Quando il gioco si fa duro… Framasoft offre una versione “educational” di Minetest

In polemica con la politica di Microsoft nei confronti della scuola e con gli accordi che il ministero dell’istruzione francese (l’Éducation Nationale) ha fatto con l’azienda americana, Framasoft apre un server dove giocare con una versione “educational” di Minetest, il serious game libero, clone di Minecraft della Microsoft. Gli argomenti della polemica sono, a mio parere, tutti condivisibili e si applicano benissimo anche alla situazione italiana. La  traduzione dell’articolo è un piccolo contributo alla diffusione di Minetest e del software libero in generale anche in italia.

L’articolo originale è pubblicato su Framablog con licenza Creative Commons by-sa.

Buona lettura🙂

Il barbatrucco di Framasoft per il rientro a scuola è …  un serious game.

Un serious game con un sacco di applicazioni didattiche  che ti offriamo prima che l’orco Microsoft si presenti all’uscita delle scuole per rientrarci e divorare meglio i dati dei nostri cari studenti.

Tutto è partito da una battuta. Dopo la pubblicazione di una traduzione di Framalang su Minetest, l’alternativa libera a Minecraft, un certo SVTux ha condiviso con noi quello che faceva in classe con questo gioco. Tanto che un certo Powi ci ha chiesto: “A quando un Minetest di Framasoft?” Noi abbiamo replicato con: “Chi lo dice, lo fa!” A cui lui e SVTux hanno risposto: “Ci stiamo!”

Questo non era previsto. Il gioco Minecraft (acquistato da Microsoft nel 2014 per 2,5 milliardi di dollari) non faceva parte del nostro piano per degooglizzare internet. Poi abbiamo visto che il 9 giugno scorso Microsoft ha lanciato la versione beta di Minecraft : Education Edition

Cara Éducation Nationale… Tu giochi con i nostri ragazzi.

E questo, davvero, non è divertente.

Ma tu lo sai che ti vogliamo bene. Molti tra i nostri membri (e tra il nostro pubblico)  lavorano al tuo interno e le lettere “Fra” e “ma” di Framasoft vengono dalle parole “Français” e “Mathématiques” (le materie insegnate  dai due docenti che sono all’origine del primissimo progetto di Framasoft)… insomma noi abbiamo una lunga storia comune.

Ci siamo allontanati da te (rivolgendoci verso l’istruzione popolare) un po’ per dispetto: perché tu non vuoi ascoltare. Ti lasci corteggiare dalle GAFAM (Google Apple Facebook Amazon Microsoft), gli spalanchi le porte delle nostre scuole senza considerare che questo fatto è grave quanto quello di aprire le porte delle mense a McDonald’s.

Quando scambi i dati dei nostri studenti delle medie (colleges) con 13 milioni di ’euro di Microsoft, quando lasci che quest’ultima ti strumentalizzi per farsi della pubblicità, al punto che qualcuno pensa di portare questi accordi in tribunale … Tu non ascolti i nostri avvertimenti.

Vuoi soltanto « mettere a confronto » le proposte del Software Libero con quelle delle GAFAM. Come se si trattasse di due concorrenti sul mercato.

Come se proteggere le vite digitali dei nostri studenti non fosse una scelta politica.

Questa scelta, molti insegnanti l’hanno fatta, spesso tuo malgrado.È pensando a queste e a questi insegnanti che apriamo questo nuovo servizio, prima che Microsoft riesca questa volta ad affermare presso di te il suo business model trasformando le nostre scuole primarie in un mercato per Minecraft : Education Edition.

Framinetest Édu: adesso tocca a te giocare!

E adesso, diventa tutto più divertente.

Minetest è un clone libero di Minecraft, un gioco del tipo chiamato “sandbox”. Immagina un mondo fatto di cubi: terra, acqua, tronchi, foglie, minerali, sabbia, ghiaccio … ma anche piante, galline, mucche e maiali (e perfino degli zombie). Questo mondo è governato da regole simili alle nostre: il giorno segue la notte, col  tempo l’erosione svolge il suo compito, le galline si riproducono solo se si mette un gallo nel pollaio, cadere da troppo in alto danneggia la tua salute.

Tu sei un piccolo personaggio il cui obiettivo è quello di “cercare/scavare” (to mine), cioè  rompere i blocchi di materie prime per metterli nella sua borsa e farci altre cose. Nel tuo inventario, “lavorare”(to craft), un blocco di legno consente di ottenere delle assi. Mettere insieme assi e bastoni ti permette di fabbricare un piccone … e di andare a scavare per ottenere dell’arenaria, del granito… E quindi cominciare a costruire!

Paesaggio visto dall'alto

Beh, puoi anche volare… per vedere dall’alto il tuo lavoro

Abbiamo aperto un mondo in cui le risorse sono già nel tuo inventario, che può supportare fino a 400 connessioni simultanee (questa è la teoria, eh, non è una sfida: andateci piano con i nostri server ^^), un mondo in cui i mods (le opzioni modulari) sono stati selezionati e pensati per delle applicazioni didattiche

Insomma: un mondo che non aspetta che te per costruire collaborativamente delle città e delle attività didattiche!

Microsoft rinchiude Minecraft … allora cambiamo gioco!

Connettersi a Framinetest Édu, è facile! Trovi tutto sulla home page:

  1. Scarica il software “client” (quello che permette di collegarsi)
  2. Accedi al server di framinetest.org (scheda “client”)
  3. E poi … gioca. Sì,  gioca!

Il vantaggio di un gioco open source (sviluppato in C / C ++ e sotto CC-BY-SA) è che si adatta a tutte le piattaforme, Windows, Mac, una delle tante distribuzioni libere di GNU / Linux, Android o anche Raspberry Pi: giocherai lo stesso gioco dappertutto.

Questo sembra ovvio, ma le persone che hanno testato Minecraft Windows 10 Edition (che è un po’ lo stesso che la Pocket Edition per smartphone, dunque incompatibile con la versione PC del gioco, per cui questa frase fa venire il mal di testa, grazie Microsoft e Mojang !) sanno di cosa stiamo parlando.

Screenshot: allevamento di polli

Cot-cot commons: progetto di allevamento di polli liberi

Altro vantaggio Minetest raggruppa attorno a sè anche una gioiosa comunità di sostenitori del software libero che saranno felici di aiutare e consigliare.  Inoltre, Powi ha contribuito ad aggiornare il wiki francofono per cui siamo certi che ci troverete tutte le informazioni che vi mancano! Se avete ancora delle  domande, fatele sul forum …

Ultimo vantaggio per finire: le regole del gioco sono le vostre! Impossibile per Microsoft proibire questo, limitare quest’altro, far pagare per l’accesso a una funzionalità: il software libero ti offre il controllo gratuito del tuo mondo. Inoltre, prima di accedere al nostro server, ricordati di leggere le nostre condizioni di utilizzo! (Ci vogliono meno di 5 minuti e si applicano a tutti i nostri servizi ^^)

Se queste per te non vanno bene  o se vuoi un server e un mondo riservato alla tua classe / scuola / università / famiglia / gruppo di amici / ecc, ti diamo tutti i nostri consigli per installare facilmente Minetest su un tuo server e guadagnarci in indipendenza.

Cambiare la scuola nonostante il ministero della pubblica istruzione (francese)

Le possibilità didattiche di Framinetest Framinetest Édu (e Minetest più in generale) sono così numerose che abbiamo deciso di dedicare loro un intero articolo. Si tratta di un articolo scritto da Frederic Veron, il famoso SVTux, professore di Scienze della Vita e della Terra che utilizza Minetest nella sua scuola e che ci ha trasmesso le sue conoscenze.

