Narratrici e narratori, alle vostre tastiere! Grafiche e grafici, alle vostre tavolette!

Un ringraziamento a Cyrille e a Framasoft 🙂

Da molto tempo ormai Framasoft non si limita al software libero, ma accogliamo con piacere tutto ciò che è cultura libera.

Grazie a Cyrille, che ce l’ha fatta conoscere e firma l’articolo qui sotto, è un bel po’ di tempo che amiamo la piattaforma StoryWeaver :  per quelli che ancora non lo conoscono, questo sito indiano offre molte risorse di “letteratura per l’infanzia” come si dice nella biblioteca della tua zona, sotto licenza libera, creative commons by.

Sulla piattaforma di StoryWeaver puoi:

In un prato verde dei bambini corrono verso uno scaffale di libri

  • Leggere (Read) storie illustrate in italiano, francese , inglese e 150 altre lingue. Il sito annuncia oggi: 12852 storie e 2 023 635  letture! Le storie sono adattate a vari livelli di giovani lettori, di grande diversità culturale e geografica. Puoi leggerle su un grande schermo, su un tablet, scaricarli in .pdf, creare una libreria offline, ecc. Ci sono anche alcune storie con animazioni in .gif!
  • Ascoltare leggendo (Readalong). Per ora sono disponibili delle storie in hindi e in inglese piacevoli da ascoltare, possiamo seguire il testo sull’immagine, un po’ come un karaoke. Eccellente se vuoi presentare ai tuoi bambini un’altra lingua.

Animali diversi (camaleonte, serpente, fenicottero) e una bambina: tutti tirano fuori la lingua.

  • Tradurre (Translate): la traduzione è fatta pagina per pagina con un’interfaccia facile da usare. Sentiti libero di aggiungere il tuo contributo a questa ricchezza condivisa! Aggiungi in particolare alle traduzioni in francese  di Cyrille e Goofy .
Banner colorato (Create) con un mercato in India, alcune bancarelle che vendono verdura o frutta. Testo sull'immagine (traduzione) "Crea una storia con oltre 10.000 immagini" e un pulsante da cliccare su "Crea una storia ora"

Banner colorato (Create) con un mercato in India, alcune bancarelle che vendono verdura o frutta. Testo sull’immagine (traduzione) “Crea una storia con oltre 10.000 immagini” e un pulsante da cliccare su “Crea una storia ora”

  • Creare (Create), cioè, costruire una storia associando immagini e testi. Una banca di immagini è già disponibile,  ma è possibile aggiungerne altre ovviamente. Ecco un contributo molto simpatico che sarà apprezzato da un gran numero di bambini, anche nel resto del mondo se la tua storia viene tradotta.

Cyrille spiega precisamente i termini del concorso che è stato lanciato lanciato (rimane solo una settimana!)

Concorso di letteratura per l’infanzia

Il sito Storyweaver ha lanciato dal 20 marzo (il giorno del World Story Day) e fino al 20 aprile il suo concorso annuale “Racconta, Remixa, Gioisci ” (” Retell, Remix and Rejoice” in VO).

Il concorso è aperto a 10 lingue e per il primo anno anche al francese!

screenshot: l'annuncio del concorso su Storyweaver

Screenshot: l’annuncio del concorso su Storyweaver

Qual è il concorso?

Devi creare una storia originale per uno di questi livelli

  • livello 1: lettori principianti, frasi brevi, meno di 250 parole
  • livello 2: lettore più sicuro, storie da 250 a 600 parole.

I livelli di lettura sono definiti sul sito .

Per illustrare la tua storia puoi cercare nella banca delle illustrazioni del sito.

Screenshot: banca immagini di Storyweaver

Screenshot: banca immagini di StoryWeaver

Queste immagini possono anche essere il punto di partenza per inventare la tua storia.

Personalmente, ti consiglio, se puoi, di usare illustrazioni realizzate dallo stesso artista per mantenere una coerenza stilistica nella tua storia.

Quali sono i temi selezionati quest’anno?

Quest’anno sono stati scelti quattro temi. Dato che sono relativamente ampi, non c’è dubbio che la tua storia rientrerà in una di queste categorie.

Famiglia, amici e storie di quartiere: storie che esplorano le relazioni dei bambini con la famiglia, gli amici e persino gli animali domestici, così come il loro ambiente e il loro quartiere.

Storie divertenti : temi che usano l’umorismo per raccontare una storia e promettono di farti ridere.

Storie sportive
: storie che coinvolgono la pratica di uno sport e la comunità che lo circonda. Conoscete uno sportivo o una sportiva che merita la sua storia?  Noi vi ascoltiamo!

Storie di scuola
: vita a scuola, amicizie a scuola, insegnanti, tempo trascorso a scuola e persino il pranzo a scuola!

Che cosa si vince?

Tre finalisti vinceranno libri e una sessione di consulenza editoriale individuale con uno degli editor (attenzione, a mio parere, sicuramente in inglese, da confermare). Il primo vincitore avrà la possibilità di vedere il suo libro illustrato di nuovo.

E se non facciamo parte dei finalisti, abbiamo il piacere di vedere la nostra storia vivere, tradotta o riadattata da altre persone.

Andiamo!

Per partecipare, devi avere più di 18 anni e accettare di inserire la tua storia sotto una licenza libera.

Dopo aver creato un account sul sito, vai avanti e inizia la tua prima storia senza problemi .

Un piccolo video in inglese (attenzione è YouTube) è disponibile per aiutarti a inventare la tua prima storia:

Se hai ancora domande, puoi scrivere a storyweaver@prathambooks.org

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Framasoft in italiano: facciamo il punto della situazione

La home page di Framasoft è stata finalmente tradotta in italiano, ne approfitto per fare il punto sugli altri servizi liberi di Framasoft che parlano italiano.

Framasoft è... una parte della home page di Framasoft in italiano

Partiamo da Framapad, l’editor di testo collaborativo, un’istanza di Etherpad in salsa Framasoft.

Home page di Framapad.org in italiano

Un articolo sull’uso didattico di Framapad si può leggere qui: http://scuola.linux.it/a-proposito-di-framapad

Segue poi Framacalc, il foglio di calcolo collaborativo basato su Ethercalc, il software di origine soffre ancora di qualche problema che speriamo venga risolto nello sviluppo futuro.

Home page di Framacalc.org in italiano

Ecco poi Framadate un software collaborativo per pianificare eventi e per prendere decisioni, è basato sul software libero Studs.

Home page di Framadate in italiano

Framadrop è un servizio che permette di condividere file in modo riservato, è basato sul software libero Lufi.

Home page di Framadrop in italiano

Framapic è un servizio per condividere immagini in modo riservato, è basato sul software libero Lutim creato da Luc Didry.

Home page di Framapic in italiano

Framinetest Edu è un’istanza di Minetest un serious game che costituisce un’alternativa libera a Minecraft e permette di costruire a blocchi, come nel Lego, dei mondi digitali. Per saperne di più su Framinetest e le sue applicazioni didattiche puoi leggere tre articoli (in italiano) qui: https://nilocram.wordpress.com/tag/minetest/

Una schermata di Framinetest Edu

Per concludere, ecco PeerTube: non è propriamente un servizo Framasoft, ma lo sviluppo del software è stato finanziato, da Framasoft grazie a un crowdfunding, oggi esistono numerose istanze di PeerTube a cui è possibile registrarsi.

