cécile Godwin perché ci sembra che ci troviamo di fronte a una complessità di progettazione più che a un problema di codice.

Illustrazione di David Revoy – Licenza: CC-By 4.0

Stiamo anche pensando di migliorare la ricercabilità degli eventi. Nel menu “Esplora”, al momento hai la possibilità di cercare eventi in base alla posizione geografica. Ma una visualizzazione su una mappa potrebbe essere un altro modo per rendere visibili gli eventi che si svolgono vicino a te.

Molti di voi ci hanno detto di non comprendere cosa sia stato selezionato nella sezione ” Eventi in primo piano ” o nella sezione ” Questi eventi potrebbero interessarvi ” che è visualizzata in fondo alle pagine degli eventi. Cercheremo quindi di rendere più comprensibili i criteri di queste selezioni (titolo, tag, data, luogo, ecc.).    

Infine, abbiamo in programma di creare uno spazio dedicato ai diversi contributi su JoinMobilizon (feedback, domande, traduzioni, codice, aiuto per l’installazione, ecc.). Potremo così conoscere i vostri desideri riguardo a questo strumento e sicuramente aggiungere delle funzioni a cui non abbiamo ancora pensato.

Illustrazione di David Revoy – Licenza: CC-By 4.0

FINE SECONDA PUNTATA

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Quello che Framasoft vuole fare insieme a te nel 2021. Prima puntata

Sono proprio contento di poter aggiungere che la traduzione dell’articolo nella sua interezza è stata pubblicata anche da Framablog, la si può leggere qui: https://s.devol.it/frama_2021_ita

Per iniziare bene l’anno ho tradotto da Framablog il post Ce que Framasoft aimerait faire en 2021 grâce à vos dons. Vista la lunghezza del testo ho pensato di pubblicarlo a puntate, accompagnato anche da una versione in podcast, potete ascoltare qui la prima puntata: https://funkwhale.it/library/tracks/1137/.

La traduzione di questo articolo è distribuita con licenza Creative Commons By-SA 4.0.

Un ringraziamento a Framasoft per tutto il lavoro di questi anni (qualche effetto si vede anche da questa parte delle Alpi) e anche agli amici di Devol, per i loro servizi liberi e decentralizzati.

Per l’anno 2021, Framasoft ha ancora molti desideri (quelli non ci mancano mai !): educazione digitale popolare, sviluppo del software che manteniamo e azioni per partecipare alla decentralizzazione del web. 

Qui ti presentiamo le principali azioni che prevediamo di intraprendere il prossimo anno. Tuttavia, se il 2020 ci ha confermato qualcosa, è che nulla può essere dato per scontato, che tutto può essere capovolto. Perciò questa non è una Roadmap (tabella di marcia) incisa nel marmo, ma una fotografia della nostra to do list (o ” lista delle cose da fare “) per il 2021.  

Ecco quindi quello che abbiamo in programma di fare il prossimo anno, se il mondo non ci fa rivedere i nostri piani a metà anno, e se ce la facciamo. Speriamo che ci darai i mezzi per realizzarli unendoti ai nostri donatori e alle nostre donatrici.

 Prenderci più tempo per sviluppare degli strumenti etici

Nel 2021 Framasoft continuerà ovviamente a lavorare sui software che l’associazione sta sviluppando da diversi anni. Tuttavia, per quest’anno non abbiamo in programma una raccolta di fondi dedicata per nessuno di questi software.

Infatti, se condurre una campagna di raccolta fondi consente di pubblicizzare un’iniziativa finanziandola, spesso è anche l’inizio di uno sprint per sviluppare le funzionalità chiave nei tempi annunciati.

Quest’anno vogliamo lavorare su dei miglioramenti, degli strumenti di appropriazione, caratteristiche che potrebbero essere meno attraenti ma altrettanto importanti . Vogliamo anche prenderci il tempo per adattarci meglio ai tuoi feedback e ai tuoi bisogni.

Illustrazione di David Revoy – Licenza: CC-By 4.0

Trovare una comunità per (il software) Framaforms

Théo trascorrerà ancora qualche mese con noi nel 2021 per continuare il lavoro già a buon punto sul software che fa funzionare Framaforms: risoluzione dei bug e aggiunta delle funzionalità richieste dagli utenti. Tutti questi miglioramenti renderanno Framaforms molto più facile da usare e amministrare. 

La missione di Theo è creare una comunità di contributori attorno a questo software inmodo che il suo sviluppo non si basi esclusivamente sulla nostra piccola associazione. Nei prossimi mesi verrà lanciato un sito web di presentazione.

Ci auguriamo vivamente che altri si interessino a questa soluzione e continuino a farla vivere e a svilupparla, perché Framaforms è uno dei nostri servizi più utilizzati. Il bisogno di moduli liberati dalle grinfie di Google è grande, il software libero ha argomenti forti in questo settore e lo sforzo dello sviluppo non può pesare esclusivamente sulle spalle della nostra associazione.

Animazione creata da Gee (CC-By-SA) nel 2016, per l’uscita di Framaforms

Slidewalker, un’alternativa a Slideshare e Scribd

Questa è un’idea che ci stuzzica da alcuni anni … Creare un software libero in modo che i provider (fornitori di accesso) web possano offrire un servizio per l’hosting e la consultazione di documenti online, un’alternativa a Slideshare o a Scribd.

Slidewalker ti consentirebbe di inviare documenti (non solo presentazioni) in formati aperti o in pdf. Ebbene, per le persone che usano formati chiusi (docx, xlsx, pptx …) troveremo una soluzione per convertirli di passaggio in pdf, eh. Ma se vuoi di meglio, dovrai chiedere a Microsoft di aprire i formati dei suoi file proprietari! 

Una volta salvati, questi file potrebbero essere descritti, visualizzati, integrati in una pagina web, aperti ai commenti (oppure no, eh, non è obbligatorio!). Immaginiamo anche le funzionalità dei gruppi, delle citazioni… non sono le idee che mancano. 

Tuttavia, siamo realisti e sappiamo che non le raggiungeremo tutte nel 2021, neanche per la versione 1 di questo progetto. Ad esempio, non abbiamo in programma di creare uno strumento federato su questo! Non sappiamo nemmeno se offriremo un’istanza aperta di questo software. 

Vogliamo uno strumento modesto ed efficiente che faccia il suo lavoro senza fronzoli. Ad oggi lo stiamo solo immaginando, ci vediamo nel 2021 per vedere come si concretizzerà questo desiderio (e se ci riusciremo !). 

Illustrazione di David Revoy – Licenza: CC-By 4.0

FINE PRIMA PUNTATA

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[RÈSOLU] Software libero ed economia solidale

Nel giugno scorso Framabook ha pubblicato una guida all’utilizzo del software libero rivolta soprattutto alle organizzazioni che lavorano nel campo dell’economia sociale e solidale.