Il suo approccio dimostra che è possibile offrire attività digitali divertenti, educative e innovative rispettando i dati degli studenti e senza abituare ai prodotti commerciali di GAFAM (Google Apple Facebook Amazon Microsoft). È solo un percorso didattico tra le centinaia di altri che abbiamo visto qui a Framasoft.

Noi non speriamo davvero più in un cambiamento, come si dice,  “dall’alto” . Ma conosciamo la forza e l’impegno delle persone che lavorano con i nostri studenti … È per questo che ci rivolgiamo a voi, e speriamo che possiate impadronirvi di questo nuovo strumento.

Insomma: tocca a voi scavare!

Screenshot: il parcheggio

Gli studenti di SVTux hanno ricostruito in scala la loro scuola usando Minetest

Per approfondire

 

Le potenzialità didattiche di Minetest

Framasoft ha aperto di recente, nell’ambito della sua iniziativa “Degooglisons internet”   un server (Framinetest Edu) per giocare online con il serious game libero Minetest, in una versione personalizzata per un uso educativo. Qui sotto trovate la traduzione di un articolo del professore di scienze SVTux che ci spiega i vantaggi e le potenzialità didattiche di Minetest. L’articolo originale si trova su Framablog  ed è distribuito con licenza Creative Commons by-sa.
Un grosso grazie a SVTux e a tutta Framasoft🙂

In “Framinetest Edu” c’è la parola “Edu”. Non è (solo) per avere la meglio su Microsoft. I giochi di “mining” sono strumenti interessanti e innovativi per sperimentare altre forme di didattica.

Ecco un articolo di SVTux, un professore di Scienze della vita e della terra convinto dei vantaggi dei serious games … per averli provati lui stesso.

Tra serious games e serious gaming

Coming out un serious game di educazione alla tolleranza

Coming out simulator un serious game di educazione popolare alla tolleramzaa
CC-0 Nicky Case

Un serious game è un videogioco progettato per essere educativo. Al contrario, il serious gaming è l’utilizzo di un gioco classico in un contesto educativo.

Con Minetest, siamo al confine tra questi due mondi. in effetti se in fondo il suo utilizzo didattico lo colloca principalmente nel serious gaming, le possibilità di personalizzazione, modifica, trasformazione, … lo possono collocare molto facilmente tra i serious games

Alcuni aneddoti per capirne il valore didattico

Se non hai familiarità con questo tipo di gioco, credo che tu stia dicendo a te stesso “, Ma allora che cos’è questa roba? “” Non ha senso! ” Che rapporto ha con i programmi (scolastici)?” “…

Vorrei iniziare raccontando tre piccoli aneddoti:

  • Nella prima versione della scuola costruita dai miei studenti nel mese di gennaio 2015, sono rimasto sorpreso dal fatto che avevano scelto i cubi in funzione del loro colore per farli corrispondere meglio alla realtà “visuale”. Di conseguenza, il suolo (e i soffitti) erano stati costruiti in pietra arenaria. Grave errore! Perché il gioco tiene conto del processo di erosione! In altre parole, dopo qualche giorno nel gioco, ci siamo trovati con un gigantesco mucchio di sabbia in mezzo alla scuola! ! ! (In effetti, l’arenaria si trasforma in granelli di sabbia per il processo di erosione)
  • Durante uno dei miei ultimi incontri, ” Prof non capisco : ho costruito il pollaio come mi ha chiesto! Ma penso che ci sia un bug nel gioco, perché quando ho messo le galline, ci sono le uova, ma i pulcini non nascono! “. Gli rispondo proponendogli di aggiungere un gallo nel pollaio, “Geniale prof, ha corretto il bug, adesso ci sono anche dei pulcini che nascono, crescono e diventano galline o galli! 

Ma andiamo avanti con questo terzo aneddoto (avvenuto il primo aprile 2016, e non è un pesce!):

  • Come al solito, il venerdì a mezzogiorno per il “club Minetest” incontro gli studenti più motivati e uno di loro mi chiede se mi può mostrare quello che ha fatto durante il fine settimana di Pasqua (beh, finora, nulla di strano, mi aspetto di vedere una casa in più! Lol). Lo studente avvia il gioco in “locale” e mi spiega come ha costruito delle auto nel gioco. Solo che le sue macchine, si spostano, si muovono … Cioè, delle vere automobili ! E soprattutto, per impostazione predefinita, il gioco che gli avevo dato, non lo permetteva. Gli ho chiesto come ha fatto: “È molto semplice, ho creato un mod (una modifica), se vuole, glielo do! “(e lì, il mio cervello si mette in modalità seria). Guardo, mi spiega più dettagliatamente … e ho capito che ha veramente creato del codice … da solo,ispirandosi ad altri mod del gioco. Questo studente, non trovando l’opzione nel gioco, ha deciso di crearla da solo. Da ieri, il suo mod è inserito nel server del prof. Tanto di cappello, questo studente ha 11 anni.

Questi aneddoti fanno già intravedere un paio di percorsi didattici … Ma andiamo avanti!

Il parcheggio era lì, mancavano solo le auto ... uno studente ha creato il codice.

Il parcheggio era lì, mancavano solo le auto … uno studente ha creato il codice

Percorsi didattici:

Minetest rende divertente lavorare in quasi tutte le discipline: dal francese a scienze , passando per filosofia, storia o lingue straniere e tecnologia. Solo questo!

Come minimo permette di affrontare questi punti dei programmi:

  • Imparare a localizzarsi su una carta, una mappa.
  • Comprendere e saper applicare il concetto di scala .
  • Scoprire i concetti di ciclo della vita, catene alimentari e reti alimentari, l’agricoltura umana, i biomi …
  • Scoprire i principali concetti della geologia (erosione, vulcanismo …).
  • Comprendere l’influenza delle condizioni meteorologiche, dell’uomo … sull’ambiente.
  • Scoprire il concetto di modellazione.
  • Imparare a cooperare e collaborare.
  • Scoprire i materiali, le loro proprietà, il concetto di materiali composti, ecc

E che dire dal punto di vista filosofico, quando si vieta l’uso delle armi nel gioco, degli studenti che accumulano delle scorte d’armi nei loro forzieri con l’argomento: “Non si preoccupi, prof, non le useremo … solo nel caso… “…In prospettiva  nasceranno delle discussioni appassionanti! Come volevasi dimostrare.

Esempio n ° 1 in scienze della vita e della terra: ” L’influence de l’Homme sur les peuplements ” (L’influenza dell’uomo sul popolamento)

Esempio n ° 2, Progetto EPI: Geografia / Tecnologie / Matematica ” Construisons notre collège, notre ville… ” (Costruiamo la nostra scuola, la nostra città)

Esempio n ° 3, Minetest, un outil pédagogique modulaire (uno strumento didattico modulare)

Costruire la nostra scuola

Costruire la nostra scuola

Ma, naturalmente, bisogna ricordare che le possibilità didattiche di Minetest sono limitate solo dalla nostra immaginazione!

Altre risorse didattiche (in francese):

Dalla cooperazione alla collaborazione!

Minetest, come Framapad , può essere definito uno strumento collaborativo.

Ricordo che uno strumento viene chiamato cooperativo quando permette a più utenti di raggiungere insieme lo stesso obiettivo, consentendo a tutti di dare il proprio contributo(letteralmente: portare la propria pietra) alla costruzione finale (senza toccare / modificare il mattone del vicino).

Al contrario, uno strumento si dice collaborativo quando permette a più utenti di raggiungere lo stesso obiettivo, consentendo a tutti di portare il proprio contributo ( la propria pietra) alla costruzione finale e di modificare, eliminare quella del vicino.