Home page in italiano di joinpeertube.org

Bene, questi sono i servizi liberi di Framasoft che oggi parlano italiano. Speriamo prossimamente di aggiungerne qualche altro 🙂

E come dicono i nostri confratelli transalpini: à suivre…

MobiliZon: riprendiamo il controllo su ciò che ci unisce

Come promesso, le renne di Babbo Natale hanno portato sotto l’albero la traduzione italiana  dell’articolo che presenta  un altro progetto di Framasoft: MobiliZon, “uno strumento, conviviale, emancipatore ed etico per riunirsi, organizzarsi, mobilitarsi”.

Un’altra ragione per sostenere Framasoft!

Buona lettura 🙂

Il testo originale si trova qui: https://framablog.org/2018/12/11/mobilizon-reprendre-le-pouvoir-sur-ce-qui-nous-rassemble/

Vogliamo costruire gli strumenti che i giganti del Web non possono e non vogliono creare. Per raggiungere questo obiettivo abbiamo bisogno del tuo aiuto .

Pensare fuori dai sentieri battuti dagli azionisti

Povero MeetUp! Povero Facebook con i suoi  eventi e i suoi gruppi! Riesci a immaginare quanto sia difficile essere una delle più grandi capitalizzazioni di borsa al mondo? No, ma il fatto è che gli azionisti non sono mai contenti, quindi questi dividendi bisogna strapparli coi denti !

I nostri poveri piccoli giganti del web sono obbligati  a creare strumenti che ti danno un controllo minimo sulle tue comunità (familiari, professionali, militanti, ecc.). Perché in fondo, i centri di interesse che condividi con gli altri sono i loro affari! I nostri poveri venditori di ore di cervello disponibili sono troppo impegnati a rinchiuderti nelle loro piattaforme in cui tutto ciò che fai sarà utilizzato contro di te. Perché un profilo pubblicitario completo si vende più caro e questo conta nelle loro azioni …

E noi, pretenziosi internauti, vorremmo che ci creassero anche uno strumento completo, etico e pratico per riunirci …? Ma chiediamo troppo a questi miliardari del marketing digitale!

Visto che siamo a Framasoft, abbiamo pensato che stavamo per togliergli una spina dal piede.  Sì, ci vuole uno strumento per organizzare quei momenti in cui ci riuniamo, che sia per divertimento o per cambiare il mondo. Quindi accettiamo la sfida e ci rimbocchiamo le maniche.

Non cambieremo il mondo da Facebook

Al lancio della tabella di marcia di Contributopia, abbiamo annunciato un’alternativa a Meetup, nome in codice Framameet. Inizialmente, abbiamo davvero immaginato uno strumento che potesse essere usato per riunirci per il compleanno del più giovane,  per l’assemblea della nostra associazione o  per l’incontro del club di Aikido … Uno strumento che imitasse gruppi ed eventi di Facebook, ma in versione libera, rispettosa della nostra sfera privata.

Poi, abbiamo visto come le “Climate Marches” sono state organizzate su Facebook e come questo strumento ha limitato le persone che volevano organizzarsi per partecipare a questi eventi. Faremo davvero clic su “Sono interessato” se sappiamo che i nostri colleghi, i nostri amici d’infanzia e la nostra famiglia lontana possono vedere e criticare il nostro comportamento? Quale possibilità avranno le organizzazioni di inviare informazioni ai partecipanti quando tutti sono bloccati nei muri di Facebook dove l’Algoritmo decide cosa vedrai e cosa non vedrai?

“Le società del capitalismo di sorveglianza non sono capaci di produrre lo strumento che sogniamo, perché non possono trarne profitto. È un’opportunità per fare meglio di loro, facendo in modo diverso.”

Siamo stati contattati da persone delle manifestazioni #OnVautMieuxQueÇa e contro la legge sul lavoro, le “Nuits Debout”, le Marce per il clima e i Gilet gialli … e lavoriamo regolarmente con Alternatiba, l’associazione Résistance à l’Agression Publicitaire, il movimento Colibris o i CEMÉA (tra gli altri): la maggior parte di queste persone faticano a trovare strumenti per strutturare le proprie azioni di mobilitazione, senza perdere il controllo della loro comunità, del collegamento che si è creato.

Gruppo dei gilet gialli su Facebook: " Qualunque sia l'esito del movimento, il databasel''opinione' che rimarrà nelle mani di Facebook è una bomba democratica a scoppio ritardato...E finora non abbiamo assolutamente alcuna garanzia che non sarà venduto a pezzi o al miglior offerente / i."

Clicca sull’immagine per leggere l’articolo di Olivier Ertzschied « Après avoir liké, les Gilets Jaunes iront-ils voter ? »

Ma “chi più può, può anche meno”: se progettiamo uno strumento che può aiutare un movimento cittadino ad organizzarsi, a emanciparsi … questo strumento può essere utilizzato anche per gestire il compleanno a sorpresa dello zio Pino!

Quello che MeetUp ci rifiuta, lo troveremo in MobiliZon

Progettare il software MobiliZon (perché questo sarà il suo nome), è riprendersi il potere che ci è stato tolto dalle piattaforme centralizzate dei giganti del web. Togliere il potere ai GAFAM per rimetterlo nelle mani di … noi, persone, umani, Ci ispireremo all’avventura di PeerTube e pensiamo a un software davvero emancipatore:

  • Sarà un software libero : la direzione che Framasoft gli dà non è adatta a te? Avrai il potere di portarlo su un’altra strada.
  • Come Mastodon o PeerTube , sarà una piattaforma federata (tramite ActivityPub ). Avrai il potere di scegliere chi ospita i tuoi dati senza isolarti dal resto della federazione, i “fediverse”.
  • L’effetto “doppio arcobaleno” della federazione è che con MobiliZon darai al tuo evento il potere di interagire con i toot di Mastodon , i video di PeerTube,  la musica di FunkWhale
  • Vuoi separare le riunioni familiari dalle tue attività associative o dalle tue mobilitazioni militanti? Avrai il potere di creare identità multiple dallo stesso account , come tante maschere social.
  • Vuoi creare eventi davvero pubblici? Darai il potere di cliccare su “Io partecipo” senza dover creare un account .
  • Devi collegare il tuo evento a strumenti esterni, ad esempio (a caso) a un Framapad? Avrai il potere di integrare strumenti esterni nella tua comunità di MobiliZon .
disegno di MobiliZon di Devid Revoy

La strada è lunga, ma Mobilitiamoci (MobiliZon nous) perché la strada sia libera!

Abbiamo lavorato per gettare le basi del progetto, che presentiamo oggi su JoinMobilizon.org .  Al di là delle basi tecniche e del software, vogliamo pensare all’esperienza utente dell’applicazione che alla fine le persone avranno in mano. E che, inoltre, deve essere accessibile e comprensibile dai neofiti.

Vogliamo sperimentare un nuovo modo di fare le cose, lavorando con persone che lo fanno per professione (i designer, parleremo molto presto di Marie-Cécile e Geoffrey!) per operare insieme al servizio di cause che vogliono il bene della società.

Lo sviluppo avverrà per tappe e iterazioni, come nel caso di PeerTube, in modo da consegnare rapidamente (fine 2019) una versione funzionale che sia il più vicino possibile alle aspirazioni di coloro che hanno bisogno di questo strumento per mobilitarsi.

Questa è la nostra dichiarazione di intenti. La domanda è: ci sosterrai?

Perché per avanzare verso la realizzazione di MobiliZon e prolungare tutti i nostri progetti, non ci sono segreti: abbiamo bisogno di donazioni. Donazioni che, lo ricordiamo, rimangono fiscalmente deducibili (per i contribuenti francesi) .