Copertina Resolu

L’iniziativa promossa da Framasoft in collaborazione con l’associazione Picasoft (uno dei membri di Chatons) e con CEMÈA , una rete di associazioni attive in campo educativo, vuole accompagnare le associazioni che operano nel campo dell’economia sociale solidale nel percorso non sempre facile verso l’adozione di strumenti digitali liberi che siano coerenti con i valori etici che queste associazioni praticano e promuovono, molto spesso nel loro lavoro queste associazioni utilizzano dei software proprietari che sono in contrasto con i principi a cui esse si ispirano.

Il titolo scelto per la guida è [RÈSOLU] che da una parte è un acronimo che sta per Réseaux Éthiques et Solutions Ouvertes pour Libérer vos Usages (Reti etiche e soluzioni aperte per liberare i tuoi utilizzi), ma dall’altra, significa “Risolto” e scritto tra parentesi quadre è l’espressione che si usa nei forum di discussione quando appunto si è trovata la soluzione ad un problema posto da un utente.

La guida è costituita da una serie di schede informative suddivise in tre sezioni: Collaborare, Comunicare, Organizzare che costituiscono le funzioni fondamentali per l’azione di una struttura associativa, per ciascuno di questi tre ambiti vengono proposte delle soluzioni alternative: software e applicazioni web liberi.

schede Resolu

La guida è distribuita con licenza libera ed è disponibile in francese in formato PDF e cartaceo dal sito di Framabook e in formato web dal sito https://soyezresolu.org/ da cui si possono scaricare le diverse schede anche separatamente.

Per saperne di più si può vedere l’articolo di presentazione di [RÈSOLU] su Framablog:
https://framablog.org/2020/06/27/resolu-un-pas-de-plus-dans-contributopia/

Scheda Etherpad

Dal momento che condivido anch’io il percorso promosso da Framasoft verso una società della contribuzione (Contributopia) ho pensato di dare un piccolo contributo: qui sotto (pulsante Download) potete scaricare in formato PDF la traduzione italiana della prima parte della guida (l’introduzione e una parte della sezione Collaborare dedicata a Etherpad e a Nextcloud) e della pagina conclusiva.

Insomma, a mio parere, una guida molto utile e interessante che sarebbe bello tradurre in modo collaborativo.

Chi fosse interessato a riutilizzare il testo o a continuare la traduzione, può scaricare il file sorgente dell’intera guida (in formato .odt) da questo link: https://s.devol.it/guida_resolu

Buona lettura 🙂

Dopo il lockdown: che cosa farà Framasoft nel 2020

Da Framablog, la traduzione italiana dell’articolo “Ce que Framasoft va faire en 2020, post confinement“. Come Framasoft ha affrontato questo crisi e in che misura cambiano i suoi programmi per quest’anno.

Buona lettura 🙂

 

Un riassunto, per chi non avesse seguito

Stiamo vivendo oggi una pandemia globale che ha fatto sì che le persone siano rimaste confinate a casa loro. Solo che, visto che il mondo non era pronto (e ancor meno il ministero dell’istruzione francese), i servizi di videoconferenza online, le chat di gruppo e i servizi di scrittura collaborativa sono stati travolti.

Framasoft ospita questi servizi, senza nessun tracciamento, molto rispetto per gli utenti di Internet e un sostegno che accompagna con il sorriso e l’umanità per tutto il tempo necessario. Quindi, abbiamo visto l’utilizzo di alcuni servizi moltiplicarsi per 8 (quando l’Italia è entrata in lockdown), e poi per molto, ma molto di più (quando alla fine la Francia l’ha seguita).

L'Education Nationale insegue Framasoft

L’Education Nationale (il ministero dell’istruzione francese) e i servizi liberi di Framasoft. Un’allegoria.

I nostri dipendenti, affiancati dai volontari che fanno vivere l’associazione nel loro tempo libero, hanno abbandonato tutti i progetti in corso per accogliere questo aumento di carico, aiutare nell’utilizzo dei servizi e impedire a Skype, Zoom o Google Meet di sfruttare una pandemia per divorare i dati degli utenti. Siamo riusciti a rispondere solo a una piccola parte delle esigenze digitali di queste persone. Ma per noi è stato come un maremoto.

Lo raccontiamo in dettaglio nei nostri diari del confinamento: abbiamo implementato molte soluzioni. Tecnicamente, ci siamo dati i mezzi: più potenza e macchine, miglioramenti del codice e ottimizzazione delle installazioni … Anche umanamente: più spirito collettivo, più animazione per ottenere più decentralizzazione (distribuzione di Framapad , Framatalk e Framadrop su più provider etici) e più attenzione alle esigenze urgenti (ad esempio offrendo lo strumento di prenotazione di appuntamenti medici RDV-Medicis ).

Tutto ciò è stato fatto con una maggiore riflessione strategica, più comunicazione, più supporto da parte della comunità, quindi più animazione comunitaria … Ma anche maggiore espressione (e diverse penne invitate su questo blog), più informazioni sulle nostre azioni e più istruzione popolare (incluso un grosso dossier su StopCovid ) …

Non vi nascondiamo nulla: anche se ci siamo presi cura di noi, siamo svuotati (e confinati: questi sconvolgimenti nella vita professionale e volontaria dell’associazione sono stati accompagnati da sconvolgimenti nella nostra vita personale, come del resto per tutti …). 

Rivedere i piani del mondo precedente

Nel mondo precedente, non molto tempo fa (anche se sembra), abbiamo annunciato la chiusura programmata di parte dei servizi della campagna Deggooglisons Internet . Avevamo anche preparato una pagina che riassumeva tutte le informazioni e le fonti più dettagliate, nonché un calendario (che annunciava le prime chiusure per il prossimo luglio).

Continueremo in questa direzione, perché abbiamo più che mai bisogno di girare pagina su determinati servizi che richiedono troppe risorse, sono troppo vecchi, ecc. per concentrare le nostre energie sull’essenziale. Inoltre, abbiamo avuto buon fiuto, perché i servizi più utilizzati durante il confinamento fanno parte dell’elenco dei servizi che vogliamo mantenere e le cui strutture abbiamo notevolmente rafforzato (in particolare Framapad e Framatalk).

Entraide.chatons.org , una pagina per trovare molti servizi pratici, etici e decentralizzati.

Inoltre, il collettivo di provider alternativi CHATONS ha davvero dimostrato la sua capacità di decentralizzare gli usi digitali. Pertanto, la creazione della pagina Entraide.chatons.org mostra che è possibile offrire un portale per i servizi senza registrazione, che rimanda in modo casuale a uno dei membri del collettivo. Che si tratti di scrittura collaborativa, di hosting di foto o di file di grandi dimensioni, o di abbreviare un indirizzo web: se desideri un servizio online gratuito, decentralizzato, etico e senza registrazione, non esitare a scegliere i servizi offerti da entraide.chatons.org 

Peertube: un finanziamento passo dopo passo verso la versione 3

Presto preciseremo tutto questo su Framablog, ma fondamentalmente non ce la sentiamo di lanciare un crowdfunding a maggio per finanziare la versione 3 della nostra soluzione di emancipazione dei nostri video da YouTube, quando per molte persone il futuro è incerto.