In classe, durante i primi incontri, si osserva più spesso della cooperazione, ma con l’esercizio, e con l’accettare di considerare i pareri dei compagni, si stabilisce progressivamente anche la collaborazione. Una volta che questa competenza viene acquisita dagli studenti, i gruppi di lavoro diventano più efficaci e autonomi.

È quindi necessario prendersi il tempo e ripetere gli incontri per consentire agli studenti di imparare a collaborare. Vale la pena di fare questo investimento di tempo!

Dove trovare aiuto?

Come ogni software libero che si rispetti, c’è una comunità con molti membri disposti ad aiutarvi nei vostri progetti. Per ulteriori informazioni, ecco due link indispensabili:

  • Il sito ufficiale (in inglese)
  • Il forum ufficiale ( in diverse linguee tra cui inglese, francese, tedesco …)Aggiornamento del 20 settembre 2016: inseguito alle vostre richieste, abbiamo aperto una sezione “Minetest” nel nostro forum (in francese).

Perché usare Minetest invece di Minecraft a scuola?

Ecco una domanda frequente a cui è abbastanza semplice rispondere quando si sono provati entrambi gli strumenti in ambiente scolastico:

  • Minetest è scritto in C ++ (Minecraft Java): è quindi molto più leggero e gira facilmente su macchine meno potenti.
  • I file di configurazione sono in formato txt, il che facilita la personalizzazione.
  • Il gioco occupa poca banda, aspetto che è molto utile quando la scuola non dispone di una connessione eccellente.
  • Visto che è libero, il gioco lascia mano libera all’amministratore e agli utenti (configurazione, personalizzazione …).
  • Il gioco è completamente gratuito. La scuola non deve affrontare nessuna spesa.
  • Il gioco è veramente multi-piattaforma, e questo ne permette il funzionamento in tutti gli ambienti scolastici.
  • Infine, sottolineo che non richiede installazione per gli studenti: un semplice copia e incolla basta, e questo è molto pratico sui computer delle scuole!

Minetest su Android, giocato direttamente su uno smartphone
Minetest su Android, giocato direttamente su uno smartphone

Per andare oltre, può essere utile  per l’insegnante interrogarsi sull’interesse di promuovere a scuola solo degli strumenti proprietari (come Minecraft) tra i bambini piccoli, quando conosciamo l’impatto che la pubblicità ha su di loro. È un’ovvietà che a volte bisogna ricordare: la diversità digitale nelle scuole è indispensabile e dovrebbe essere la regola. Altrimenti, non sarà solo  una forma di pubblicità forzata e/o di imposizione di modelli?  Che cosa diremmo se una nota azienda di bibite producesse tutti i libri di testo, senza che ci fossero delle alternative?

 

Minetest, un serious game per la scuola

Quella che leggete qui sotto è una traduzione solo parziale dell’articolo di Paul Brown “Mining for Education“: l’autore propone   di usare anche a scuola il serious game Minetest, un’alternativa libera alla presenza invadente di Minecraft il gioco che Microsoft ha acquistato nel 2014. Vista la lunghezza dell’articolo ho omesso alcune parti, soprattutto quelle più tecniche, potete trovare una traduzione integrale in francese in questa pagina di Framablog.
L’articolo originale è distribuito con licenza: Creative Commons Attribution-ShareAlike 4.0 International License.

Buona lettura e buon divertimento con Minetest🙂

 

 

Quale sarebbe la tua reazione  se nella scuola di tuo figlio tutto il cibo della mensa  fosse fornito da un produttore di snack confezionati e bibite? Cosa diresti se la dieta di tuo figlio si limitasse a patatine,  tortillas al  formaggio,  bevande gassate e zuccherate, senza nessuna possibilità di un’alternativa più sana?

Come genitore  credo che troveresti una pessima idea lasciare che nella scuola di tuo figlio ci sia solo cibo spazzatura, tanto che potresti pensare a spostarlo in un’altra scuola. Ma cosa succederebbe se questo fenomeno si estendesse a tutto il paese? E questo non è tutto, se il produttore di cibo spazzatura mettesse il suo marchio dappertutto: su tazze, piatti e poster appesi nelle aule. E, parlando di aule, quando arriva il momento di studiare argomenti legati all’alimentazione, si scoprisse che i capitoli del libro di testo sono stati scritti dal reparto marketing della stessa azienda che produce gli snack.

La maggior parte dei genitori troverebbe la cosa – si spera – scandalosa. Invece, l’indignazione sparisce quando questa a identica cosa succede nelle lezioni di informatica e anche durante qualsiasi attività di apprendimento assistito dal computer (CAL:Computer Assisted Learning) .

Agli studenti non viene insegnato l’uso di un word processor, viene insegnato Microsoft Word. Non gli vengono insegnate le tecniche per costruire una presentazione, gli viene insegnato Microsoft Powerpoint. Sono obbligati a presentare il loro lavoro, sia esso un saggio, una presentazione o un grafico, nei formati proprietari di Microsoft, salvati su chiavette USB formattate con un file system brevettato da Microsoft. È così e basta.

Nelle nostre scuole insegnare ICT significa insegnare a usare i prodotti Microsoft

Nelle nostre scuole insegnare ICT significa insegnare a usare i prodotti Microsoft

Per una mega corporation come Microsoft questo ha perfettamente senso. Non solo il mercato dell’istruzione è immenso e fruttuoso in sè, ma la prospettiva di trasformare gli studenti in futuri lavoratori, manager e imprenditori che hanno letteralmente e in modo formale imparato a dipendere esclusivamente dai loro prodotti dev’essere irresistibile.

Mentre i prodotti Microsoft sono prevalentemente per studenti della scuola secondaria e dell’università, all’azienda mancava la fetta di torta dell’istruzione primaria. Da acuta manipolatrice del mercato , Microsoft riconosce che il lavaggio del cervello funziona meglio se si comincia da piccoli. Ma fino a un paio di anni fa, non avevano il prodotto per catturare quella fascia d’età.

Adesso ce l’hanno . Adesso hanno Minecraft .

Svanite le speranze che questo programma immensamente popolare possa mai diventare open source ( come Markus “Notch” Persson aveva affermato che avrebbe potuto diventare un giorno ), Microsoft ha sborsato 2,5 miliardi di dollari per il gioco di Persson nel 2014 e subito si è messa al lavoro per renderlo più attraente  firmando degli accordi con Lego che ha fatto del gioco la stella della sua tecnologia Hololens e spingendo per la realizzazione di un film, ma allo stesso tempo limitando le sue funzionalità.

Ah bene, non avevi mai sentito parlare di quest’ultimo punto? Devo rivelarti che se togli i miglioramenti al packaging e la campagna mediatica,  alla fine puoi vedere  dove Microsoft vuole portare Minecraft .  Semplificando il gioco per adattarlo alla sua versione mobile e non facendolo più girare con Java, Microsoft può controllare meglio su quali piattaforme funzionerà (lo sapevi che attualmente Minecraft funziona bene su Linux perché è scritto in Java? Questa è la prima cosa che verrà eliminata) e ucciderà in un colpo solo l’insieme di tutte le modifiche (mods) non approvate da Microsoft.

Ecco come si stanno mettendo le cose . Prima che le cose vadano completamente a rotoli, la domanda è: la comunità del Software Libero ha un piano B? C’è un programma open source che può competere con Minecraft?

Una soluzione open

Questo articolo sarebbe molto breve se la risposta fosse no.