Per la nostra campagna di donazioni quest’anno, abbiamo scelto di non utilizzare strumenti invasivi per motivarti (come la barra delle donazioni che vogliamo vedere riempirsi). Abbiamo voluto rimanere sobri ma potrebbe anche non essere  una grande festa: potremmo avere problemi ad aggiungere MobiliZon nel nostro budget 2019 …

Quindi, se MobiliZon ti fa sognare tanto quanto noi, e se puoi, prendi in considerazione la possibilità di sostenere Framasoft .

Fai una donazione per sostenere i progetti di Framasoft

Cambiare il mondo, un byte alla volta

Seguo Framasoft da tanto tempo e ho tradotto parecchi dei loro articoli (alcuni anche sul vecchio Framalibre), ma fra quelli che ho tradotto questo  è l’articolo che condivido di più.

In questi tempi difficili, scalda il cuore leggere che c’è  qualcuno che non solo promuove il software libero e si preoccupa  della nostre libertà digitali,  ma vuole ancora trasformare questa  società.

Ecco, questa traduzione  non significa solo  la mia adesione e il mio sostegno al progetto di Framasoft, ma vuol essere un invito a tutte e tutti, anche al di qua delle Alpi (per i francesi i transalpini siamo noi) a contribuire e a sostenere economicamente Framasoft.

Buona lettura e buona contribuzione 🙂

titolo dell'articolo in francese

 

 

 

Anche quest’anno, come i precedenti, Framasoft fa appello alla tua generosità per proseguire con le sue iniziative

Da 14 anni: promuovere il software e la cultura liberi

L’associazione Framasoft ha 14 anni. Durante i nostri primi 10 anni di esistenza, abbiamo creato l’ annuario francofono  del software libero, aperto una casa editrice pubblicando solo libri con licenze libere, risposto a innumerevoli domande intorno al libero, partecipato a diverse centinaia di eventi in Francia o all’estero, promosso il software libero su DVD e chiavetta USB, ha accompagnato la comprensione della cultura libera, o meglio delle culture libere, attraverso questo blog, ha tradotto oltre 1000 articoli e diversi libri, conferenze e molte altre cose ancora!

Da 4 anni: decentralizzare Internet

Nel 2014, l’associazione ha preso una svolta nel tentativo di sensibilizzare non solo sulla questione del software libero, ma anche sul problema della centralizzazione di Internet. Decostruendo i tipi di dominio esercitati dal GAFAM (dominio tecnico, economico, ma anche politico e culturale), abbiamo per diversi anni mostrato come l’iperpotenza di questi attori metta in atto una forma di dominio feudale.

E visto che indicare col dito non ha mai portato molto lontano, è stato necessario iniziare un percorso dimostrando che il software libero era una risposta credibile per liberarsi dalle catene di Google, Facebook e co. In 3 anni, abbiamo organizzato più di 30 servizi alternativi, liberi, etici, decentralizzati e solidali. Oggi questi servizi accolgono 400.000 persone al mese. Senza spiarti. Senza rivendere i tuoi dati. Senza pubblicità.  Senza un business plan di crescita perpetua.

A volte Framasoft si sposta all’aperto.   Perché c’è un mondo al di là dei computer …

Ma Framasoft è un gruppo di amici, non una#startupnation . E non volevamo diventare il “Google del libero”. Così, nel 2016, abbiamo promosso il collettivo CHATONS, per assicurarci la resistenza del nostro percorso, ma anche per “lasciare spazio” alla sperimentazione, all’artigianato, all’ingegno, all’entusiasmo, alle opinioni divergenti dalle nostre. Oggi, circa sessanta “chatons” vivono la loro vita, al loro ritmo, in completa indipendenza.

Un anno fa: pensare oltre il codice libero

Un anno fa, abbiamo continuato la nostra svolta facendo tre osservazioni:

  1. L’open source sta andando molto bene. Ma il software libero (cioè opensource + valori etici), soffre di una mancanza di contributi esterni.
  2. Degoglizzare non è abbastanza! Il software libero non è fine a se stesso, ma un mezzo (necessario ma non sufficiente) per trasformare la società.
  3. C’è un insieme di strutture e persone che condividono i nostri valori, che potrebbero aver bisogno di strumenti per realizzare il tipo di mondo che sogniamo . È con loro che dobbiamo lavorare prioritariamente .
È una vittoria per i valori del software libero equipaggiare un dispositivo come il drone militare MQ-8C Fire Scout?
Noi non la pensiamo così.
Immagine
Public domain – Wikimedia

Alla luce di questi risultati, la nostra tabella di marcia di Contributopia mira a proporre delle soluzioni. In 3 anni (ci piacciono i piani triennali), Framasoft ha l’ambizione di partecipare a cambiare la situazione.

Da un lato evidenziando la debolezza dei contributi e cercando di fornire risposte differenti . Ad esempio abbassando le barriere alla contribuzione .  O, un altro esempio, generalizzando le pratiche di apertura alle comunità non-dev.

D’altra parte, creando progetti che non sono solo alternative ai servizi GAFAM (con mezzi sproporzionati), ma anche progetti impegnati e militanti che saranno strumenti al servizio di coloro che vogliono cambiare il mondo. Siamo infatti convinti che un mondo in cui il software libero fosse onnipresente, ma dove il riscaldamento globale, la disgregazione sociale, il collasso, la precarietà continuassero a trascinarci nella loro spirale mortale, non avrebbe alcun significato per noi. Amiamo il software libero, ma amiamo ancora di più gli esseri umani. E vogliamo agire in un mondo in cui la nostra lotta per la libertà e i beni comuni sia coerente con le nostre aspirazioni per un mondo più giusto e sostenibile.

Oggi: pubblicare Peertube e costruire alleanze

Oggi, l’associazione Framasoft è orgogliosa di annunciare il rilascio della versione 1.0 di PeerTube, la nostra alternativa gratuita e federata a YouTube. Se vuoi saperne di più su PeerTube, va bene: abbiamo appena pubblicato un articolo completo su questo argomento!

Non è la prima volta che Framasoft si trova nella posizione di editore di software libero, ma è la prima volta che rilasciamo software di tale ambizione (e di tale complessità). Per questo, l’anno scorso abbiamo fatto la scommessa di assumere uno sviluppatore a tempo pieno, per accompagnare PeerTube dalla versione alpha (ottobre 2017) alla versione beta (marzo 2018), quindi alla versione 1.0 (ottobre 2018).

Il crowdfunding di questa estate comprendeva un obiettivo che ci impegnava a prolungare il contratto di Chocobozzz, lo sviluppatore di PeerTube, per garantire che lo sviluppo non si sarebbe fermato alla versione 1.0,  inevitabilmente perfettibile. Purtroppo questo obiettivo non è stato raggiunto, il che ha proiettato un’ombra sul futuro di PeerTube alla fine del contratto Chocobozzz.

Mantenere la sua individualità pur essendo collegato ad altri, questa è la forza della federazione PeerTube .
Il nostro articolo completo su PeerTube

Tuttavia, abbiamo una grande notizia da dare! Anche se l’obiettivo dl crowdfunding non è stato raggiunto, l’associazione Framasoft ha deciso di assumere in modo permanente Chocobozzz (CDI) per sostenere PeerTube e dargli il tempo e i mezzi per costruire una comunità forte e autonoma. . Ciò rappresenta un investimento significativo per la nostra associazione, ma crediamo fortemente non solo nel software PeerTube, ma anche e soprattutto nei valori che rappresenta (libertà, decentralizzazione, federazione, emancipazione, indipendenza). Per non parlare delle competenze dello stesso Chocobozzz che porta la sua esperienza al team tecnico  anche in altri settori.

Speriamo che le tue donazioni confermino che approvi la nostra scelta.