Abbiamo deciso invece di annunciare una tabella di marcia, in cui pubblicheremo le prossime fasi di sviluppo del software. Questa arriverà fino alla versione 3, che vorremmo rilasciare il prossimo novembre. Ogni fase, che in realtà è un ciclo di sviluppo, durerà da uno a due mesi, presenterà il proprio pacchetto di funzionalità. Senza vendere la pelle dell’orso, dopo i test, pensiamo che sia possibile includere in questa versione 3 la trasmissione di video live e peer-to-peer.

Tra poco, Sepia, il polipo mascotte di PeerTube, potrà vedere dei live. Illustrazione CC-By David Revoy.

 Questa tabella di marcia sarà accompagnata da una raccolta di fondi distribuita per tutto il periodo di sviluppo, da maggio a novembre. Per ogni passaggio, mostreremo il costo e chiederemo una donazione, senza insistere e (come sempre) senza sentirci in colpa. In effetti, indipendentemente dal fatto che le donazioni coprano o meno il costo del passaggio, continueremo questo sviluppo … anche se sarà a carico dei nostri fondi (come abbiamo già fatto per sviluppare la versione 2 ).

A novembre faremo il punto del sostegno che questa raccolta di fondi distribuita ha ottenuto. Ciò ti consentirà di seguire in diretta lo sviluppo di PeerTube. Ma, ancora una volta, siamo fiduciosi nella tua capacità di sostenere questo progetto attualmente utilizzato da molte “Academies” francesi per garantire la continuità didattica. Contiamo su di te per promuovere PeerTube anche fuori dalla nostra “bolla”, in modo che non sia finanziato solo dalla generosità dei francofoni.

Mobilizon sperato, Mobilizon ritardato, ma Mobilizon coccolato

Mobilizon è la nostra risposta alla domanda ” Come possiamo fare perché le marce per il clima non siano più organizzate su Facebook ?” È un software federato (in cui diverse istanze possono sincronizzare le informazioni tra di loro) per pubblicare eventi, presentare e creare un proprio gruppo e organizzarsi insieme.   

Dopo il successo del crowdfunding nella primavera del 2019, abbiamo lavorato e presentato ad ottobre una prima beta con ” solo gli eventi ” e un’altra con gli strumenti per la federazione a dicembre 2019. Pensavamo di aggiungere gli strumenti del gruppo e delle pagine in primavera, per pubblicare Mobilizon a giugno, ma ovviamente siamo in ritardo.  

Crediamo che Mobilizon sarà più importante che mai in questo “mondo del dopo“. A noi sembra essenziale che i cittadini riacquistino la loro indipendenza per quanto riguarda gli strumenti che consentono loro di mobilitarsi, organizzarsi e riunirsi in azioni comuni e concrete.  

Mobilizon federato, illustrazione di  David Revoy (CC-By)

 Pertanto, prevediamo di pubblicare, a giugno, una nuova versione beta che integri tutte le funzionalità fornite dal crowdfunding dello scorso anno (eventi, pagine e gruppi). Lavoreremo quindi, per tutta l’estate, per migliorare il codice in base al feedback delle persone che testeranno gli strumenti per la federazione (ospitando la propria istanza Mobilizon).

Infatti, mentre Mobilizon sta esplorando intere parti del protocollo ActivityPub (il linguaggio comune perché le istanze possano sincronizzare e scambiare le informazioni), ci sembra urgente prenderci il tempo di proporre, testare, porre domande, discutere, modificare e migliorare con un consenso stabile.

Vogliamo impiegare dai tre ai quattro mesi per testare Mobilizon con host volontari, migliorarne la compatibilità e il modo in cui federano le informazioni per rilasciare una prima versione stabile in autunno.

Il progetto Framacloud nella nebbia

Lo abbiamo annunciato nel nostro articolo ” Cosa farà Framasoft nel 2020 ” di novembre 2019, avevamo un progetto di ” cloud Framasoft “, un servizio unico e completo basato sul software Nextcloud per sincronizzare i suoi file, i suoi calendari e le sue note , ma anche collaborare a documenti, fogli di calcolo e presentazioni, in breve … Un servizio tutto in uno !     

Abbiamo rigirato l’idea in tutti i modi, abbiamo giocato alla startup nation cercando di  riorientare la nostra strategia, ma siamo realisti: non ce la sentiamo. Con tutta la fatica che abbiamo accumulato (puoi seguire il nostro diario di confinamento qui ), con tutto quello che abbiamo in corso e tutto ciò che ci aspetta … Preferiamo non impegnarci in questo progetto … almeno per il 2020.   

Manteniamo questo progetto nel nostro orizzonte, ma non sappiamo per quando. Illustrazione di  David Revoy (CC-By)

Siamo ancora impegnati a promuovere questo strumento. Sappiamo che ce n’è bisogno poiché immaginiamo che i bisogni cambieranno mentre il mondo cambia. Ciò che non sappiamo è quali energie avremo entro dicembre. Per ora, vediamo solo che non siamo pronti, quindi scegliamo di fare di meno, per assicurarci di fare bene.

Manteniamo questo progetto cloud Framasoft nel nostro orizzonte, ma non per il 2020 (altrimenti sarà davvero una bella sorpresa di fine anno ^^).

Il mondo è cambiato ©

Questa è la frase fatta che ci accompagna dall’articolo che racconta il secondo giorno del nostro #Framaconfinement . ” Il mondo è cambiato “, sì … e anche noi.  

Stiamo cercando con questo articolo di avere una visione più distaccata per comunicarti cosa ci aspettiamo di realizzare e quando. Accettiamo l’impermanenza (la caducità ) di tutte le cose, questa impermanenza che un piccolo virus ci ha ricordato: tutto può ancora muoversi, specialmente se il mondo cambia di nuovo, e noi con lui. 

Oggi, all’interno di Framasoft, vogliamo concentrarci su strumenti che pensiamo possano essere utilizzati perché una società della contribuzione prenda tutto il suo spazio nel “mondo del dopo “. In questo modo, cerchiamo anche di chiudere le schede mentali e raccogliere le nostre energie per guadagnare in disponibilità.  

Perché il presente sta prendendo forma e Framasoft, con le sue azioni dirette, vuole essere in grado di svolgere un ruolo in esso, al fine di dimostrare che questo “mondo del dopo ” può assomigliare, se ognuno porta la sua pietra , a quella Contributopia che sogniamo da alcuni anni.  

Contributopia – Illustrazione di David Revoy – Licenza: CC-By 4.0

 

Cosa puoi fare nel 2020 insieme a Framasoft

Riprendo e traduco da Framablog l’articolo Ce que Framasoft pourrait faire en 2020 grâce à vos dons.

L’articolo presenta  i progetti che Framasoft vuole realizzare il prossimo anno con l’aiuto (anche) economico dei suoi sostenitori.