Per essere sicuro di non avere sbagliato, ho dedicato la maggior parte di quattro settimane a cercare delle alternative. Non avendo avuto molta esperienza di prima mano con i giochi originali ( Infiniminer e Dwarf Fortress ), ho imparato le basi della raccolta e della creazione (mining e crafting) e anche di più. Ho chiaccherato con gli sviluppatori e gli utenti sui loro canali IRC,  chiedendo aiuto soprattutto quando ero disorientato. Ho anche convinto dei giocatori accaniti di Minecraft (vale a dire mio figlio e i suoi amici) a provare diverse versioni libere e a codice aperto di questo genere di giochi in modo che potessero darmi un feedback.

Ecco il verdetto. La risposta è Minetest .

Una laguna deserta in Minetest

Il sole sorge su una laguna deserta in Minetest. Un intero mondo di avventura ti aspetta

Non ho intenzione di affermare l’ovvio, che Minetest è libero/gratuito come in “libertà” e in “ingresso libero” e che non ti costerà un centesimo scaricarlo, condividerlo e giocarci o che non dovrai fare i conti con gli imbrogli di un venditore in esclusiva o che è supportato da una comunità di persone che davvero vogliono solo creare un gioco veramente divertente e giocarci, così le caratteristiche tendono ad aumentare nel corso del tempo e non ad essere arbitrariamente eliminate; come ho detto, non voglio affermare ciò che è comune alla maggior parte dei progetti di Software Libero … E va bene, l’ho appena fatto, ma come se non bastasse  e, a parte tutto quanto detto sopra, Minetest è di per se stesso veramente eccezionale .

Per cominciare, è scritto in C / C ++, il che lo rende più leggero e più veloce di Minecraft.  Ancora più importante, funziona più o meno dappertutto , su PC con sistema operativo Free BSD,  Windows, Linux (cerca un pacchetto nei repository) e MacOS X; sui cellulari Android  e, cosa importante per l’istruzione, anche sul Raspberry Pi.

La cosa interessante è che, a parte alcune caratteristiche per adattarsi ai touch-screen, è sempre lo stesso gioco. Anche la versione per Raspberry Pi è esattamente la stessa della versione PC. Questo già è un vantaggio su Minecraft che, sul Raspberry Pi, è molto limitato e non dà la stessa esperienza del suo equivalente su PC . Lo so perché in passato ho scritto a proposito di Minecraft sul Pi e da allora le cose non sono cambiate di una virgola.

Minetest gira su diversi device

Da sinistra a destra, Minetest in esecuzione su un Raspberry Pi, un tablet Android, e un PC con Linux

È possibile scaricare Minetest per il tuo sistema operativo  o se hai la fortuna di utilizzare una distribuzione GNU / Linux, lascia che il tuo gestore di software faccia il lavoro pesante per te. È inoltre possibile trovare nei repository della tua distro dei file aggiuntivi per Minetest: di sicuro un server Minetest e pacchetti di mods (modifiche) che forniscono materiali come animali e mostri, le condizioni meteo, eccetera.

È tutta una questione di Mods

Questa è una delle principali differenze tra Minecraft e Minetest: in quest’ultimo, quasi tutto è un mod. Infatti, se lanci Minetest senza mod , ti ritrovi a vagare  in un mondo fatto esclusivamente di blocchi di pietra. “Minetest Game” standard è fondamentalmente un catalogo di mod, blocchi ( “nodi” nel gergo Minetest), texture, suoni  aggiunti al motore di base. Dai un’occhiata a games / minetest_game nella tua directory condivisa minetest / e capirai cosa voglio dire. […]

Iniziare il gioco

Ci sono differenze tra giocare con Minetest e giocare con Minecraft? Non molte. La maggior parte delle scorciatoie da tastiera sono esattamente le stesse e, naturalmente, c’è tutta la costruzione (il crafting) . Non hai bisogno di un banco di lavoro in Minetest. Basta premere [i] e accederai a tutte le caselle con i materiali e oggetti che porti con te, insieme con una griglia per la costruzione (crafting). Detto questo, devi costruire una fornace per fondere i minerali in lingotti.

Elementi per costruire un cacciavite

Costruisci subito un cacciavite – è utile per modificare l’orientamento delle scale, dei blocchi e degli altri oggetti.

Insieme a picconi, pale e spade, un altro strumento molto utile (e specifico di Minetest ) che dovresti costruire è il cacciavite. È una buona idea costruirne uno all’inizio del gioco, quando hai un po’ di legno e un po’ di ferro. Il cacciavite ti aiuta a cambiare l’orientamento degli altri elementi. Se costruisci e posi per esempio delle scale  e sono disposte nel modo sbagliato, spostaci sopra il cacciavite e sarai in grado di ruotarle.

Diversi mods aggiungeranno nuovi elementi che puoi trasformare e nuove materie prime o lavorate. Il modulo Technic , per esempio, aggiunge ogni sorta di materiale  hi-tech, dal filo di rame per circuiti elettrici, a punte di diamante per il trapano. Questo mod è continuamente aggiornato. Una delle ultime novità è il reattore nucleare, che è utile, ma anche pericoloso!

Anche se il focus di Minetest non è tanto nel combattere contro i mostri (e questo è il motivo per cui i MOB non sono inclusi per impostazione predefinita) ma nella costruzione (crafting), la presenza di creature che minacciano la tua casa può certamente rendere le cose più divertenti. Ciò che è ancora più divertente, però, è costruire e difendere la tua casa insieme agli amici. […]

Uno strumento didattico

L’argomento più forte a favore dell’utilizzo di Minetest rispetto ad un’alternativa proprietaria è la sua modularità. Agli studenti piacerà il modo in cui possono cambiare ogni singolo aspetto del loro personaggio e gli elementi all’interno del mondo.

 

Anche le forme dei personaggi possono essere modificate utilizzando Blender

Anche le forme dei personaggi possono essere modificate utilizzando Blender

C’è anche un mod guardaroba che l’amministratore del server

Repertorio di materiali per costruire

I blocchi per l’insegnamento

può riempire con skin personalizzate in modo che i giocatori possono cambiare il loro aspetto durante il gioco.

Ma il modding (le modifiche) va oltre l’aspetto puramente estetico, e gli sviluppatori di Minetest hanno creato un intero framework separato dal programma di base che permette agli utenti di creare nuovi blocchi e modificare il loro comportamento, progettare nuovi strumenti, e costruire praticamente qualsiasi altra cosa si possa immaginare. È inoltre possibile creare mods che influiscono sul comportamento del mondo e permettono, per esempio, di creare altri giochi all’interno di Minetest.

Prendiamo ad esempio la serie di mods educativi elencati nel wiki Minetest. Questi vanno da pacchetti di semplici blocchi con alfabeto e numeri, a mods che rendono Minetest compatibile con la API Python di Minecraft per Raspberry Pi . […]

Il linguaggio di programmazione

Tutta la magia del modding viene creata utilizzando Lua , un linguaggio di programmazione di alto livello simile in molti aspetti a Python (il linguaggio utilizzato nell’edizione Raspberry Pi di Minecraft). E ‘una buona scelta perché è pulito – non c’è bisogno di preoccuparsi di simboli strani come in Perl, o di punti e virgola finalicome in C / C ++; unisce le caratteristiche avanzate della programmazione Object Oriented e di quella funzionale ; ed è specificamente progettato per la programmazione di video-game. […]

Avvertenze

Minetest è proprio bello, ma ovviamente  non è perfetto. La complessità del software di base fa sì che sia il client che il server possano andare in crash di tanto in tanto … O almeno questo è ciò che gli sviluppatori mi dicono. È interessante notare che, durante la ricerca per questo articolo, non ho avuto alcun crash, anche usando la versione di sviluppo instabile.

Una questione molto più reale è questa: se Minetest aspira ad essere utilizzato come software educativo, come dovrebbe, non solo deve competere con il colosso Minecraft per i suoi meriti, ma anche con il fatto che Minecraft è pre-installato in Raspbian per il Raspberry Pi e con la sua interfaccia Python.