Da qui alla fine dell’anno: annunciare nuovi progetti … e una campagna di donazioni

Come avrai notato (o non ancora!), Abbiamo completamente modificato la nostra home page ” framasoft.org “. Da una pagina del portale piuttosto istituzionale, che descriveva in modo esaustivo “Cos’è Framasoft?” Ci siamo concentrati su “Che cosa fa Framasoft?”  Evidenziando alcuni elementi chiave. In effetti, l’associazione gestisce più di cinquanta progetti in parallelo e presentare subito la “Framagalassia” sembrava meno rilevante di “mostrare” delle azioni selezionate, lasciando la possibilità di tirare il filo per scoprire tutte le nostre iniziative.

Ricordiamo brevemente che Framasoft non è una multinazionale, ma una micro-associazione di 35 membri e 8 dipendenti (ben presto 9: ci sono ancora alcuni giorni per candidarsi !). Noi siamo all’origine della campagna ” Dégooglisons Internet ” (più di 30 servizi online ) …   Ma non solo! Alcuni magari scopriranno l’esistenza della nostra casa editrice Framabook o del nostro storico progetto Framalibre . Vogliamo mettere in evidenza il progetto più importante di quest’anno 2018: PeerTube . Altri progetti a breve termine sono annunciati su questa pagina (in modalità teasing ), inserendosi nella nostra tabella di marcia di Contributopia .

Framasoft non è una multinazionale, ma una micro-associazione

Infine, ti invitiamo a fare una donazione per sostenere queste iniziative. Perché è anche un’occasione per ricordare che l’associazione vive quasi solo delle tue donazioni! Questa scelta forte, volontaria e consapevole, ci dà la nostra più grande forza: la nostra indipendenza. Sia nella scelta dei progetti, nel calendario delle nostre azioni, nella selezione dei nostri partner, nei nostri discorsi e giudizi pubblici, siamo indipendenti, liberi e non soggetti a determinate convenzioni che ci imporrebbero il sistema delle sovvenzioni o del clientelismo con i ministeri o con qualche altra istituzione.

Ci sono migliaia di donatori che convalidano le nostre iniziative con il loro sostegno finanziario. Quello che abbiamo fatto ti è piaciuto? Pensi che stiamo andando nella giusta direzione? Allora, se ne hai voglia e i mezzi, ti invitiamo a fare una donazione . È attraverso questo gesto che saremo in grado di pagare gli stipendi dei dipendenti dell’associazione, pagare i server che ospitano i tuoi servizi preferiti o continuare a intervenire in luoghi o di fronte a un pubblico che ha mezzi finanziari limitati (interveniamo più volentieri alla MJC che davanti all’Assemblea nazionale, ed è una scelta consapevole). Ricorda che i nostri conti sono pubblici e convalidati da un revisore indipendente.

Nel 2019: proporre strumenti per la società della contribuzione

Alla fine del 2018, parleremo del progetto di punta che desideriamo sviluppare durante il 2019, nome in codice Mobilizon . Inizialmente pensato come una semplice alternativa a Meetup.com (o agli eventi di Facebook, se preferisci), oggi abbiamo la volontà di portare questo software molto più avanti per renderlo un vero strumento di mobilitazione per quelle e quelli che vorrebbero muoversi per cambiare il mondo e organizzarsi in 2 o in 100.000, senza passare attraverso sistemi sicuramente efficaci, ma anche pesanti, centralizzati e irrispettosi della privacy (sì, stiamo parlando di Facebook).

Ovviamente, questo software sarà gratuito, ma anche federato (come Mastodon o PeerTube), per evitare di fare di una struttura (Framasoft o un’altra), un punto di accesso centralizzato, e quindi una potenziale debolezza del sistema. Vi daremo più notizie tra qualche settimana, restate sintonizzati!

Evitare di fare di una struttura (Framasoft o altra), un punto di accesso centralizzato

Altri progetti sono previsti per il 2019:

  • l’uscita di Framapetitions (apparentemente molto attesa);
  • la pubblicazione progressiva del MOOC CHATONS (corso online gratuito e aperto a tutte e tutti), in collaborazione con la Ligue de l’Enseignement/1} e molti altri. Questo MOOC, speriamo, consentirà a coloro che desiderano comprendere i problemi della concentrazione degli attori su Internet e quindi gli obiettivi della decentralizzazione. Ma fornirà anche preziose informazioni in termini di organizzazione (creazione di un’associazione, modello economico, gestione degli utenti, gestione della comunità, …) nonché in termini tecnici (quale infrastruttura tecnica? Come renderla sicura? Come gestire i backup, ecc.) ;
  • naturalmente, molti altri progetti online (non sveliamo tutto adesso, ma la nostra tabella di marcia fornisce già dei buoni indizi)

Insomma, non staremo con le mani in mano!

Nei prossimi anni: dedicarsi sempre più a un’educazione popolare e alle alleanze

Abbiamo l’abitudine di presentare Framasoft come “una rete a geometria variabile”. È certo in ogni caso che l’associazione è in perpetua trasformazione. Ci piace lo status associativo ( la legge del 1901 ci sembra una delle più belle del mondo, niente di meno!), E abbiamo fatto la scelta di rimanere in modalità “associazione di amici” e di rifiutare – in ogni caso fino a ‘nuovo ordine – una trasformazione aziendale / SCOP / SCIC o altro. Ma anche se scegliamo di non essere dei super-eroi/eroine e di mantenere l’associazione in dimensioni ragionevoli (meno di 10 dipendenti), ciò non significa che non possiamo fare di più!

Il secondo anno di Contributopia
Illustrazione di David Revoy – Licenza: CC-By 4.0

Per questo, nello stesso modo in cui proponiamo di mettere i nostri strumenti “al servizio di coloro che vogliono cambiare il mondo”, stiamo costruendo ponti con molte strutture che non hanno alcun rapporto diretto con il mondo.del libero, ma con cui condividiamo un certo numero di valori e obiettivi.

Quindi, anche se gli oggetti della loro militanza o i loro mezzi di azione non sono gli stessi, miriamo a mettere i progetti, le risorse e le capacità di Framasoft al servizio di associazioni che lavorano in ambienti diversi come quelli dell’educazione all’ambiente, l’economia sociale e solidale, la transizione alla cittadinanza, la discriminazione e l’oppressione, la precarietà, il giornalismo civico, la difesa delle libertà fondamentali, ecc. Insomma, mettere le nostre competenze al servizio di coloro che lottano per un mondo più giusto e sostenibile, in modo che possano farlo con strumenti coerenti con i loro valori e adattabili ai loro bisogni.

Da soli si va più veloci, insieme andiamo più lontano. Pensiamo che sia giunto il momento di fare insieme.

Framasoft è un’associazione di educazione popolare (chi ha distrutto “l’educazione politica”?), E non abbiamo più intenzione di promuovere o fare della cultura “libera” “nel vuoto”. Alcuni anni fa abbiamo menzionato l’impossibilità cronica e strutturale di uno scambio equilibrato con le istituzioni pubbliche nazionali. Tuttavia, avvicinandosi alle esistenti reti di educazione popolare (alcune hanno più di cento anni), le nostre posizioni di sostenitori del libero e di sostenitori dei beni comuni sono state accolte molto bene. Tant’è che oggi abbiamo molti progetti in corso con queste reti, che moltiplicheranno l’impatto delle nostre azioni e che – si spera – consentiranno alla comunità del software libero di non rivolgersi solo a un’élite di persone che conoscono il codice e sanno come navigare nella giungla delle licenze .