Questa traduzione si può leggere anche nel Fediverse: https://fediverse.blog/~/Strafanici/framasoft-2020

Buona lettura 🙂

Titolo articolo Framablog

L’educazione popolare al digitale, Peertube, Mobilizon, un servizio “tutto in uno” … Per l’anno 2020, abbiamo ancora molti desideri … speriamo che tu ci dia i mezzi per realizzarli unendoti ai donatori e alle donatrici , e in ogni caso siamo felici di parlarti del piccolo programma che trovi qui.

Questo articolo fa parte dei ” Diari di viaggio di Contributopia ” . Da ottobre a dicembre 2019, faremo il punto sulle numerose azioni che intraprendiamo, che sono finanziate dalle tue donazioni (che possono portare a una riduzione fiscale per i contribuenti francesi). Se puoi, pensa a sostenerci .

A Framasoft non teniamo due piedi in una sola scarpa. Se, a volte, prendiamo delle strade traverse (la strada principale è così lunga …) è perché abbiamo un sacco di scatole con molti progetti dentro. Quali scegliere? È quel genere di problemi che per noi sono importanti quanto lo sviluppo delle strategie per realizzarli.

Dall’educazione popolare alle sfide del digitale

L’attività quotidiana di Framasoft, è fatta di numerosi interventi, seminari, conferenze, tavole rotonde … incontrare regolarmente pubblici differenti. Si tratta per noi di condividere le nostre osservazioni sull’egemonia dei giganti del Web e sul mondo che ci preparano le imprese del Capitalismo di Sorveglianza. Proponiamo anche dei percorsi di emancipazione digitale per andare verso una società della contribuzione piuttosto che dei consumi.

2 anni di esplorazione di Contributopia
La conferenza di presentazione dei Carnets de Contributopia  al Capitole du libre (novembre 2019) Clicca sull’immagine per vedere il video.

Stiamo anche lavorando con altre strutture e collettivi per facilitare l’adozione di pratiche digitali “più sane”. Individuare attori e attrici della mediazione al digitale libero , lavorare su degli strumenti pratici con delle organizzazioni che si occupano di educazione popolare o cooperative di formazione, queste sono alcune delle azioni che vogliamo proseguire nel 2020. Perché l’associazione Framasoft, con i suoi 35 membri, non può essere ovunque, e non ha nessuna desiderio di essere onnipresente! Ecco perché proviamo a condividere la nostra esperienza con persone che, quotidianamente animano delle azioni di educazione popolare e sono quanto più possibile, delle persone che cercano di riprendere il controllo sulla loro vita digitale.

Un altro grande progetto che ci aspetta nel 2020 è quello di preparare la chiusura di alcuni servizi che noi ospitiamo. Ricordiamo che ti verrà proposto l’accesso agli stessi servizi, ospitati da organizzazioni che condividono i nostrii stessi valori. Lo sappiamo, è spiacevole sapere che ci sarà un cambiamento, anche se lontano, in un panorama digitale in cui è difficile fidarsi e cambiare le proprie abitudini. Vogliamo lavorare in modo che le pagine Web che ti reindirizzano alla “stessa cosa, ma da un’altra parte” siano chiare e che ottengano la tua fiducia.

Ecco, ad esempio, cosa vedrai se provi ad accedere al nostro motore di ricerca Framabee chiuso di recente.

Per questo, vogliamo anche continuare a investire nel gruppo di host alternativi CHATONS . Vogliamo darti buone ragioni per fidarti dei membri di questo collettivo. Vogliamo che tu sappia perché puoi fornire loro i tuoi dati. Possiamo anche aiutare a chiarire qual è l’offerta di questo collettivo di fornitori di host, così puoi trovare il servizio o la struttura più adatta alle tue esigenze.

Offrire a Mobilizon la versione 1 che si merita

La mobilitazione di sforzi e risorse collettive è il miele della vita associativa e delle molteplici forme di interazione sociale. Questa è la ragione di Mobilizon . La nostra visione per questo progetto è chiara: offrire una piacevole alternativa agli eventi, ai gruppi o persino alle pagine di Facebook. Vorremmo creare uno strumento di emancipazione per le associazioni, gli attivisti, i cittadini … e tutti coloro che dipendono ancora da Facebook per organizzarsi insieme.

Attualmente è in versione beta, noi intendiamo sviluppare:

  • l’aspetto “federativo” di questo software entro la fine di dicembre;
  • le funzionalità delle pagine e dei gruppi (con messaggistica, moderazione, strumenti organizzativi) nel primo trimestre 2020;
  • le correzioni, i possibili ritardi e le rifiniture che stabilizzano e documentano il software, per la sua uscita prevista prima dell’estate del 2020 .

Perché tu possa seguire questi sviluppi in modo trasparente, gli aggiornamenti saranno regolarmente visibili sul sito dimostrativo test.mobilizon.org

Clicca sull’immagine per scoprire il sito dimostrativo di Mobilizon, ancora in versione beta.

La pubblicazione della prima versione stabile e utilizzabile pubblicamente di Mobilizon è un appuntamento da non perdere . Vogliamo accompagnarla con uno strumento che faciliti la comprensione di cos’è Mobilizon, come funziona, a cosa serve e a cosa non serve. Per arrivarci, vogliamo dedicare del tempo alla revisione completa del sito joinmobilizon.org , probabilmente sul modello del nuovissimo sito Web joinpeertube.org .

Finanziare le ambizioni di PeerTube

Al rilascio della versione 2 di PeerTube , abbiamo fatto il punto su questa alternativa gratuita e federata alle piattaforme video come YouTube. Se abbiamo appena passato un anno sviluppandolo con i nostri fondi, è perché crediamo nel potenziale di emancipazione di questa soluzione. Nel 2020, vogliamo trovarei mezzi per aumentare la popolarità di PeerTube. Per questo, avremo bisogno di materiali (video, illustrazioni, metafore …) che promuovano i vantaggi di uno strumento federato, e le funzionalità di PeerTube.

E se realizzassimo altri video educativi come quello realizzato da LILA …?

Abbiamo anche in programma, per il 2020, di promuovere una nuova raccolta di fondi che ci permetterà di finanziare la versione 3 di PeerTube. L’elenco delle funzionalità che questa raccolta finanzierà non è stato ancora definito, ma ci siamo segnati, grazie ai tuoi feedback (che puoi proporre qui, sul nostro forum ), alcune idee …

Questa è Sepia, la mascotte di PeerTube, di David Revoy (CC-By)

Innanzitutto pensiamo che PeerTube guadagnerebbe molto se rielaborassimo l’esperienza utente e l’interfaccia . Abbiamo individuato alcune lacune e alcune aree di miglioramento, ma pensiamo che sarebbe meglio usare professionisti del design per fare un bilancio e proporre delle soluzioni.