Anche se l’API Lua di Minetest è molto più potente di quella Python di Minecraft, tanto che quest’ultima è un giocattolo in confronto, e Dio mi proibisce di difendere l’adozione di una tecnologia solo perché è lo standard de facto, si deve considerare la naturale resistenza umana al cambiamento. Chiedere ai docenti di cambiare gioco e linguaggio di programmazione sarà una cosa difficile da far passare.

Poi c’è la modularità. Come accennato in precedenza, questo rende grande Minetest , ma può spaventare i nuovi utenti. Una installazione di base di Minetest non ha una grande dotazione: niente mostri, niente sopravvivenza, niente cibo, niente condizioni meteo … Un nuovo utente sarebbe giustificato se, giocando per la prima volta, pensasse che si tratta di una pallida copia di Minecraft. Vorrei suggerire la creazione di una “versione di Minetest per il grande pubblico”, che comprenda il maggior numero possibile di caratteristiche che i giocatori di Minecraft si aspettano, per evitare la delusioni ai nuovi venuti.

Infine c’è la mia bestia nera che io cito molto spesso: la documentazione. Ho dovuto ricorrere molto al canale IRC di Minetest. I wiki di Minetest , anche se presentano degli indici impressionanti, contengono troppe sezioni vuote. Gli esempi di codice, quando esistono, non sono spiegati e non hanno commenti. Non ci sono tutorial per “imparare facendo” . Quando si chiede ai modder più esperti (che del resto sono molto pazienti e disponibili) si riferiscono sempre a uno specifico file di testo che contiene brevi e spesso criptiche descrizioni di moduli e caratteristiche. Anche in questo caso, non ci sono esempi in questo documento che possano aiutare i nuovi utenti a capire gli strumenti dell’API.

Conclusione

Minetest ha fatto una strada incredibilmente lunga dall’ultima volta che ne abbiamo parlato [http://www.ocsmag.com/2014/06/10/minetest-the-free-open-sourced-version-of-minecraft-joins-pling/ ]. Il solo fatto che funzioni su tutte le piattaforme, Linux, Windows, OS X, Android o Raspberry Pi, lo piazza chiaramente davanti ai suoi concorrenti. Ha sviluppato una comunità sana e attiva ed essendo open source e con un’API aperta e relativamente facile, è stato oggetto  di centinaia di espansioni e mods.

Come strumento di collaborazione e insegnamento per bambini (e adulti) è l’ideale, anche meglio di Minecraft, per la sua natura aperta e libera e per Lua il framework potente e versatile . È logico: Minecraft è stato descritto una volta come ” il Lego social” e viene apprezzato perché favorisce la collaborazione, ma, cosa c’è di più social e più collaborativo del software libero aperto fino al codice sorgente?

 


 

 

Che cos’è uno spazio pubblico digitale?

Dal sito francese   NetPublic  riprendo questa presentazione degli Spazi pubblici digitali (Espaces Publics Numeriques).
Si tratta di iniziative di mediazione digitale di diversa tipologia che hanno avuto grande diffusione in Francia, nate molto spesso come sviluppo delle attività delle biblioteche sono sostenute finanziariamente da programmi nazionali o regionali.
Conoscete qualcosa di simile in Italia?

Il testo originale si trova qui: http://www.netpublic.fr/net-public/espaces-publics-numeriques/presentation/

Ringrazio Jean-Luc Raymond per l’autorizzazione alla pubblicazione dell’articolo.

La responsabilità della traduzione è, come al solito, solo mia.
Questo articolo è pubblicato anche sul sito Medium.com

 

Espace Public Numerique

Foto di Damien Van Acker distribuita con licenza Creative Commons BY-NC-SA

 

Aperto a tutti, uno Spazio Pubblico Digitale (SPD) permette di accedere, di scoprire, di informarsi, di scambiare, di creare e di conoscere/avvicinarsi agli strumenti, ai servizi e alle innovazioni collegate al digitale nel quadro di iniziative differenti: incontri, dibattiti, laboratori collettivi di introduzione o di produzione, mediazioni individuali, libera consultazione ecc.

Gli Spazi pubblici digitali offrono un accesso ad Internet, ma anche un accompagnamento qualificato per favorire l’appropriazione delle tecnologie e delle pratiche di internet fissa e mobile.

Gli SPD sono dei centri di risorse per lo sviluppo digitale del territorio.

Mettono a disposizione le attrezzature, offrono dei metodi di accompagnamento di progetti cooperativi, organizzano dei laboratori e dei percorsi di apprendimento accessibili all’insieme dei cittadini.

Gli SPD sono dei luoghi di sperimentazione e di diffusione di nuovi servizi e di nuove pratiche legate al digitale, ma anche dei luoghi di animazione di progetti collaborativi di prossimità (Co-costruzione, partecipazione, partenariato ecc.).

I servizi offerti dagli SPD si sviluppano continuamente con la comparsa di nuove tecnologie (strumenti, software), nuovi servizi, nuovi obiettivi, nuove regolamentazioni, nuovi rischi, nuove opportunità e nuove pratiche ( smartphone, tablet, ereader, stampa 3D, MOOC, internet delle cose, ENT [Espace numérique de travail], documentazione collaborativa…) per permettere a tutti l’aggiornamento tecnico, giuridico e culturale necessario all’inclusione digitale.

Gli SPD possono perciò sviluppare delle attività legate alle tecnologie di fabbricazione digitale di prossimità, attraverso dei “Fablab” o laboratori di fabbricazione digitale.

Gli SPD possono anche organizzare degli interventi che mirano a sviluppare la gestione delle informazioni provenienti dalle amministrazioni e dalle imprese per permettere ai cittadini di appropriarsi di questi dati e di creare i nuovi servizi di cui avranno bisogno nella vita quotidiana ( nel quadro degli “InfoLab”).

Espace Public Numerique

Elenco non esaustivo delle realizzazioni esistenti all’interno degli SPD:

  • Accompagnamento individuale e collettivo
  • Introduzione a Internet e alla multimedialità
  • Perfezionamento e accompagnamento di progetti digitali
  • Pratiche culturali, creazioni artistiche
  • Accompagnamento scolastico, azioni socio-educative (ritmi scolastici, FSE)
  • Coworking, telelavoro, formazione a distanza, MOOC…
  • Ricerca d’impiego su Internet, reti socio-professionali…
  • Procedure amministrative, e-administration, m-administration ( amministrazione accessibile online attraverso dispositivi mobili: cellulari, smartphone)
  • Vita quotidiana (acquisti, tempo libero …)
  • Strumenti e utilizzi mobili (smartphone, tablet, ereader, applicazioni)
  • FAB LAB, INFO LAB, LIVING LAB, Recycl’Art, Upcycling, …
  • Accoglienza portatori di handicap
  • Accoglienza giovani
  • Accoglienza anziani
  • Accoglienza disoccupati
  • Accompagnamento di associazioni
  • Accompagnamento di PMI (piccole e medie imprese), « Consiglieri digitali »
  • Accoglienza CNIL ( Commissione nazionale informatica e libertà)
  • Spazio di accompagnamento ai videogiochi
  • Centro di esami PIM (Passaporto Internet e Multimedia)
  • Centro di esami B2iAdultes (patente informatica e internet)
  • Laboratori di robotica, programmazione informatica (coding …)
  • Accesso WIFI, accesso in autonomia
  • Conferenze, spazi di riflessione sulle nuove pratiche
  • Partecipazione degli utenti alla gestione degli SPD
  • Progetti di sviluppo locale (Agenda 21, socio-economici, educativi, …)
  • Accompagnamento « cassaforte elettronica »
  • Accoglienza Ordi2.0 (prestito di materiali, circuito di riciclaggio …)
  • Interventi decentrati, di prossimità, all’aperto, SPD mobile
  • Risorse digitali (Intervenants, materiali, documentazione, ingegneria, consulenza…)
  • Partenariato con scuole
  • Scienze partecipative (cartoparty, biodiversità, patrimonio culturale, …)
  • Translitteracy e empowerment (pratiche, progetti, conferenze, dibattiti…)
  • Partecipazione dei giovani alla gestione degli SPD
  • Internet degli oggetti (scoperta, primi passi, creazione…)