Da soli si va più veloci, insieme andiamo più lontano. Pensiamo che sia giunto il momento di fare insieme.

Abbiamo bisogno di te!

Una delle scommesse che facciamo per questa campagna è “informare senza eccessiva sollecitazione”. E l’equilibrio non è proprio semplice da trovare. Siamo infatti ben consapevoli del fatto che in questo momento tutte le associazioni vi tendono la mano e fanno appello alla vostra generosità.

Non vogliamo creare dei “dark patterns” che denunciamo altrove . Potremmo giocare la carta dell’umorismo (se sei rilassato, sei più capace di fare donazioni), quello della gamificazione (se si mette un indicatore di livello con un obiettivo di donazioni, sei più incline partecipare), quello del ricatto emotivo (“Dona, altrimenti …”), ecc.

La scommessa che vogliamo fare, che tu conosca Framasoft o no, è quella di prendersi il tempo per spiegare chi siamo, cosa abbiamo fatto, cosa stiamo facendo e dove vogliamo portarvi, parleremo alla vostra intelligenza e non ai vostri istinti . Sarai in grado di scegliere in modo informato se le nostre azioni meritano di essere sostenute.

“Se vuoi costruire una barca, non raccogliere i tuoi uomini e le tue donne per dare loro degli ordini, per spiegare ogni dettaglio, per dirgli dove trovare ogni cosa. Se vuoi costruire una barca, fai nascere nel cuore dei tuoi uomini e delle tue donne il desiderio del mare “. – Antoine de Saint-Exupery

Speriamo che la lettura di questo articolo ti abbia dato la voglia di co-costruire con noi la Framasoft di domani e la voglia di imbarcarti assieme a noi.

Fare una donazione per sostenere le iniziative di Framasoft

Ridateci gli RSS!

Riprendo da Framablog un articolo di Aral Balkan curato e tradotto in francese da Goofy.
La traduzione è dall’originale inglese con l’aiuto, in qualche passaggio, della versione in francese.

Un grazie all’autore e al traduttore.

Buona lettura 🙂

 

 

Non molto tempo fa, i feed RSS ci erano familiari ed erano molto utili.  Aral Balkan ci invita ad usarli dappertutto e spiega perché sono forse il futuro di un altro web che sta nascendo.

Semplici da configurare su una pagina web, consentono un collegamento senza intermediari tra la produzione di contenuti e il pubblico, evitando così le piattaforme centralizzatrici a cui abbiamo permesso di crescere come parassiti sulle nostre comunicazioni. Mentre viene confermata una forte tendenza verso la federazione dei contenuti , la rilevanza dei feed RSS che permette di scoprirli potrebbe essere un alleato importante per ritornare a un decentramento del Web.

Vogliamo ritrovare i feed RSS

Dal post di Aral Balkan Reclaiming RSS

Molto prima di Twitter, prima che gli algoritmi filtrassero la nostra realtà al posto nostro, prima del capitalismo di sorveglianza , esistevano già i feed RSS: acronimo di Really Simple Syndication, cioè la syndication davvero semplice . 1

Ma allora, che cosa sono?

Per chi è nato nel mondo dei silos Web centralizzati, RSS è un’antica tecnologia del Web 1.0 (“il Web ingenuo rete degli inizi?”). Come per molte cose di quell’epoca, il nome dice tutto: facilitano la syndication dei contenuti del tuo sito, cioè, la condivisione. Le persone interessate a seguire i tuoi post si iscrivono al tuo feed e ricevono aggiornamenti utilizzando il loro lettore RSS. Nessun Twitter o Facebook per intervenire con algoritmi per censurare … uhm … “moderare” i tuoi post.

Il feed RSS è incredibilmente semplice da implementare (solo un file XML). se vuoi puoi scriverlo a mano (anche se non lo consiglio).

Ecco un estratto dal feed RSS del mio sito , che mostra alcuni dei campi per la voce corrente di questo post:

<?xml version = "1.0" encoding = "utf-8" standalone = "yes"?> <rss version = "2.0" xmlns: atom = "http://www.w3.org/2005/Atom"> <channel> <title> Aral Balkan </ title> <link> https://ar.al/ </link> <description> Recent content on Aral Balkan </description> <lastBuildDate> Fri, 29 Jun 2018 11:33:13 +0100 </lastBuildDate> ... <item> <title>Rediscovering RSS </ title> <link> https://ar.al/2018/06/29/rediscovering-rss/ </link> <pubDate>Fri, 29 Jun 2018 11:33:13 +0100 </pubDate> <author> mail@ar.al (Aral Balkan) </author> <description> (The content of this post goes here.) </description> </item> ... </channel> </rss>

Inoltre la sua implementazione è quasi universale.

Dov’è il mio RSS?

È probabile che, se hai un sito web, hai già un feed RSS, che tu lo sappia o meno. Se ad esempio usi Hugo come me per creare il tuo sito, il tuo feed RSS è qui: /index.xml

Altri generatori possono inserirli come:  / rss, / feed, /feed.xml, ecc.

Il sito Noun Project offre una buona selezione di icone RSS che sono a tua disposizione

Una volta non si poteva navigare sul Web senza vedere dappertutto le seducenti icone RSS che decoravano con garbo le bellissime vetrine del Web 1.0. Ma questo era prima che venissero vampirizzate dai dispositivi di tracciamento … ehm … ” i pulsanti di condivisione social” di Google e Facebook che praticano la tratta intensiva degli internauti.

Prima c’era anche una buona propensione dei browser a rilevare e visualizzare automaticamente i feed RSS. Oggi, nessuno dei principali browser sembra farlo.

È arrivato il momento di ribellarsi a questa situazione e tornare a chiedere un supporto di alto livello per i feed RSS, come parte di una trasformazione verso un nuovo decentramento del Web.

Ma non devi aspettare che gli editori dei browser si decidano (alcuni come Google sono essi stessi agenti del capitalismo di sorveglianza e altri, come Mozilla, devono le loro risorse finanziarie ai capitalisti di sorveglianza). Ora puoi dare un posto d’onore ai feed RSS trovando l’URL del tuo RSS e mostrandolo con orgoglio sul tuo sito.

Niente di complicato: solo un link nella parte <head> della tua pagina 2 e un link nel <body> con un’icona RSS che ti fa entrare nella famiglia del Web decentralizzato.

ecco il link da inserire nell’ <head> :

<link rel = "alternate" type = "application / rss + xml" href = "https://ar.al/index.xml" />

ed ecco l’intestazione da inserire nel <body> che collega  al feed RSS tramite un’icona visivamente riconoscibile.

<a rel = 'alternate' type = application / rss + xml ' href = '/index.xml' > <img class = 'RSS' src = '/icons /rss.svg' alt = 'RSS feed icon' title = 'Subscribe to my RSS feed' > </a>

Dai un’occhiata al sito Noun Project per scegliere la tua icona RSS, sono tutte con licenza Creative Commons .

RSS pesante o leggero?

Il lettore di feed RSS visualizza perfettamente tutti i contenuti HTML.

Quando crei un feed RSS per il tuo sito, hai la possibilità di includere solo un riepilogo del tuo biglietto o il suo contenuto completo. Ho modificato la configurazione del mio Hugo e il modello RSS predefinito seguendo le istruzioni di Brian Wisti per includere l’intero contenuto nel feed e ti consiglio di fare lo stesso.

Sei anni fa, ho sostenuto il contrario ! Ho scritto “il pesante RSS è solo una copia del contenuto sotto un altro nome”. Ho sbagliato. Ero troppo ossessionato dal mantenere una presa formale sui miei progetti e quindi non sono riuscito a fare una scelta ponderata usando criteri di progettazione etica .