Inoltre, il nuovo lettore video (” HLS” , che è ancora sperimentale) offre prestazioni tali da consentire lo sviluppo di strumenti fino ad ora inimmaginabili per PeerTube. Ad esempio, PeerTube potrebbe offrire uno strumento “Video-Mix” (o di “montaggio”, per i cinefili),dove si crea una sequenza prendendo 30 secondi da un video, 12 da un altro e poi un minuto da un terzo …

Infine, la caratteristica che ci fa sognare (e ci viene chiesta regolarmente) è la trasmissione in diretta. Con lo streaming live, PeerTube non andrebbe a toccare solo il mercato di YouTube di Google, ma anche quello di Twitch di Amazon … Questo streaming live dovrebbe essere peer-to-peer, e questa è una grande sfida. tecnica!

Progetto cloud Framasoft: un account per soddisfare la maggior parte delle esigenze

Negli ultimi anni, il software Nextcloud si è notevolmente ampliato. Inizialmente, era una semplice alternativa a Dropbox o a Google Drive, per salvare e sincronizzare i file. Da allora, Nextcloud ha sviluppato molte applicazioni per facilitare la collaborazione.

Puoi sincronizzare i tuoi contatti ele tue agende, lavorare in collaborazione su file di testo o fogli di calcolo (con CollaboraOnline o OnlyOffice ), attivare videoconferenze o discussioni in chat, creare moduli di base, salvare i tuoi appunti, le immagini e i tuoi elenchi, condividere album fotografici, disegnare mappe mentali , visualizzare i tuoi feed RSS o le email …

Il progetto “Framasoft cloud” si baserebbe su questa soluzione: un singolo indirizzo, un singolo account da creare e tutti questi servizi sono a tua disposizione . Per limitare gli effetti della centralizzazione verso i nostri servizi, prevediamo di offrire pochissimo spazio (poche decine di megabyte), quanto basta per un’associazione che vuole collaborare su alcuni file. Il nostro obiettivo è farti scoprire questa soluzione, senza diffondere l’illusione che esistano risorse illimitate e gratuite (o che questo sia una cosa salutare).

Siamo molto orgogliosi di questo nome, facile da ricordare e trovare su Internet.

Per le persone che a un certo punto si sentissero strette, vorremmo davvero sviluppare uno strumento per migrare il loro account su un altro hosting Nextcloud . Nella nostra testa, sogniamo un “Il tuo account Framasoft cloud ti piace ma è troppo limitato? OK! clicca su questo pulsante per passare a questo o quell’hosting web alternativo “. Se potessimo avvicinarci a questa semplicità …

Aprire una nuova porta verso il mondo del libero, sì, ma anche verso la decentralizzazione!

Per l’autunno 2020 vogliamo, trovare il modo di accogliere tutte le persone, le associazioni che desiderano avere accesso a tale soluzione e che si accontentano di uno spazio di archiviazione spartano. Ci rendiamo conto che può significare accogliere decine di migliaia di persone. E naturalmente questo rappresenta un costo tecnico e umano, e quindi anche finanziario, molto importante. Ma se ci dai i mezzi, crediamo che possa rappresentare una grande porta di accesso almondo del Libero per tutte quelle persone che sono sempre più consapevoli dei pericoli rappresentati da GAFAM .

Il percorso è lungo, perciò liberiamo la strada

Se abbiamo annunciato la volontà di ” Deframasoftizzare Internet ” e voltare pagina rispetto al passato, è stato proprio per fare spazio a dei progetti futuri. Quest’anno 2020 sarà per noi un anno in cui vorremmo proseguire le nostre azioni più emancipatorie (educazione popolare, Mobilizon …), aprendo nuove porte al mondo del libero e all’autogestione (PeerTube v3, “cloud Framasoft” …). Noi ne abbiamo la volontà, dobbiamo sapere se tu ci darai i mezzi.

Fai clic per scoprire cosa abbiamo fatto, cosa faremo e ostienici se lo desideri.

Se abbiamo tanta libertà e indipendenza nelle nostre azioni, è perché alcune e alcuni di voi ci fanno una donazione (e quello che è meglio, una donazione regolare) e che tutte queste donazioni stanno finanziando il nostro bilancio annuale. Poiché l’associazione Framasoft è riconosciuta di interesse generale , va ricordato che per i contribuenti francesi, una donazione di € 100 a Framasoft costa, dopo la detrazione fiscale, € 34 … anche con la detrazione alla fonte . 😉

Anche quest’anno non vogliamo usare i meccanismi della colpevolizzazione o l’economia dell’attenzione per “manipolarti” e convincerti a una donazione. Pensiamo che sia sufficiente dirti concretamente: questo è quello che abbiamo fatto, questo è quello che vogliamo fare . Sta a te decidere se questo ti ispira e se è un’opportunità per contribuire alle nostre azioni con una donazione (per chi può) o condividendo il nostro appello alla donazione (per tutti!).

Ci fidiamo di te

Visita la pagina dei Diari di viaggio di Contributopia per scoprire altri articoli, altre azioni che abbiamo realizzato grazie alle tue donazioni. Se quello che hai appena letto ti piace, considera la possibilità di sostenere la nostra associazione , che vive solo delle tue donazioni. Poiché Framasoft è riconosciuta di interesse generale, una donazione di € 100 da un contribuente francese, dopo la detrazione, ammonterà a € 34.

Illustrazione dell’intestazione: CC-di David Revoy

 

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La schiavitù 2.0 e come evitarla. Una guida pratica per cyborg.

 

Aral Balkan

Aral Balkan

L’articolo originale di Aral Balkan  (Slavery 2.0 and how to avoid it: a practical guide for cyborgs) è stato pubblicato sulla rivista tedesca Kulturstiftung des Bundes
(Fondazione per la cultura della Repubblica federale tedesca) e in traduzione francese su Framablog.
Per la versione in italiano ho utilizzato in alcui punti anche le traduzioni francese e tedesca.

Un ringraziamento (naturalmente) all’autore e a Framalang il gruppo di traduttori di Framasoft.

 

 

Per questo articolo ho realizzato anche una versione audio che potete ascoltare dal link qui sotto:
https://frama.link/cyborg_Balkan

Buona lettura e buon ascolto 🙂

 

 

Molto probabilmente sei un cyborg e nemmeno lo sai.

Hai uno smartphone?

Sei un cyborg.

Usi un computer? O vai su Internet?

Cyborg!

Più in generale, se oggi usi una tecnologia digitale e connessa in rete, sei un cyborg. Non devi impiantarti dei microchip. Non devi assomigliare a Robocop. Sei un cyborg perché estendi le tue capacità biologiche usando la tecnologia.

Leggendo questa definizione, potresti fermarti e pensare: “Ma aspetta, gli esseri umani lo hanno fatto per un tempo molto più lungo di quello  in cui la tecnologia digitale è esistita”. E avresti ragione.

Eravamo cyborg molto prima che il primo bug entrasse nella prima valvola del primo computer mainframe.

L’uomo delle caverne che brandiva una lancia e accendeva il fuoco era il cyborg originale. Galileo che guardava nei cieli con il suo cannocchiale era sia un uomo del Rinascimento che un cyborg. Quando la mattina ti metti le lenti a contatto, sei un cyborg.