Espace Public Numerique

Reti e progetti locali e nazionali a sostegno degli SPD

Esistono due progetti a livello nazionale:

  • Gli spazi Cyber-Base creati nell’ambitodel programma Cyber-Base della Caisse des Dépôts et Consignations,
  • I « Point Cyb – Espace Jeune Numérique » creati e amministrati nel quadro di un marchio e di un capitolato , attraverso le DDCS (Directions Départementales de la Cohésion Sociale) dal ministero della gioventù, dell’educazione popolare e della vita associativa all’interno della rete Information-Jeunesse.

Il progetto Espaces Culture Multimédia del Ministero della cultura si è sviluppato in direzione di un sostegno alla diffusione della cultura digitale attraverso i Rencontres Nationales Culture Numérique che si tengono quattro volte l’anno: http://www.rencontres-numeriques.org/2013/

Questi progetti nazionali si intrecciano a livello locale con i programmi delle collettività territoriali. La maggioranza delle collettività territoriali hanno creato degli SPD collegati in rete sul territorio. Questi interventi locali contribuiscono alla riduzione delle diseguaglianze geografiche, culturali, sociali ed economiche che possono esistere su uno stesso territorio (cfr. i programmi territoriali).

Lo sviluppo degli Spazi Pubblici Digitali offre, oltre all’accesso in rete a chi non ne dispone, introduzione e approfondimenti a chi desidera conoscere meglio queste nuove tecnologie.

Gli Spazi Pubblici Digitali rappresentano un mezzo efficace per lottare contro la frattura digitale sia materiale che culturale. Contribuiscono a promuovere e a facilitare la scoperta dei principali utilizzi di internet ( m.administration, e-commerce, Internet della conoscenza e della cultura) e delle tecnologie digitali (cellulari,internet delle cose, programmazione delle schede Arduino, stampanti 3D…)

In Francia sono aperti 5000 Spazi Pubblici Digitali, in cui uno o più animatori multimediali, mediatori digitali, consiglieri digitali, LabManager… accompagnano, introducono e sostengono tutti nel padroneggiare meglio gli strumenti e i servizi offerti da Internet e più in generale dalle tecnologie dell’informazione, della comunicazione e della conoscenza.

Alcuni Spazi Pubblici Digitali sono “generalisti”, altri invece “specialistici” ( video e foto digitali, accompagnamento nella ricerca d’impiego, lotta contro l’esclusione, l’analfabetismo).

Nel condurre i progetti di sviluppo locale, utilizzando la leva del digitale, gli animatori degli SPD possono essere assistiti da uno o più assistenti tecnici che lavorano all’interno dei progetti Emplois d’Avenir (impieghi del futuro): operatore (forgeur) digitale, regista multimedia… cfr. la tabella dei 6 mestieri corrispondenti ai nuovi bisogni dell’accesso pubblico a Internet e alla culura digitale.

Gli SPD hanno una storia ispirata in parte ai primi club informatici. Il primo SPD sembra essere nato a Strasburgo nel 1996 su iniziativa locale. Si sono poi sviluppati con modalità differenti attorno a iniziative private o a iniziative collegate alle politiche pubbliche locali e nazionali.

Alcuni grazie a un programma nazionale per iniziativa di un ministero o di un organismo pubblico, altri nell’ambito di programmi regionali, dipartimentali, cittadini o di consorzi comunali che si collegano a volte con altri programmi più centrati sulla formazione professionale e l’auto-formazione. Altri infine sono il risultato di iniziative associative locali.

L’insieme forma una carta differenziata degli spazi pubblici spesso raggruppati in rete attorno a dei centri di risorse.

Icona mappa EPNAnnuario e mappa degli Spazi Pubblici Digitali in Francia

 

Fai concorrenza ad Amazon con Framabookin!

 

 Tornano le traduzioni estive, da Framablog riprendo la presentazione di Framabookin.
Naturalmente un ringraziamento a Framasoft.

Che cos’è Framabookin?  È una biblioteca digitale  di ebook liberi o provenienti dal pubblico dominio, accessibile attraverso un feed OPDS. Questo servizio viene presentato  all’interno della campagna Degooglisons Internet (Liberiamo Internet da Google) e vuole essere un esempio di come si possa decentrare la distribuzione di ebook liberi creandosi un proprio server OPDS.

È in arrivo anche la traduzione delle istruzioni per costruire con software libero un proprio server OPDS.

Come al solito la responsabilità della traduzione è solo mia, è gradita la segnalazione di eventuali errori o imprecisioni.

Buona lettura😉

L’estate è arrivata e con lei le vacanze, la siesta e i momenti in cui finalmente ci si può prendere il tempo di leggere, tranquillamente distesi sul proprio asciugamano, poltrona o sedia a sdraio…

Il piccolo Dupuis-Morizeau è come i suoi genitori: non si separa mai da 3-4 libri che divora uno dopo l’altro. Per non sovraccaricare la sua valigia legge degli ebook sul suo telefono, aspettando il suo prossimo compleanno per poterli leggere su un tablet (come il suo patrigno, appassionato di fumetti) o su un ereader (come sua madre che ama la lettura comoda).

Però ecco il problema: questi oggetti e applicazioni sono spesso collegati a dei cataloghi (Amazon, Google Book, Kobo…) dove dei furbacchioni cercano di farti comprare dei libri di pubblico dominio ( ti farebbero pagare anche le opere di Pouhiou che sono invece gratuitamente e liberamente disponibili sul suo sito!).

È pensando alla famiglia Dupuis-Morizeau che noi abbiamo aperto un catalogo di libri elettronici liberi: Framabookin!

framabookin

Clicca sull’ereader per accedere a Framabookin

Pubblico Dominio e Framabook a portata di mano

Framabookin (si pronuncia come « bouquine »,nel francese familiare è il verbo leggere) è un catalogo OPDS. Dietro a questo acronimo barbaro (Open Publication Distribution System) si nasconde infatti la possibilità di presentare in un solo link tutta una collezione di libri in formato elettronico con le loro copertine, le sintesi, gli autori ecc. Un database in cui puoi guardare, cercare e (ri) trovare l’opera che volevi.

 

Lo scarico o no?

Lo scarico o no?

 

Basta seguire il nostro tutorial per aggiungere questo catalogo alla tua applicazione di lettura preferita ( per esempio l’applicazione libera FBReader) o curiosando nella sua interfaccia web dal navigatore del tuo tablet/ereader per accedere in due clic e tre trascinamenti a tutti i libri liberi che abbiamo raccolto per te.

Per fornirti questo catalogo, abbiamo ospitato una copia della collezione Bibebook. Si tratta di un gruppo di appassionati che hanno preso delle opere dal pubblico dominio per farne degli ebook ben curati, con dati chiari e una bella formattazione… insomma fatti per essere piacevolmente letti sugli ereader. Malgrado una sovrapposizione di diritti editoriali (licenza CC-BY-SA) su delle opere che provengono dal pubblico dominio, bisogna riconoscere che il loro lavoro editoriale è ammirevole e che ci permettono di mettre facilmente a portata di wifi i grandi classici della cultura francese come Hugo, Zola e Baudelaire.