Il lettore RSS Newsbar non mostra correttamente le immagini o lo stile nell’anteprima del contenuto

Screenshot del lettore RSS di RSS NewsBar su macOS che mostra le mie iscrizioni, l’elenco dei miei post sul blog e un’anteprima del mio post su Kyarchy, con l’immagine e gli stili che sono scomparsi.

Più persone hanno i mezzi per accedere ai tuoi contenuti pubblicati, più questi contenuti hanno la possibilità di rimanere online e meglio è per la libertà di tutti.

Contenuto duplicato? Sì, nessun problema! Più abbiamo e meglio è. Bene, con la versione web peer-to-peer del mio sito , l’obiettivo è duplicare il contenuto tante volte quante sono le persone a consultarlo.

Certo, il tuo contenuto potrebbe essere leggermente diverso da un lettore RSS a un altro, perché alcune applicazioni non sono conformi agli standard, ma è il loro problema, non il tuo. Secondo i miei test parziali, il lettore Leaf per macOS visualizza perfettamente il mio feed RSS pesante mentre NewsBar non lo fa. Non serio (e spero che il team di NewsBar ne prenderà nota al fine di migliorare il rendering in un futuro aggiornamento. Dopo tutto, nessuna applicazione arriva perfetta sul mercato).

Ora che ci stiamo spostando dal Web centralizzato a un Web peer-to-peer, è tempo di riscoprire, abbracciare e richiedere i feed RSS.

Tutto ciò che è vecchio assume nuove forze.

L’RSS era una parte essenziale del Web 1.0 prima che il capitalismo di sorveglianza  (Web 2.0) lo afferrasse.

Sarà una componente preziosa del Web + e oltre.


[Copyright © 2018 Aral Balkan. Licenza: Creative Commons Attribution-ShareAlike.]


  • Per approfondire l’argomento dei feed RSS, un altro articolo dello stesso autore pubblicato più di recente: Refining the RSS e le sue avventure notturne per cercare di far apparire questa dannata icona RSS.
  • Per iscriverti ai feed di Framablog,vai qui in basso a destra
  • Con Firefox, non è molto difficile iscriversi ai feed Web, sia in formato RSS che in altri formati
Una voce di menu nei segnalibri o più diretta, un’icona da inserire nella barra personale. Maggiori dettagli in questo articolo di SUMO
  1. L’articolo originale parla solo di feed RSS, dovremmo parlare di feed Web, dal momento che il loro formato può essere anche .atom
  2. Grazie a Ed Summers per avermi detto su Mastodon che ho dimenticato di aggiungere l’indirizzo del mio feed RSS nella parte superiore delle mie pagine. Ho anche notato dando un’occhiata a MDN che ci sono elementi semantici che puoi aggiungere ai link usati nel <body>

Pennac, il fratello e Bartleby lo scrivano

 

Quest’estate ho letto Mon frère, l’ultimo libro di Daniel Pennac, la traduzione italiana verrà pubblicata da Feltrinelli con il titolo Mio fratello e uscirà il 18 ottobre prossimo .

Pennac è un autore che mi è molto caro, dai tempi di Come un romanzo e della saga dei Malaussène, nel suo ultimo libro lo scrittore ripercorre il rapporto con il fratello Bernard, morto anni prima e a cui era molto legato, il suo ricordo gli fa venire in mente il personaggio di Bartleby lo scrivano nell’omonimo racconto di Melville. Questo lo porterà a rileggere quel racconto e poi a mettere in scena uno spettacolo in cui reciterà una sua versione del Bartleby.

Il libro mi è piaciuto molto e in attesa che venga pubblicato anche in italiano ho pensato di fare una piccola anticipazione leggendo ad alta voce il primo capitolo nella mia personale traduzione.

La musica che accompagna la lettura è tratta dalla Petite messe solennelle di Gioachino Rossini nella versione distribuita da Liberliber con licenza Creative Commons “Attribuzione – Non commerciale – Condividi allo stesso modo 4.0 Internazionale”.

La potete ascoltare cliccando sul link o sull’immagine del podcast qui sotto:

Daniel Pennac, Mio fratello: un’anticipazione

Purtroppo questo sito WordPress mi impedisce di fare l’embedding del podcast 😦  Per trovare una versione con il podcast incorporato puoi andare su Plume: frama.link/QcRwGtJr

Buon ascolto!

Per approfondire:

Continua a leggere

Primi passi con p5.js

Non è finita con p5.js 🙂
Per festeggiare l’inizio dell’anno scolastico ho tradotto la prima di una serie di note che l’autrice, Allison Parrish, ha utilizzato per i suoi corsi alla New York University sulla programmazione interattiva con JavaScript e in particolare con p5.js. Questo tutorial mi sembra particolarmente utile per chi voglia cominciare a fare coding con p5.js.Un grazie all’autrice che lo ha condiviso.

Il testo originale si trova qui: https://creative-coding.decontextualize.com/first-steps/

Il tutorial è distribuito con  licenza internazionale Creative Commons Attribution-NonCommercial 4.0 .

Buona lettura 🙂

 

Uno sketch creato con il web editor di p5.js: tre cerchi e un rettangolo

Uno sketch creato con il web editor di p5.js

Questo tutorial ti guiderà attraverso i passaggi necessari per creare il tuo primo sketch di  p5.js e caricarlo su Internet.

Cos’è p5.js?

p5.js è una libreria e un set di strumenti che rendono facile l’uso del linguaggio di programmazione JavaScript per il coding creativo. Si basa su Processing, un ambiente di coding creativo originariamente sviluppato da Ben Fry e Casey Reas. Uno degli obiettivi principali di Processing (e dei progetti basati su Processing) è quello di rendere il più semplice possibile per i principianti imparare a programmare applicazioni grafiche interattive (fornendo allo stesso tempo potenti strumenti per esperti).

Il vantaggio di utilizzare il linguaggio di programmazione JavaScript è la sua ampia disponibilità e il suo supporto onnipresente: ogni web browser ha un interprete JavaScript integrato, il che significa che i programmi p5.js possono (generalmente) essere eseguiti su qualsiasi browser web. Inoltre, il linguaggio JavaScript è definito da uno standard internazionale e la maggior parte degli interpreti JavaScript (inclusi quelli che vengono eseguiti all’interno dei browser Web), sono open-source e disponibili gratuitamente. Nessuno “possiede” JavaScript e chiunque può usarlo gratuitamente.

Un’altra idea importante di Processing è che dovrebbe essere facile per i programmatori creare prototipi di software molto rapidamente, provare una nuova idea o vedere se qualcosa funziona. Per questo motivo, i programmi Processing (e p5.js) sono generalmente definiti “sketch (schizzi)”. Useremo questa terminologia in questo corso.

Quale software usare

Esistono diversi modi per scrivere gli sketch di p5.js. Poiché p5.js è solo una libreria JavaScript, puoi includerla in qualsiasi normale pagina Web e persino usarla in combinazione con altre librerie JavaScript. Il tutorial ufficiale suggerisce di scaricare un editor di testo separato (come TextWrangler , Brackets o Notepad ++ ) e di lavorare con il tuo codice sorgente p5.js proprio come qualsiasi altro linguaggio di programmazione. E questo va bene!

In questo corso, tuttavia, utilizzeremo l’editor Web p5.js , un ambiente di programmazione basato sul Web, appositamente creato per p5.js. Dovrebbe funzionare in quasi tutti i browser web!