Nel corso della nostra storia come specie, la tecnologia ha migliorato i nostri sensi. Ci ha offerto maggiore padronanza e controllo sia delle nostre vite che del mondo che ci circonda. Allo stesso modo, la tecnologia è stata usata per opprimerci e sfruttarci – come potrà affermare chiunque abbia mai osservato la canna del fucile del suo oppressore.

‘La tecnologia’, secondo la prima legge della tecnologia di Melvin Kranzberg, ‘non è né buona né cattiva e neanche neutrale. ‘

Quindi, che cosa decide se la tecnologia contribuisce al nostro benessere, ai diritti umani e alla democrazia o se li deteriora? Cosa distingue la buona tecnologia dalla cattiva tecnologia? E visto che ci siamo, cosa distingue il telescopio di Galileo e le lenti a contatto da Google e Facebook? E perché è importante se consideriamo o no noi stessi come dei cyborg ?

Tutti dobbiamo cercare di capire le risposte a queste domande. Altrimenti il prezzo per non averlo fatto potrebbe essere davvero molto alto. Queste non sono domande solo sulla tecnologia. Sono domande fondamentali su ciò che significa essere umani nell’era del digitale e delle connessioniin rete. Il modo in cui scegliamo di rispondere a queste domande ha conseguenze fondamentali per il nostro benessere, sia personale che sociale. Le risposte che scegliamo determineranno il carattere delle nostre società e, a lungo termine, potrebbero anche avere un impatto sulla sopravvivenza della nostra specie.

La proprietà e il controllo sulla persona nell’era del digitale e della connessione in rete

Immagina un mondo in cui alla nascita ti viene assegnato un dispositivo che ti guarda e ti ascolta e ti segue da quel momento in poi. Può anche leggere la tua mente.

Nel corso degli anni, questo dispositivo registra ogni tuo pensiero, ogni parola, ogni movimento e ogni interazione. Invia tutte queste informazioni su di te a un potente computer mainframe di proprietà di una multinazionale. Lì, questi aspetti della tua persona sono raccolti usando algoritmi per creare una simulazione di te. La multinazionale usa la tua simulazione come un sostituto digitale, un avatar, per manipolare il tuo comportamento.

Il tuo avatar ha un valore inestimabile. È tutto ciò che ti rende ciò che sei (a parte il tuo corpo fisico). La multinazionale comprende che non è necessario avere il tuo corpo fisico per possederti. I detrattori chiamano questo sistema Schiavitù 2.0.

Durante tutto il giorno, la multinazionale sottopone il tuo avatar a dei questionari. Cosa ti piace? Cosa ti rende felice? Cosa ti rende triste? Di cosa hai paura? Chi ami? Che cosa hai intenzione di fare questo pomeriggio? Usa le informazioni che ricava dai questionari per farti fare ciò che vuole. Forse per comprare un vestito nuovo o votare per un certo politico.

La multinazionale è politica. Deve continuare a sopravvivere, crescere e prosperare. Non può essere ostacolata dalle normative. Quindi deve influenzare il discorso politico. Per fortuna, a tutti i politici di oggi è stato assegnato lo stesso dispositivo che è stato assegnato a te alla nascita. Quindi la multinazionale possiede anche i loro avatar. Questo rende molto più facile per la multinazionale ottenere il suo scopo.

Detto questo, la multinazionale non è onnisciente. Può ancora commettere degli errori. Potrebbe dedurre in modo errato – in base ai tuoi pensieri, parole e azioni – che sei un terrorista quando non lo sei. Quando la società ha ragione, il tuo avatar diventa uno strumento inestimabile per manipolare il tuo comportamento. E quando si sbaglia, potrebbe farti finire in prigione. In ogni caso, sei tu quello che perde.

Sembra una distopia fantascientifica cyberpunk, vero?

Sostituisci “la multinazionale” con “Silicon Valley”. Sostituisci il potente computer mainframe con “The Cloud” (la nuvola). Sostituisci “il dispositivo” con “il tuo smartphone e il tuo assistente vocale domestico e la tua smart city e il tuo smart questo, quello e quell’altro”.

Benvenuto sulla Terra, più o meno ai nostri giorni.

Versione tedesca dell'articolo

La versione tedesca dell’articolo nella rivista Kulturstiftung des Bundes

Capitalismo di sorveglianza

Viviamo in un mondo in cui una manciata di multinazionali ha un  accesso illimitato e continuo ai dettagli più intimi delle nostre vite. I loro dispositivi guardano, ascoltano e seguono le nostre persone, nelle nostre case, sul Web e (sempre più) sui nostri marciapiedi e sulle nostre strade. Questi non sono strumenti che possediamo e controlliamo. Sono gli occhi e le orecchie del sistema socio-tecnologico-economico che Shoshana Zuboff chiama “capitalismo di sorveglianza”.

Proprio come nella nostra distopia cyberpunk immaginaria, i “robber barons” (letteralmente: i magnati ladri) della Silicon Valley non si accontentano di guardare e ascoltare. Ad esempio, Facebook ha annunciato alla sua conferenza degli sviluppatori nel 2017 che avevano 60 ingegneri impegnati a leggere letteralmente la tua mente 1 .

In precedenza, ho chiesto che cosa distingue il telescopio di Galileo e le lenti a contatto dalle merci di Facebook, Google e altri capitalisti della sorveglianza. Capire la risposta a questa domanda è cruciale per comprendere fino a che punto il concetto stesso di persona sia minacciato dal capitalismo di sorveglianza.

Quando Galileo ha usato il suo telescopio, solo lui ha visto quello che stava vedendo e solo lui sapeva cosa stava guardando. Lo stesso vale per quando metti le lenti. Se Galileo avesse comprato il suo telescopio da Facebook, Facebook, Inc., avrebbe registrato tutto ciò che vedeva. Allo stesso modo, se compri le tue lenti a contatto da Google,arriveranno con fotocamera incorporate e Alphabet, Inc., vedrà ciò che stai vedendo. (Google non produce ancora queste lenti, ma ne ha un brevetto 2.Nel frattempo, se sei impaziente, Snapchat fa occhiali con fotocamere incorporate.)

Quando usi una matita per scrivere nel tuo diario, né la matita né il tuo diario sanno cosa hai scritto. Quando scrivi i tuoi pensieri in un documento Google, Google conosce ogni parola.

Quando invii una lettera a un amico per posta ordinaria, l’ufficio postale non sa cosa hai scritto. È un crimine per chiunque altro aprire la busta. Quando invii al tuo amico un messaggio istantaneo su Facebook Messenger, Facebook legge ogni parola.

Quando accedi a Google Play Services su un telefono Android, ogni tua mossa e interazione vengono registrate meticolosamente, inviate a Google, archiviate per sempre, analizzate e utilizzate contro di te davanti al tribunale del capitalismo di sorveglianza.