 

Naturalmente, abbiamo incluso in questo catalogo la collezione dei Framabooks. Dal romanzo di Lily Bouriot ai fumetti di Gee passando per i nostri manuali e per la biografia di Richard Stallman, tutta la collezione dei libri preparati dalla comunità di Framasoft è presente all’appuntamento per il vostro più grande piacere e non aspetta che la vostra divorante voglia di leggere.

Crea i cataloghi dei tuoi sogni!

Framabooks

Ma che belli i Framabooks

 

Framabookin non ha per vocazione di diventare IL catalogo del Libero e tanto meno Framasoft vuole trasformarsi nel GAFAM (Google, Apple, Facebook, Amazon, Microsoft) del Libero.
Perciò cari autori, inutile precipitarsi sulle vostre tastiere per inviarci la vostra ultima opera con licenza libera perché noi la inseriamo nel nostro catalogo: non abbiamo un esercito di volontari pronto a diventare un comitato editoriale (ma non esitate a proporre le vostre opere alla collezione Framabook).

 

 

 

 

 

Come sempre con i nostri servizi della campagna Degooglisons Internet (Liberiamo Internet da Google), l’obiettivo è triplice:

  • sensibilizzarti al fatto che qualche grande attore (Amazon, Google books, Itunes bookstore) monopolizza la diffusione della cultura digitale, malgrado il lavoro formidabile di progetti alternativi (Gutenberg, Wikisource, Bibebook, ecc.) ;
  • dimostrarti che è possibile (e facile) ospitare da soli il proprio catalogo, mettere a disposizione le proprie collezioni di libri liberi per la propria famiglia, scuola, associazione o impresa;
  • spingerti a diffondere l’informazione, a diventare tu stesso il concorrente di Amazon & compagni, offrendoti un tutorial che ripercorra passo a passo come abbiamo fatto per ospitare Framabookin.

Buone letture

Dunque: IL catalogo che raccoglie TUTTI gli ebook liberi francofoni è ancora da inventare…
Ma aspettando di avere il piacere di sostenere una tale iniziativa, abbiamo fretta di scoprire il TUO catalogo, quello che riflette i tuoi gusti e le tue scelte editoriali.

E soprattutto, nel frattempo, ti proponiamo di fare come la famiglia Dupuis-Morizeau e di frugare tra le centinaia di testi liberi che si scaricano a partire da un solo indirizzo:
www.framabookin.org

Come liberare il proprio libro dal copyright, sostenere il software libero e guadagnarci anche

Riprendo questo bell’articolo di Vincent Jousse sulla sua esperienza di autore, tra copyright e licenze libere.

Il testo originale si trova qui:
http://viserlalune.com/blog/pourquoi-jai-donne-2-ans-de-travail-et-combien-ca-ma-rapporte/
ed è distribuito con licenza Creative Commons BY

La responsabilità della traduzione è, come al solito, solo mia. Questo articolo si può leggere anche su Medium

Grazie a Vincent Jousse, per aver condiviso il suo libro e la sua esperienza🙂

 

Ho scritto un libro. Due anni di lavoro e di riflessione per partorire un libro tecnico di 60 pagine su un editor di testo che porta il dolce nome di Vim .

Mi dirai che due anni per 60 pagine sono molti, e hai ragione. Dato che di fronte a questo tipo di impegni tendo a procrastinare, sono particolarmente orgoglioso di essere riuscito ad arrivare fino in fondo. Naturalmente, tutti questi sforzi dovevano essere ricompensati. Le persone che volevano imparare Vim leggendo la mia prosa avrebbero dovuto pagare 9,99 euro. Ogni lavoro merita un salario, non è vero?

Nell’aprile 2013 ho messo in vendita il mio libro, protetto come si deve dal copyright. Da aprile 2013 ad agosto 2014, ne ho vendute 90 copie, cioè 899,10 euro di “ricavi”. Come imprenditore di me stesso, tolgo circa il 26% di tasse/imposte e il 5% di costi per la piattaforma che ho usato per vendere il libro ( Payhip ), il che fa circa 620 euro nelle mie tasche. Non male per 90 copie vendute.

Sì, ma ecco che un problema ha cominciato ad emergere. Mi sono sforzato per due anni per scrivere qualcosa letto da 90 persone? Sul serio? Io, che scrivendo questo libro volevo rendere accessibile questo meraviglioso strumento chiamato Vim al maggior numero di persone, l’ho diffuso in 90 copie? In più, chi ne possiede una copia non ha il diritto di condividerla o di farne ciò che vuole, per paura di essere accusato di pirateria.

Allora mi sono posto questa domanda: “Chi sono io per decidere arbitrariamente di limitare l’accesso alla conoscenza contenuta nel libro solo a chi può pagare 9,99 euro? “ Dopo tutto, se ho potuto scrivere questo libro, è grazie a quelli prima di me che hanno deciso di donare il loro tempo. Si tratta di un libro basato su un software libero e sulle conoscenze che ho accumulato grazie alle persone che hanno scritto dei post sull’argomento.

Il fatto di aver assemblato tutto questo in un libro giustifica il fatto di limitare l’accesso, facendo pagare un prezzo fisso? Più ci pensavo e più mi rispondevo di no. Ho costruito le mie conoscenze su quelle degli altri e niente giustifica che io me ne appropri. Tutti devono essere in grado di godere di questo libro, che abbiano i soldi oppure no. Dovevo dunque renderlo disponibile anche senza soldi. Sì, ma avevo paura. Paura di che cosa? Paura che piratassero in massa il mio libro e che io non ci guadagnassi più niente! Se non avessi obbligato la gente a pagare, nessuno, avrebbe più pagato, no? Chi ha mai pagato uno shareware?

In realtà, non sapevo nulla e volevo sapere. Volevo sapere che cosa sarebbe successo se avessi chiesto alla gente di fissare loro il prezzo. A seconda della loro situazione e di ciò che il libro gli avrebbe dato, avrebbero deciso loro se pagare e con che cosa. Dalla semplice email di ringraziamento alla donazione di Bitcoin, passando per i classici euro, ognuno sarebbe stato libero di pagare come voleva. O anche di non pagare affatto. Stavo per vendere il mio libro a prezzo libero .

L’idea è quella di affermare che il libro non è gratuito, ma che si può pagare con qualcosa di diverso dagli euro. Per me, ognuno ha necessariamente qualcosa da offrire che non costa denaro: una e-mail, un sorriso, un grazie.

Nel farlo, ho anche deciso di distribuire il libro con licenza CC : ognuno può fare quello che vuole (per scopi commerciali e non) a patto che non si attribuisca la paternità del libro. E per questo, ho reso disponibile il codice sorgente su Github . Infine, ho deciso di ringraziare il mondo del software libero in generale, donando il 20% dei proventi del libro alla associazione di promozione del (software) libero Framasoft .

Quindi, riassumendo: rendo il mio libro scaricabile per tutti, lo distribuisco con una una licenza libera, rendo pubblico il suo codice sorgente e verso il 20% a un’associazione di pubblica utilità.

Mi ero abituato all’idea che potenzialmente avrei potuto anche non guadagnare più niente con il mio libro. Ma in primo luogo non l’avevo scritto per questo e in secondo luogo se questo era il prezzo da pagare per diffonderlo al maggior numero di persone, lo avrei pagato.