Anatomia dell’editor web

Quando carichi l’editor Web, puoi iniziare subito. Ma ti consiglio di creare un account, che ti consenta di salvare il tuo lavoro e condividerlo con altre persone. Ecco come appare l’editor web con una spiegazione delle parti mobili importanti. (Ci sono altre caratteristiche dell’interfaccia dell’editor web di cui parleremo in seguito. Si noti inoltre che al momento della stesura di questo articolo l’editor Web è in fase di sviluppo e il modo in cui appare quando lo si legge potrebbe essere diverso da come appare nell’immagine qui sotto.)

screenshot dell'editor webppassi1

  1. Il riquadro “code”. È dove si digita il codice p5.js.
  2. Il riquadro “console”. È dove vengono visualizzati i messaggi di errore dal tuo codice. puoi anche usare la funzione console.log() per far apparire il testo qui mentre il tuo programma è in esecuzione. (Questo è utile per il debug, e ne discuteremo più tardi!)
  3. Il riquadro “anteprima”. Il tuo sketch verrà mostrato qui!
  4. Controlli. Premi il pulsante “Play” (▶) per “eseguire” il tuo sketch. Premi “Stop” (⬛︎) per terminare lo sketch.
  5. Il nome del tuo sketch. Fai clic sulla piccola icona a forma di matita a destra del nome per modificarlo. (Quando crei un nuovo sketch, viene generato un nome casuale per te. L’editor web usa questa libreria per generare i nomi , se sei curioso!)

Il tuo primo sketch

Ok, i preliminari sono finiti! Iniziamo a programmare. Copia il codice sorgente dell’esempio qui sotto (sul lato sinistro) e incollalo nell’editor p5.js. Premi il pulsante “Play”; una finestra si aprirà e dovresti vedere qualcosa che assomiglia a quello che vedi sul lato destro in basso.

► run sketch ◼ stop sketch
function setup() {
  
}

function draw() {
  ellipse(50, 50, 60, 60);
}

Congratulazioni! Hai realizzato un semplice programma per computer.

Allora, cosa sta succedendo qui?

Hai fatto un programma per computer, ma cosa è successo esattamente? Ecco una piccola analisi (semplificando un po’):

  • ellipse(50, 50, 60, 60); è un esempio di una chiamata di funzione . p5.js include diverse dozzine di “funzioni” incorporate che eseguono varie attività, come disegnare forme sullo schermo o calcolare valori usando formule matematiche. Imparare a programmare in p5.js riguarda principalmente l’apprendimento di questi comandi e di quello che fanno. La funzione ellipse , nel caso non lo avessi indovinato, disegna un’ellisse sullo schermo.
  • ellipse è il nome della funzione. Le funzioni sono sempre seguite da una coppia di parentesi; all’interno di queste parentesi ci sono un elenco di valori separati da virgole. Questi valori sono chiamati parametri della funzione. Ogni funzione utilizza i suoi parametri in un modo leggermente diverso, e parte dell’apprendimento di una funzione è l’apprendimento dei suoi parametri.
  • Nel caso ellipse , il primo parametro è la coordinata X dell’ellisse, il secondo parametro è la coordinata Y, il terzo parametro è la larghezza dell’ellisse e l’ultimo parametro è l’altezza dell’ellisse.
  • La chiamata alla funzione termina con il punto e virgola ( ; ). Dovresti mettere un punto e virgola alla fine di ogni chiamata di funzione.
  • Puoi mettere quante chiamate di funzioni vuoi tra la riga che legge function draw() { e la } che la segue. (Per ora non parleremo di che cosa significa function draw(), o cosa significano le parentesi graffe. Sappi solo che puoi mettere più cose tra quelle parentesi graffe se vuoi che succedano altre cose.)

Puoi trovare una grande lista di funzioni p5.js nella guida di riferimento di p5.js. Per ora, ci concentreremo solo sulle funzioni più semplici per disegnare forme sullo schermo. Mentre il corso avanza, impareremo altre funzioni che fanno cose più interessanti.

Aggiungi un’altra forma

Questo è abbastanza noioso finora. Diamo alla nostra ellisse un amico con cui giocare.

► run sketch ◼ stop sketch
function setup() {
  
}

function draw() {
  ellipse(50, 50, 60, 60);
  rect(40, 40, 35, 45);
}

La funzione rect() disegna un rettangolo sullo schermo. I parametri della funzione rettangolo hanno i seguenti significati:

  • parametro 1: la posizione X dell’angolo in alto a sinistra del rettangolo
  • parametro 2: la posizione Y dell’angolo in alto a sinistra del rettangolo
  • parametro 3: la larghezza del rettangolo
  • parametro 4: l’altezza del rettangolo

Si noti che le funzioni vengono richiamate nello stesso ordine in cui vengono disegnate. Ciò significa che il rettangolo viene disegnato sopra all’ellisse. Se hai invertito l’ordine dei comandi, l’ellisse verrebbe invece disegnata sopra:

► run sketch ◼ stop sketch
function setup() {
  
}

function draw() {
  rect(40, 40, 35, 45);
  ellipse(50, 50, 60, 60);
}

Colore di sfondo

La funzione background() imposta il colore di sfondo per l’intero sketch. Chiamalo prima nel blocco draw() , in questo modo:

► run sketch ◼ stop sketch
function setup() {
  
}

function draw() {
  background(0);
  ellipse(50, 50, 60, 60);
  rect(40, 40, 35, 45);
}

La funzione di background accetta un singolo parametro, che è un valore compreso tra 0 e 255. Il valore determina la sfumatura di grigio che apparirà sullo sfondo. 0 significa nero e 255 significa bianco; altri valori si riferiscono a tutte le sfumature di grigio intermedie. Ad esempio, usa 50 per un bel colore ardesia:

► run sketch ◼ stop sketch
function setup() {
  
}

function draw() {
  background(50);
  ellipse(50, 50, 60, 60);
  rect(40, 40, 35, 45);
}

O 240 per un grigio fumo chiaro:

► run sketch ◼ stop sketch
function setup() {
  
}

function draw() {
  background(240);
  ellipse(50, 50, 60, 60);
  rect(40, 40, 35, 45);
}

Se chiami la funzione background con tre valori, puoi impostare lo sfondo su un colore a tua scelta (non solo una sfumatura di grigio). I tre parametri corrispondono alle componenti rossa, verde e blu del colore specificato. (Consulta il tutorial di Processing sul colore per una spiegazione del motivo per cui il colore è specificato con rosso, verde e blu e perché i numeri vanno da zero a 255.)

Un buon posto per cercare i valori dei colori è l’ elenco di colori di Wikipedia. Clicca su qualsiasi colore, come il blu Fiordaliso , e troverai (nelle informazioni a destra) i valori RGB per quel colore. L’infobox dice che il valore RGB per il blu Fiordaliso è (100, 149, 237) ; usiamo questi valori per rendere lo sfondo del nostro schizzo blu Fiordaliso :

► run sketch ◼ stop sketch
function setup() {
  
}

function draw() {
  background(100, 149, 237);
  ellipse(50, 50, 60, 60);
  rect(40, 40, 35, 45);
}

Coordinate

Ormai ti stai chiedendo: ora che posso impostare lo sfondo dei miei sketch, sembrano tremendamente … piccoli. Posso renderlo più grande? Inoltre, quei numeri in una chiamata a ellipse o rect specificano posizioni e dimensioni. Ma quali sono le unità ? Se 50 è la posizione X di una forma, qual è l’unità? Metri? Furlongs? Lachters? Spats? No! Le distanze in Processing sono misurate in pixel .