Prima eravamo abituati a leggere i giornali. Oggi sono i giornali che ci leggono. Mentre guardi YouTube, anche YouTube ti guarda.

Ti sei fatto un’idea.

A meno che noi (come individui) possiediamo e controlliamo la nostra tecnologia, “smart” è un eufemismo per “sorveglianza”. Uno smart phone è un dispositivo di tracciamento, una casa “smart”è una cella per gli interrogatori e una città “smart” è un panopticon.

Google, Facebook e altri capitalisti di sorveglianza sono degli allevamenti industriali per esseri umani. Fanno i loro miliardi allevandoti per i tuoi dati e sfruttando questa conoscenza intima della tua vita per manipolare il tuo comportamento.

Sono scanner per esseri umani. Esistono per digitalizzarti, per possedere quella copia digitale e usarla come avatar per diventare ancora più grandi e potenti.

Dobbiamo capire che queste multinazionali non sono anomalie. Sono la norma. Sono la corrente dominante. La corrente principale della tecnologia oggi è uno straripamento tossico del capitalismo clientelare americano che minaccia di inghiottire l’intero pianeta. Qui in Europa non siamo al riparo dalle sue ricadute.

I nostri politici si lasciano rapidamente sedurre dai i milioni che queste multinazionali spendono per le lobby di Bruxelles. Sono ingannati dalla saggezza della Singularity University (non è un’università). Nel frattempo, le nostre scuole si riempiono di Chromebook per i nostri figli. Le nostre tasse vengono abbassate, in modo che i capitalisti di sorveglianza non siano indebitamente ostacolati nel caso volessero ordinare un’altra Guinness. E i nostri policymaker, istituzionalmente corrotti, sono troppo impegnati nell’organizzare conferenze sulla protezione dei dati progettate da Google e Facebook per proteggere i nostri interessi. Lo so, perché l’anno scorso sono intervenuto ad una di queste. L’oratore di Facebook aveva appena lasciato il suo impiegoo presso l’ufficio francese per la protezione dei dati, rinomato per la bellezza e l’efficienza delle sue porte girevoli.

Qualcosa deve cambiare.

E sono sempre più convinto che se questo cambiamento dovesse avvenire, deve partire dall’Europa.

Silicon Valley non risolverà il problema che ha creato. Soprattutto perché le aziende come Google e Facebook non vedono come un problema fare miliardi di profitti. Il capitalismo di sorveglianza non è messo in crisi dai propri criteri di successo. Funziona perfettamente per aziende come Google e Facebook. Si diverono andando in banca mentre ridono in faccia ai legislatori le cui multe ridicole superano a malapena un paio di giorni di entrate.
È stato detto che “punibile con la multa” significa “legale per i ricchi” 3. Questo è doppiamente vero quando si tratta di regolamentare società multinazionali da miliardi di dollari.

Allo stesso modo, il venture capital (il capitale di rischio)non investirà in soluzioni che distruggerebbero il modello di business immensamente redditizio che ha contribuito a finanziare.

Quindi, quando vedi iniziative come il cosiddetto Center for Human Technology con investitori di venture capital ed ex dipendenti di Google alla guida, fatti qualche domanda. E magari tieniti qualche altra domanda per le organizzazioni che pretendono di creare alternative etiche pur essendo finanziate da capitalisti di sorveglianza. Mozilla, ad esempio, prende centinaia di milioni di dollari da Google ogni anno 4. In totale ha ricevuto da loro più di un miliardo di dollari. Sei contento di affidare a loro la costruzione di alternative etiche?
Se vogliamo tracciare un percorso diverso in Europa, dobbiamo finanziare e costruire la tecnologia in modo diverso. Dobbiamo avere il coraggio di allontanarci dai nostri amici di olre Atlantico. Dobbiamo avere la fiducia in noi stessi per dire alla Silicon Valley e ai loro lobbisti che non stiamo comprando ciò che stanno vendendo.

E dobbiamo basare tutto questo su solide basi legali riguardo ai diritti umani. Ho detto “diritti umani?” Intendevo i diritti dei cyborg.

I diritti dei cyborg sono diritti umani

Siamo di fronte a una crisi delle leggi sui diritti umani che ci riporta a ciò che intendiamo per “umano”.

Tradizionalmente, riconduciamo i limiti della persona umana ai nostri confini biologici. Inoltre, abbiamo un sistema legale e giudiziario che tende a proteggere l’integrità di quei limiti e quindi la dignità della persona umana. Chiamiamo questo sistema le leggi sui diritti dell’uomo.

Purtroppo, questa definizione della persona non è più adeguata per proteggerci pienamente nell’era digitale e della connessione in rete.

In questa nuova era, estendiamo le nostre capacità biologiche utilizzando tecnologie digitali e di rete. Estendiamo le nostre menti e noi stessi usando la tecnologia moderna. Pertanto, dobbiamo estendere la nostra comprensione dei confini della persona umana per includere le tecnologie con le quali estendiamo noi stessi. Estendendo la definizione della persona umana, possiamo garantire che le leggi sui diritti umani coprano e quindi proteggano la sua totalità nell’era del digitale e della connessione in rete.

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« Cyborg-gal-avi » di Pandora Popstar/Lainy Voom, licenza CC BY-NC-SA 2.0

Come cyborg, siamo esseri frammentati . Alcune arti di noi vivono sui nostri telefoni, altre su un server in qualche luogo, altre ancora su un computer. L’integrità della persona umana nell’era del digitale e della connessione in rete è la somma totale dell’integrità di quei frammenti.
Quindi i diritti dei cyborg sono i diritti umani applicati alla persona cibernetica. Ciò di cui non abbiamo bisogno è un insieme separato – probabilmente più ridotto – di “diritti digitali”. Ecco perché la Dichiarazione Universale dei Diritti dei Cyborg5 non è un documento autonomo, ma un’aggiunta alla Dichiarazione universale dei diritti umani.
Se la protezione costituzionale dei diritti dei cyborg è un obiettivo necessario a lungo termine, non dobbiamo però aspettare cambiamenti costituzionali prima di agire. Possiamo e dobbiamo iniziare a proteggerci creando alternative etiche alle tendenze dominanti della tecnologia.

Una tecnologia etica

Una tecnologia etica 6 è uno strumento che possiedi e controlli. È uno strumento progettato per rendere la tua vita più gentile e più facile. È uno strumento che aumenta le tue capacità e migliora la tua vita. È uno strumento che agisce solo in favore dei tuoi interessi e mai contro.

Viceversa, una tecnologia non etica è uno strumento posseduto e controllato da multinazionali e governi. Promuove i loro interessi a spese dei tuoi. È una trappola scintillante progettata per catturare la tua attenzione, renderti dipendente, tracciare ogni tua mossa e profilarti. È un allevamento industriale travestito da parco giochi.

La tecnologia non etica è dannosa per i nostri diritti umani, per il benessere e per la democrazia.

Piantare semi migliori

La tecnologia etica non cresce sugli alberi; occorre finanziarla. Ed è importante come la si finanzia.