Eccoci alla fine di agosto 2014 e il libro è liberamente scaricabile da https://vimebook.com . L’accoglienza della comunità è stata molto positiva e il libro è stato scaricato molte volte da allora. Più precisamente, al momento in cui scrivo queste righe, è stato scaricato 1.619 volte contro le 90 volte prima di metterlo a prezzo libero. Circa 200 persone hanno fatto donazioni in euro, circa 30 persone in email e una in lolcat. Ho ricevuto 17 Flattr e qualche Bitcoin. Da un punto di vista puramente economico, ecco le cifre. Ho venduto per 1,829.69 euro in 9 mesi, per un donazione media di circa 9 euro (alcuni hanno donato 25 euro!), 366 euro vanno a Framasoft, circa 120 euro a Stripe (la piattaforma di pagamento online) e 475 euro in tasse. Alla fine, io guadagno circa 870 euro.

Prima del prezzo libero: 1 anno e mezzo, 90 download, € 9,99, donazioni all’associazione € 0, licenza non libera, denaro guadagnato: 621 €.

Dopo il prezzo libero: 8 mesi, 1619 download, prezzo medio € 9, donazioni all’ associazione € 366, licenza libera, denaro guadagnato: 870 €.

Distribuendo il mio libro a prezzo libero ho perciò: permesso a tutti di leggerlo, guadagnato più soldi, lavorato per una buona causa aiutando Framasoft. Alla fine, ho avuto tutto da guadagnare in questo modo, ma per questo, ho dovuto provare. Ho dovuto superare la paura di regalare il mio lavoro. Era necessario che io responsabilizzassi gli “acquirenti” e avessi fiducia in loro. E se alla fine tutto dipendesse dall’ arte di chiedere ?

E tu, cosa ne pensi del prezzo libero?

Moda e software libero: disegnare e creare i propri abiti

Disegnare e creare i propri abiti col software libero? Adesso è possibile: nei makers lab c’è posto anche per cartamodelli, plotter e macchine da cucire🙂

Dal sito http://linuxfr.org ho tradotto l’articolo Mode et couture libre, di Thomas Debesse:  un’interessante panoramica sugli strumenti open source  per disegnare e creare capi di abbigliamento e sulle tematiche collegate al copyright e all’uso delle licenze Creative Commons nel campo della moda.

 

Framablog ha presentato il 7 gennaio 2014 il software libero Valentina, un programma per disegnare cartamodelli di abiti!

Questa è l’occasione per fare il punto sulle iniziative libere nel campo della moda, scoprire un’ offerta di software ancora agli inizi e riflettere sul concetto stesso di moda libera.

 

Il software Valentina

L’articolo di Framablog è principalmente una traduzione di quello di Alexandre Prokoudine sul sito Libre Graphics World (in inglese).

Valentina è un giovane progetto nato da due constatazioni: i software di design per la moda non sono liberi e sono per lo più molto costosi! Alexandre Prokoudine fa l’esempio di un programma la cui licenza costa 16.000 dollari. Se il costo del plotter è incomprimibile, il costo di una licenza software può sembrare rapidamente esorbitante. Così Alexandre spiega che gli stilisti all’inizio della loro carriera sono costretti a utilizzare delle applicazioni molto semplici o dei software CAD generici e poco adatti al mestiere.

Sulla base di questa constatazione, l’obiettivo del progetto Valentina è quello di realizzare un software che sia libero e anche gratuito. Queste due caratteristiche sono importanti per il progetto, la gratuità non è che una conseguenza della libertà.

Per chi fosse interessato, Roman Telezhinsky e Christine Neupert hanno scritto un tutorial per creare modelli (N.d.t: il link non è più attivo dobbiamo accontentarci del manuale in inglese) e Roman Telezhinsky ha pubblicato (in russo, ma con molte foto) un articolo che mostra passo passo il confezionamento di un abito utilizzando il software Valentina.

Valentina
Valentina in azione

Per chi volesse contribuire, Valentina è un software sviluppato in C ++ con QT5.

NDA: Grazie a Tanouky per il suo post su Valentina: Valentina – Outil libre de création de vêtements.

Inkscape, Blender, MakeClothes …

Anche se questo settore è poco sviluppato, non è però la prima volta che il software libero si interessa all’abbigliamento.

Ben prima dell’équipe di Valentina, Suzan Spencer aveva chiarito molte cose lavorando con il software di disegno vettoriale Inkscape , sul sito Tau Tau Meta Physica si possono trovare dei tutorial per la produzione di modelli di abiti.

Framablog fa riferimento, oltre ad Inkscape, a un altro strumento, MakeClothes per Blender.

MakeClothes non è un software per stilisti, è uno strumento per simulare degli abiti in scene e animazioni 3D, come MakeHuman che è uno strumento per la modellizzazione di personaggi umani.

Anche se questo non è un software per stilisti, l’idea di di modellizzare degli abiti su un manichino realizzata con MakeHuman è molto attraente perché questo permetterebbe di testare un’idea non solo su un manichino, ma su un manichino mobile con diverse libertà e di utilizzare il motore fisico di Blender!

Purtroppo, è probabile che questo tipo di soluzione non sia ottimale, e che si incontrino le stesse difficoltà incontrate da coloro che utilizzano Blender per la stampa 3D: Blender non è un programma CAD e ha la vocazione a produrre immagini che assomigliano alla realtà, non dei modelli applicabili nella realtà!

Tuttavia, è probabile che molte cose nel lavoro di Suzan Spencer potranno servire al progetto Valentina, e che le capacità di simulazione offerte dai software liberi come Blender apriranno delle porte molto interessanti. Il futuro è perciò incoraggiante.

Moda, copyright, pubblico dominio e cultura libera

Framasoft aveva anche tradotto un interessantissima conferenza TED di Johanna Blakley sulla moda e sul diritto d’autore: Lessons from fashion’s free culture.

La conferenza risale già al 2010 ! Abbiamo imparato che negli Stati Uniti il copyright ha ben poca presa sulla moda. In effetti l’abbigliamento è considerato troppo utile per poter essere protetto.

Johanna Bakley arriva perfino ad affermare:

L’unica cosa che non può essere copiata è l’etichetta della marca commerciale attaccata all’abito.

Purtroppo, questo non è del tutto vero in Francia , dove non c’è distinzione tra opere di pubblica utilità e opere artistiche.

Johanna Blakley mostra come questa assenza di limiti non costituisca un freno allo sviluppo del settore della moda! Il copyright viene spesso invocato con il pretesto di proteggere l’industria e la creatività, la moda dimostra che possiamo farne a meno e che il settore funziona benissimo senza!

Un fine gastronomo potrebbe fare un parallelo con la cucina dove non si possono proteggere le ricette. Con una cucina sottoposta al copyright, la Francia non avrebbe avuto la stessa reputazione.

Ma possiamo generalizzare la constatazione del successo della moda e della cucina, in assenza di vincoli giuridici basati sul principio del copyright?

Il blog “Roman lubrique” dimostra che, al contrario, in un settore molto segnato dal diritto d’autore, quello dell’editoria, su Amazon si trovano più libri del 1880 che libri del 1980 e che questo delinea la “cultura perduta della generazione copyright.” Non è chiaro se il pubblico dominio sia un buon alleato commerciale, ma culturalmente, la sua assenza è un disastro.

Cartamodelli con licenza Creative Commons?

Allora, esistono dei cartamodelli liberi in Francia?

Una giovane azienda francese, 1083 borne in France vende jeans con i cartamodelli per farseli da soli, con licenza Creative Commons BY (Attribuzione). Il numero 1083 corrisponde alla distanza più lunga tra due città della Francia metropolitana: 1083 km tra Mentone e Porspoder . Pubblicando il suo cartamodello, l’azienda ha in mente l’idea di un kit a chilometro zero, i jeans da fare in casa propria!

cartamodello
Anteprima di un cartamodello 1083