Quasi tutti i display digitali sono suddivisi in piccoli quadrati chiamati pixel . Normalmente, ogni pixel è esso stesso un piccolo dispositivo fisico reale in grado di visualizzare un colore. Lo schermo del tuo dispositivo in questo momento probabilmente ha centinaia di migliaia se non milioni di questi piccoli dispositivi. Ognuno ha esattamente le stesse dimensioni e insieme formano una “griglia”.

Ogni sketch p5.js ha una dimensione in pixel: il numero di pixel di larghezza e il numero di pixel di altezza. Per impostazione predefinita, lo sketch è 100 pixel per 100 pixel. (Un tempo questo era un discreto numero di pixel. Lo schermo originale [del Game Boy’s], ad esempio, era 160×144 pixel. Ma nella nostra era di schermi “retina”, non è molto.)

Il pixel nell’angolo in alto a sinistra è designato come il pixel alla coordinata 0, 0 . Mentre ti sposti ulteriormente a destra, la coordinata X aumenta. Mentre ci si sposta più in basso, la coordinata Y aumenta, in modo che la coordinata del centro dello sketch è 50, 50 e la coordinata nell’angolo in basso a destra è 100, 100 . (Se sei abituato alle coordinate cartesiane, questo sembra strano, dato che normalmente il valore Y diminuisce man mano che ti sposti verso il basso. Ma dovrai solo abituarti alla modalità che usa Processing per questo corso.)

Per ulteriori informazioni e diagrammi, consulta Il tutorial su Processing coordinate system .

Cambia la dimensione del tuo sketch

Fino ad ora non abbiamo parlato di quella strana function setup() { nella parte superiore del codice sorgente dello sketch. Bene, parliamone ora! C’è una funzione speciale che puoi inserire all’interno di essa, chiamata createCanvas() . Questa funzione imposta la dimensione (in pixel) dello sketch. Prendiamo l’esempio sopra e diamogli un po’ di spazio per respirare:

► run sketch ◼ stop sketch
function setup() {
  createCanvas(400, 400);  
}

function draw() {
  background(100, 149, 237);
  fill(255);
  ellipse(50, 50, 60, 60);
  rect(40, 40, 35, 45);
}

(Ignora la chiamata da fill() , ne discuteremo più avanti.)

Il primo parametro della funzione createCanvas() specifica la larghezza dello sketch e il secondo ne specifica l’altezza (di nuovo, in numero di pixel).

Ora che la nostra tela è più grande, allarghiamo un po ‘le nostre forme!

► run sketch ◼ stop sketch
function setup() {
  createCanvas(400, 400);  
}

function draw() {
  background(100, 149, 237);
  fill(255);
  ellipse(170, 150, 250, 250);
  rect(150, 95, 200, 250);
}

Riempimento e tratto

p5.js ti consente di controllare non solo le forme che disegna ma anche due aspetti critici dell’aspetto di quelle forme: il loro colore e il colore del loro contorno. È possibile impostare il colore di una forma con la funzione fill() . Proprio come con background() , puoi chiamare fill con uno dei due parametri per impostare il suo colore in scala di grigi, in questo modo:

► run sketch ◼ stop sketch
function setup() {
  createCanvas(400, 400);  
}

function draw() {
  background(100, 149, 237);
  fill(50);
  ellipse(170, 150, 250, 250);
  rect(150, 95, 200, 250);
}

Oppure puoi chiamarlo con tre valori, per impostare il colore usando i valori RGB. Proviamo una bella tonalità di carminio :

► run sketch ◼ stop sketch
function setup() {
  createCanvas(400, 400);  
}

function draw() {
  background(100, 149, 237);
  fill(252, 108, 133);
  ellipse(170, 150, 250, 250);
  rect(150, 95, 200, 250);
}

Si noti che il colore nel comando fill() si applica a ogni forma che viene disegnata dopo la chiamata. Per cambiare il colore per le forme successive, includi una seconda chiamata da fill() proprio prima di chiamare la funzione per la forma di cui vuoi cambiare il colore:

► run sketch ◼ stop sketch
function setup() {
  createCanvas(400, 400);  
}

function draw() {
  background(100, 149, 237);
  fill(252, 108, 133);
  ellipse(170, 150, 250, 250);
  fill(255);
  rect(150, 95, 200, 250);
}

Puoi cambiare il colore del contorno delle forme usando il comando stroke() . Ancora, come background() e fill() , puoi usare stroke() per impostare il valore di scala di grigi o per impostare un colore RGB. Analogamente a fill() , una chiamata a stroke() imposta il colore del tratto per tutte le forme che seguono, a meno che non si chiami di nuovo la funzione stroke() :

► run sketch ◼ stop sketch
function setup() {
  createCanvas(400, 400);  
}

function draw() {
  background(100, 149, 237);
  stroke(252, 108, 133);
  ellipse(170, 150, 250, 250);
  stroke(240);
  rect(150, 95, 200, 250);
}

C’è anche una funzione chiamata strokeWeight() che ti permette di impostare la larghezza del tratto. La larghezza è misurata in pixel, e come fill() e stroke() si applica a ogni funzione chiamata dopo di essa:

► run sketch ◼ stop sketch
function setup() {
  createCanvas(400, 400);  
}

function draw() {
  background(100, 149, 237);
  strokeWeight(20);
  stroke(252, 108, 133);
  ellipse(170, 150, 250, 250);
  stroke(240);
  rect(150, 95, 200, 250);
}

Ecco un esempio che mette tutto insieme!

► run sketch ◼ stop sketch
function setup() {
  createCanvas(400, 400);  
}

function draw() {
  background(105, 109, 125);
  strokeWeight(10);
  stroke(111, 146, 131);
  fill(141, 159, 135);
  rect(50, 50, 100, 100);
  strokeWeight(5);
  stroke(141, 159, 135);
  fill(205, 198, 165);
  ellipse(200, 200, 250, 250);
  strokeWeight(10);
  stroke(205, 198, 165);
  fill(240, 220, 202);
  rect(250, 250, 100, 100);
}

( Combinazione di colori generata automaticamente con Coolors . Non sostengo questo sito, è stato solo il primo risultato quando ho cercato su Google “generatore di schemi colore”)

Altre forme

Ecco alcune altre funzioni che disegnano forme. Ognuno di loro funziona in modo leggermente diverso da quello successivo, quindi consulta la pagina di riferimento per informazioni e istruzioni.

Quando qualcosa va storto

La programmazione è un lavoro meticoloso, ed è facile sbagliare la sintassi. imparato a ragionare su come funziona la sintassi.) Se qualcosa va storto, riceverai un messaggio di errore . Il messaggio di errore verrà visualizzato in quella piccola casella sotto l’area di modifica del codice sorgente, chiamata “console”.

Se non riesci a trovare il problema, non preoccuparti! Il messaggio di errore ti darà alcuni suggerimenti. Il numero all’inizio dell’errore ti dice il numero della linea su cui p5.js pensa che il problema sia presente. (A volte sarà fuori di una linea o due, quindi dovrai andare a cercarlo.) Il messaggio ti dà un’idea di quale sia il problema, sebbene la descrizione sia filtrata attraverso la strana lingua dei parser del linguaggio di programmazione.

messaggio di erroreppassi2

Questo messaggio di errore mostra che c’è un problema nella riga 2: ho accidentalmente scritto crateCanvas invece di createCanvas , e JavaScript mi ​​sta gentilmente informando che non ha idea di cosa sia crateCanvas . (Quando JavaScript dice che qualcosa “non è definito”, questo è quello che vuole indicare. JavaScript conosce solo oggetti incorporati, variabili e funzioni che hai definito, e variabili e funzioni nelle librerie che stai utilizzando, come quelle che stai imparando in p5.js.)