La tecnologia non etica è finanziata dal venture capital (capitale di rischio). Il venture capital non investe in un business, investe nella vendita del business. Investe anche in imprese molto rischiose. Un investitore in venture capital nella Silicon Valley investirà, diciamo, 5 milioni di dollari in 10 diverse startup, sapendo che 9 di esse falliranno. Quindi lui (di solito è un lui), ha bisogno di quella decima per essere un “unicorno” da un miliardo di dollari, così da poter ottenere da cinque a dieci volte i suoi soldi. (Non è nemmeno suo il denaro, appartiene ai suoi clienti.) L’unico modello di business conosciuto che  nella tecnologia produce questo tipo di crescita è l’allevamento delle persone (people farming). La schiavitù ha pagato bene. Anche la schiavitù 2.0 paga bene.

Non dovremmo sorprenderci del fatto che un sistema che valorizza sopra ogni altra cosa una crescita simile a quella del cancro abbia prodotto tumori come Google e Facebook. Ciò che sorprende è che sembriamo festeggiare i tumori invece di curare il paziente. E ancora più sconcertante, sembriamo ostinatamente determinati ad infettarci con la stessa malattia qui in Europa.

Non dovremmo farlo.

Finanziamo alternative etiche.

A partire dai beni comuni.

Per il bene comune

Sì, questo significa con le nostre tasse. È un po’ la funzione per cui esistono (costruire infrastrutture condivise per il bene comune,  che promuovano il benessere delle persone e delle nostre società). Se la parola “tasse” ti spaventa o suona troppo antiquata, sostituiscila con “crowdfunding obbligatorio” o “filantropia democratizzata”.

Finanziare la tecnologia etica dai beni comuni non significa che i governi possano costruire, possedere o controllare le nostre tecnologie. Né significa che nazionalizziamo società come Google e Facebook. Suddividiamole in parti più piccole. Certo. Regolamentiamole. Naturalmente. Facciamo tutto quello che limiti il più possibile i loro abusi. Ma l’unica cosa peggiore di un panopticon nelle mani di una multinazionale è un panopticon sotto il controllo statale (non che queste due cose si escludano a vicenda).

Non sostituiamo un “grande fratello” con un altro.

Investiamo invece in molte piccole organizzazioni indipendenti senza fini di lucro e assegniamo loro il compito di costruire alternative etiche. E allo stesso tempo facciamole competere tra loro. Prendiamo dalla Silicon Valley ciò che sappiamo funzionare (piccole organizzazioni che lavorano in modo iterativo,che entrano in competizione e che falliscono rapidamente) e rimuoviamo ciò che è dannoso: il venture capital , la crescita esponenziale e il ritiro di capitali.

Invece delle start-up, creiamo in Europa delle stayup .

Invece di aziende usa e getta che o falliscono rapidamente o diventano tumori maligni, finanziamo organizzazioni che o falliscono rapidamente o diventano fornitori sostenibili di bene sociale.

Quando diversi anni fa presentai questo piano al Parlamento europeo, le mie parole caddero nel vuoto. Non è ancora troppo tardi per provarci. Ma ogni giorno che ritardiamo, il capitalismo di sorveglianza diventa sempre più radicato nel tessuto delle nostre vite.

Dobbiamo superare questo fallimento dell’immaginazione e basare la nostra infrastruttura tecnologica su quei principi che sono il meglio dell’umanità: diritti umani, giustizia sociale e democrazia.

Oggi l’UE si comporta come un dipartimento di ricerca e sviluppo gratuito per la Silicon Valley. Finanziamo le startup, che, se hanno successo, vengono vendute alle aziende della Silicon Valley. Se falliscono, il contribuente europeo paga il conto. Questa è una follia.

La Comunità Europea deve smettere di finanziare le startup e investire invece in stayup. Investire 5 milioni di euro in dieci stayup in ogni area in cui vogliamo delle alternative etiche. A differenza di una startup, quando le stayup hanno successo, non se ne vanno. Non possono essere acquistate da Google o Facebook. Restano organizzazioni europee sostenibili e no-profitche lavorano per fornire la tecnologia come un bene sociale.

Inoltre, i finanziamenti per un stayup devono essere accompagnati da una specifica rigorosa del carattere della tecnologia che realizzerà. I beni realizzati con fondi pubblici devono essere dei beni pubblici. La Free Software Foundation Europe sta attualmente sensibilizzando in tal senso con la campagna “denaro pubblico, codice sorgente pubblico” (public money, public code). Tuttavia dobbiamo andare oltre l’ “open source” per stabilire che la tecnologia creata dalle stayup  deve essere non solo pubblica  ma anche impossibile da rinchiudere. Per il software e l’hardware, questo significa usare licenze che sono copyleft . Una licenza copyleft garantisce che se si costruisce su una tecnologia pubblica, è necessario condividere allo stesso modo . Le licenze “condividi allo stesso modo” (share-alike) sono essenziali perché i nostri sforzi non diventino un eufemismo per indicare le privatizzazioni e per evitare una tragedia dei beni comuni. Le multinazionali con enormi risorse finanziarie non devono essere in grado di prendersi ciò che creiamo con fondi pubblici, investirci sopra i loro milioni e non condividere il valore che vi hanno aggiunto.

Infine, dobbiamo stabilire che le tecnologie create da delle stayup sono peer to peer. I tuoi dati devono rimanere sui dispositivi che tu possiedi e controlli. E quando comunichi, devi comunicare direttamente (senza un “uomo nel mezzo” come Google o Facebook). Laddove non è tecnicamente possibile, qualsiasi dato privato controllato da una terza parte (ad esempio un host web) deve essere crittografato end-to-end e solo tu devi avere l’unica chiave.

Anche senza investimenti statisticamente rilevanti nella tecnologia etica, ci sono già piccoli gruppi che lavorano su alternative.  Mastodon 7 , un’alternativa a Twitter, etica e federata è stata creata da una persona poco più che ventenne. Alcune persone hanno collaborato per creare un progetto chiamato Dat 8 che potrebbe essere la base di una rete decentralizzata. Da oltre dieci anni, dei volontari gestiscono un sistema di nomi di dominio non commerciale alternativo chiamato OpenNIC 9 che potrebbe permettere a ciascuno di avere il proprio spazio sul Web …

Se anche senza alcun supporto questi semi stanno iniziando a germogliare, immagina cosa potremmo ottenere se iniziassimo ad annaffiarli e a piantarne di nuovi. Investendo nelle stayup, possiamo avviare un cambiamento fondamentale verso la tecnologia etica in Europa. Possiamo iniziare a costruire un ponte da dove siamo verso dove vogliamo andare. Da un mondo in cui le multinazionali ci possiedono attraverso gli avatar a uno in cui apparteniamo solo a noi stessi. Da un mondo in cui stiamo diventando di nuovo una proprietà a uno in cui rimaniamo delle persone. Dal capitalismo di sorveglianza al potere dei peer (peerocracy).